martedì 13 novembre 2018

Al 36. Torino Film Festival: BULLI E PUPE, il nuovo film di STEVE DELLA CASA e CHIARA RONCHINI

Dopo il successo di Nessuno ci può giudicare, il documentario-rivelazione del Torino Film Festival 2016, apprezzato da stampa e pubblico in un lungo tour cinematografico, Steve Della Casa e Chiara Ronchini tornano in sodalizio per raccontare uno spaccato storico del Paese in un intreccio di memoria popolare e colta, di archivio e cinema.

E tornano al Torino Film Festival, edizione 36, in Festa Mobile – Fuori concorso, con Bulli e pupe – Storia sentimentale degli anni cinquanta, prodotto da Istituto Luce Cinecittà in collaborazione con Titanus, il racconto del Paese dalle macerie del secondo dopoguerra all’alba del 1960 e del boom. Un momento folgorante, un pugno di anni in cui l’Italia si scoprì viva, libera, e diventò quella che ancora oggi viviamo. Un Paese che divenne moderno in un tempo molto – a volte troppo – rapido.

La ricostruzione, la nascita delle ‘grandi città’, la speculazione edilizia, la migrazione interna e all’estero, la ricerca di lavoro e di casa, i sogni, il cinema e la sua illusione, la scoperta del tempo libero, la rabbia, la protesta, l’alienazione, una nuova affettività e un nuovo dibattito sessuale… Sono pezzi dell’Italia che il film ci mostra, il laboratorio di un Paese mentre rinasce. A farcelo vedere, immagini rare e splendide di quel pozzo di scoperte che è l’Archivio storico Luce, e di altri importanti fondi; alcuni film celeberrimi, o meno ricordati, di Risi, Germi, Castellani, Corbucci, Zurlini e altri. E le voci di intellettuali che quel lampo di tempo fermarono impietosamente, e felicemente: Parise, Bianciardi, Ortese, Flaiano, Pasolini, Calvino… A raccontare una storia che sappiamo e  conosciamo, ma con un fluire che ce la fa sentire e vedere come nuova. Come se parlasse ancora tanto, e tanto precisamente, di noi.

SINOSSI. Un viaggio dentro l'Italia dal secondo dopoguerra fino all’alba del ‘60, quando i ragazzi che avevano vissuto impotenti gli orrori del conflitto iniziavano a progettare un futuro nuovo, pieno di speranze ma anche denso di contraddizioni, che puntualmente esploderanno in seguito.
Tra balli e canzoni, tra tradizioni secolari e mutamenti repentini, il film del paese che comincia a diventare quello che ancora oggi conosciamo, con le sue imprese straordinarie e i suoi peccati originari.
Un paese che in un pugno di anni visse un cambiamento come non viveva da secoli, in un racconto intessuto di magiche immagini di archivio e di alcuni film simbolo, contrappuntate con le analisi che gli intellettuali più lucidi già proponevano mentre tutto questo avveniva.

Premi Maria Adriana Prolo alla carriera 2018 a GIORGIO ARLORIO e PIETRO PEROTTI

In occasione del 36° Torino Film Festival, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) è lieta di annunciare il conferimento del PREMIO MARIA ADRIANA PROLO ALLA CARRIERA per l'edizione 2018 che sarà doppio perché andrà allo sceneggiatore GIORGIO ARLORIO e all'ex operaio, artista e filmaker PIETRO PEROTTI. La cerimonia di consegna si terrà martedì 27 novembre alle ore 20.30 presso il Cinema Massimo (sala 3), con laudatio del critico cinematografico STEVE DELLA CASA per Giorgio Arlorio, dello storico MARCO REVELLI e del sindacalista ABOUBAKAR SOUMAHORO per Pietro Perotti.

Intitolato a Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo Nazionale del Cinema, il premio è un riconoscimento assegnato a una personalità del mondo del cinema che si è particolarmente distinta nel panorama della cinematografia italiana. In passato, il premio è stato conferito ai registi Giuseppe Bertolucci, Marco Bellocchio, Ugo Gregoretti, Giuliano Montaldo, Massimo Scaglione, Daniele Segre, Bruno Bozzetto, Lorenza Mazzetti, Costa-Gavras, David Grieco agli attori Roberto Herlitzka, Elio Pandolfi, Piera Degli Esposti, Lucia Bosè, Ottavia Piccolo e al compositore Manuel De Sica.

Il diciassettesimo Premio Maria Adriana Prolo si sdoppia e sarà consegnato a due personalità del cinema che, ognuna a proprio modo, hanno collaborato a raccontare un luogo da sempre interdetto al grande schermo: la fabbrica. Giorgio Arlorio, in particolare, lega il suo nome alla città di Torino, che lo ha visto nascere e che lo ha visto muovere i primi passi verso la carriera cinematografica, scrivendo racconti, pubblicando su diverse riviste sperimentali ed entrando in contatto con alcuni degli autori più importanti dell’epoca, come Cesare Pavese ed Elio Vittorini. Anche se uno degli scrittori più amati, e anche fonte d’ispirazione, è certamente Beppe Fenoglio, di cui Arlorio alla fine degli anni '70 adatta per la televisione il romanzo La paga del sabato. Sempre a Torino si forma come aiuto regista e viene in contatto con due grandi nomi del cinema, fondamentali per la sua crescita professionale: Mario Soldati e Pietro Germi. Negli anni '50 si trasferisce definitivamente a Roma, dove comincia a lavorare come sceneggiatore. Il suo nome si lega ai più grandi maestri del cinema: Gillo Pontecorvo, Dino Risi, Mario Camerini, Mauro Bolognini, Mario Monicelli. Proprio con quest’ultimo lavora a I compagni dando un contributo fondamentale per il doppiaggio, la scrittura dei dialoghi e la ricostruzione della Torino di fine '800. Arlorio ha anche scritto film di genere che hanno riscosso grande successo come La patata bollente di Steno, L'arciere delle mille e una notte di Antonio Margheriti, Il mercenario di Sergio Corbucci e Zorro di Duccio Tessari. Il suo lavoro non è passato inosservato nemmeno in televisione, ambito in cui si è rivelato un vero sperimentatore: è stata sua, infatti, l’idea della prima candid-camera italiana, Specchio segreto, ed è stato lui uno dei primi autori di Chi l’ha visto? una delle trasmissioni Rai di maggior successo ancora oggi. Arlorio ha inoltre insegnato per vent’anni al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove ha contribuito a formare alcuni dei maggiori sceneggiatori italiani, come Francesco Bruni, Ivan Cotroneo, Michele Pellegrini, Francesca Manieri e Filippo Gravino.

Al 36. Torino Film Festival RAGAZZI DI STADIO, QUARANT’ANNI DOPO di Daniele Segre

Daniele Segre presenta al 36° Torino Film Festival, in prima mondiale nella sezione Festa Mobile, il suo nuovo film RAGAZZI DI STADIO, QUARANT’ANNI DOPO (Italia, 2018, 82’), prodotto da I Cammelli con Rai Cinema, in associazione con 13 Productions.

Daniele Segre torna a raccontare il mondo degli ultrà miscelando il repertorio costituito dalle fotografie pubblicate nel libro Ragazzi di stadio (Mazzotta, 1980) e dei suoi due film Il potere deve essere bianconero (1977) e Ragazzi di stadio (1980).
Fra fumogeni, cori da stadio, fuochi d’artificio e bandiere tricolori, i protagonisti del film raccontano cosa la curva abbia rappresentato per loro nel tempo - una fuga, una famiglia, un rito arcaico attraverso cui dar sfogo al proprio istinto - dal passato dei Fighters di Beppe Rossi ai Drughi di oggi partendo dallo striscione “Drughi”, comparso la prima volta nella curva Filadelfia del vecchio stadio comunale di Torino nel 1988.

Sono grato ai Drughi - commenta il regista Daniele Segre - per avermi permesso di entrare nel loro mondo, difficile e controverso. Grazie alla loro fiducia ho potuto, dopo quarant’anni, parlare nuovamente degli ultrà e offrire uno spunto per una riflessione necessaria al fine di capire cosa sta succedendo in Italia, al di là della tifoseria calcistica. Attraverso le storie dei protagonisti, infatti, si affrontano le trasformazioni sociali e ideologiche che il nostro paese ha attraversato in questi decenni. I protagonisti non sono solo i “cinquantenni” personaggi dei miei film precedenti, ma studenti, operai, disoccupati che vivono grazie alla comune fede juventina che, come allora, è l’unica condizione in cui si sentono protagonisti, si riconoscono in un gruppo, in una fede. Lo stadio, che rimane sullo sfondo, è un luogo simbolico che racconto attraverso le vite di chi lo popola.

RAGAZZI DI STADIO, QUARANT’ANNI DOPO è un racconto incalzante che descrive le trasformazioni sociali e ideologiche degli ultrà juventini, i Drughi (2° anello curva sud), che rispettano rigorosamente i ruoli attribuiti dal direttivo del gruppo: dal “leader”, al “vice”, organizzatore delle trasferte e interlocutore delle forze dell’ordine pubblico, al “capoguerra”, al “lanciacori”, agli “striscionisti”.
Una storia attuale che va oltre il mondo del calcio.

Una produzione I Cammelli S.a.s. con Rai Cinema in associazione con 13 Productions, realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte Piemonte Doc Film Fund e Région SUD Provence Alpes Côte d’Azur. Distribuzione, I Cammelli S.a.s.

Presentazione di "Gian Maria Volonté" alla libreria Bodoni / Spazio B

Mercoledì 21 novembre dalle ore 18:30 alla Libreria Bodoni / Spazio B (via Carlo Alberto 41) è in programma la presentazione di "Gian Maria Volonté"(add editore) di Mirko Capozzoli.

È stato l’operaio Lulù Massa e il bandito Cavallero, Enrico Mattei e Lucky Luciano, Aldo Moro e l’anarchico Bartolomeo Vanzetti, Teofilatto dei Leonzi de L’Armata Brancaleone, El Indio di Per qualche dollaro in più.
Gian Maria Volonté ha costruito il film della sua vita attraverso grandi collaborazioni e incredibili rifiuti, spesso al fianco di donne straordinarie. Un viaggio lungo poco più di sessant’anni, cominciato durante il ventennio fascista, a Torino, e chiuso all’alba del primo governo Berlusconi. Ma chi era davvero Gian Maria Volonté? Emigrante in Francia per fuggire da un padre ingombrante e dalla gente che lo fermava perché figlio di un fascista, i carri di Tespi, l’Accademia d’arte drammatica di Roma, esordi a teatro poi il cinema e la televisione, ma anche istruttore di vela, cubano sottotraccia, militante del partito Comunista ed extraparlamentare, provocatore, esponente del sindacato attori, antesignano del Sessantotto.
Per lui, professionalità, etica e impegno politico erano princìpi imprescindibili. Ma cosa c’è oltre l’icona dell’attore contro?

Mirko Capozzoli scrive una biografia pubblica e privata di Volonté, in un libro arricchito da documenti e testimonianze inedite di Giovanna Gravina Volonté, Armenia Balducci, Carla Gravina, Angelica Ippolito e Tiziana Mischi.

A Torino il documentario “La scuola è viva, evviva la scuola”

Sarà presentato mercoledì 14 novembre alle ore 11,00 presso l’aula disegno 1 dell’IIS Avogadro di Corso S. Maurizio 8, a Torino, il documentario “La scuola è viva, evviva la scuola”. Il reportage racconta lo stato dell’edilizia scolastica in Piemonte tra criticità, pericoli per la sicurezza degli studenti ed eccellenze. Dopo la presentazione il filmato sarà disponibile online, sul canale youtube della Fondazione Benvenuti in Italia, e utilizzabile liberamente da tutti coloro che vorranno avviare una riflessione critica sulla cultura della sicurezza.

Il documentario è stato realizzato tra aprile e maggio 2018, a seguito della carovana per la sicurezza scolastica realizzata dalla Fondazione Benvenuti in Italia, il Fondo Vito Scafidi e l’associazione ACMOS, con il contributo della Compagnia di San Paolo. Obiettivo del progetto è stato quello di porre il tema della sicurezza scolastica all’attenzione degli studenti e delle istituzioni per attivare processi di riflessione e condivisione sullo stato stato di salute dei luoghi vissuti quotidianamente, in un’ottica di corresponsabilità.

Durante la mattinata sarà presentato l’avvio del dottorato in ingegneria civile e ambientale per la diffusione della cultura della sicurezza e la prevenzione dei rischi negli edifici scolastici, frutto della collaborazione tra il MIUR, la Fondazione Benvenuti in Italia – Fondo Vito Scafidi e il Politecnico di Torino, che pone al centro il tema della sicurezza degli edifici scolastici all’interno della più ampia questione della didattica e della suddivisione funzionale degli spazi.

Saranno inoltre illustratele altre attività il vista del 22 novembre, Giornata Nazionale per la sicurezza nelle Scuole:

- la marcia che si terrà il 22 novembre alle ore 9,30 dal Primo Liceo Artistico di Torino a Piazza Chiaves, dove sarà intitolato un giardino alla memoria di Vito Scafidi, il giovane morto per il crollo del controsoffitto della sua classe, di cui quest’anno ricorre il decennale

- la campagna social di comunicazione per promuovere e diffondere la cultura della sicurezza

- la diffusione del kit della segnaletica per la sicurezza, realizzato dagli studenti del Primo Liceo Artistico di Torino

Alla conferenza interverranno Davide Mattiello, presidente della Fondazione Benvenuti in Italia, Cinzia Caggiano, mamma di Vito Scafidi, Avv. Raffaella Variglia, Cittadinanzattiva, Ing Prof Alessandro Pasquale Fantilli, docente presso il Politecnico di Torino, Ing Oscar Mancinelli, dottorando presso il Politecnico di Torino.

Per info: Graziella Lavanga - 3394100419 - graziella.lavanga@benvenutiinitalia.it

Rassegna stampa di martedì 13 novembre 2018

Su La Repubblica Torino due mini-box dedicati alle proiezioni al Massimo di "Il settimo sigillo" e "Nile quest".

Su CronacaQui Torino un box sulla proiezione di "Kamikazen" oggi al Piccolo Cinema.

Niente da segnalare su La Stampa Torino e sul Corriere Torino.

Agenda del Cinema di Oggi, martedì 13 novembre 2018

"Kamikazen"
IL CONSIGLIO DEL GIORNO
Per il Triciclo Commedia Surreale questa sera a Il Piccolo Cinema (via Cavagnolo 7, Torino) il film "Kamikazen" di Gabriele Salvatores (Italia 1987, 98′).
Sei comici dilettanti e disperati vengono chiamati dal loro agente per una serata: ridotto sul lastrico, il manager Corallo inventa una storia che convince i comici a pagare per recitare. Racconta loro che tra il pubblico del Bounty Club – squallido night club dove avrà luogo lo spettacolo – sarà presente un responsabile di Drive in, celebre trasmissione televisiva di cabaret, in cerca di nuovi talenti da portare sul piccolo schermo.
Ingresso gratuito.

LE ALTRE PROIEZIONI
Al cinema Fratelli Marx proiezione di "Still Recording".
Al cinema Massimo "Bernini" e "Wajib", "Isis, Tomorrow", "Il settimo sigillo", "Totò a colori" e "Pianeta Africa - War of peace".
All'Agnelli "The Wife", al Baretti "Alki Alki", al Rough "Seven".

TUTTI I DETTAGLI SULLE PROIEZIONI DI OGGI

Infine, tutti i film in prima visione in sala.

Tutti i film in sala a Torino li trovate cliccando sulla foto qui a sinistra.

lunedì 12 novembre 2018

Arrivederci Saigon di Wilma Labate arriva a Torino da martedì 13

ULTIMORA Lunedì 12/11: la proiezione del film Arrivederci Saigon alla presenza della regista prevista per domani sera è rinviata a data destinarsi.

Arrivederci Saigon, il documentario diretto da Wilma Labate accolto con entusiasmo alla 75esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, arriva in sala a Torino dal 13 novembre al Cinema Fratelli Marx. Martedì 13 novembre alle ore 21.00 la regista presenterà il film.

Arrivederci Saigon è l’incredibile storia de “Le Stars” (Viviana Tacchella, Rossella Canaccini, Daniela Santerini e Franca Deni), la giovanissima band italiana che dalla provincia toscana viene spedita inaspettatamente in Vietnam, a suonare nella base militare americana.

Sono giovanissime con la voglia di successo e di lasciare la provincia industriale dove vivono, così diversa dalla famose colline del Chianti: vengono dalle acciaierie di Piombino, dal porto di Livorno e dalle fabbriche Piaggio di Pontedera. È la provincia rossa delle case del popolo e del PCI e uscire da quella provincia è il loro sogno. Siamo nel ’68 e ogni sogno sembra possibile. Ricevono un’offerta che non possono rifiutare: una tournée in estremo oriente, Manila, Hong Kong, Singapore… Armate di strumenti musicali e voglia di cantare, partono sognando il successo ma si ritrovano in guerra, e la guerra è quella vera del Vietnam…

Dopo cinquant’anni “Le Stars” raccontano la loro avventura vissuta per tre mesi nelle basi sperdute nella giungla, tra i soldati americani e la musica soul.

“È il 1968 e mentre in Italia i giovani occupano le scuole, rinnegano l’autorità di una famiglia patriarcale, rivoluzionano i costumi governati dalla chiesa e decidono di essere soggetti politici - racconta la regista - cinque ragazzine della provincia toscana imparano il Soul insieme ai soldati afroamericani in Vietnam.

Ancora un altro ’68, tra i tanti, a distanza di cinquant’anni. La sfida è quella di raccontare la Storia con lo sguardo delle protagoniste poco più che adolescenti, riaprendo un capitolo tra i più conflittuali del Novecento con la memoria e la leggerezza di una esperienza incredibile che ha segnato per sempre la loro vita”.

Proiezione a ingresso gratuito al Romano per "Be Kind"

Applaudito all'ultima Festa del cinema di Roma e premiato al Festival dei Diritti Umani a Todi, arriva a Torino al cinema Romano "Be Kind", diretto da Sabrina Paravicini insieme al figlio Nino Monteleone. La proiezione - a ingresso libero fino a esaurimento dei posti - è in programma mercoledì 14 novembre alle ore 20.30.

BE KIND è un film autoprodotto, quasi familiare, nato dal desiderio di Sabrina Paravicini di fare un regalo al proprio figlio, nel corso dei mesi di lavorazione si è trasformato in un vero e proprio film e racconta il viaggio da piccolo regista di una persona diversa all’interno della diversità, intesa non come differenza, ma come ricchezza nella varietà.

Il più visto del week-end è sempre "Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni"

"Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni"
"Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni" è ancora il film più visto a Torino nel fine settimana. Secondo posto per "First Man" e terzo per "Tutti lo sanno".

Quarto il nuovo Virzì, "Notti magiche", settimo posto per "Hunter Killer".

Fuori classifica: "Otzi e il mistero del tempo" con 143 spettatori, "La Scuola Serale" con 52 e "Zen Sul ghiaccio sottile" con 36.

CLASSIFICA WEEK-END 9-10-11 NOVEMBRE 2018

1 LO SCHIACCIANOCI E I QUATTRO REGNI   € 32.935 5.258
2 FIRST MAN - IL PRIMO UOMO   € 20.954 3.396
3 TUTTI LO SANNO  € 17.426 2.911
4 NOTTI MAGICHE   € 17.046 2.891
6 TI PRESENTO SOFIA   € 14.721 2.361
5 IL MISTERO DELLA CASA DEL TEMPO  € 14.772 2.349
8 THE CHILDREN ACT - IL VERDETTO   € 10.246 1.748
7 HUNTER KILLER - CACCIA NEGLI ABISSI   € 10.907 1.587
9 A STAR IS BORN   € 9.525 1.467
10 EUFORIA   € 8.014 1.360
11 OVERLORD   € 7.113 1.062
12 QUASI NEMICI - L'IMPORTANTE E' AVERE RAGIONE  € 5.511 972
15 QUELLO CHE NON UCCIDE   € 3.106 654
14 DISOBEDIENCE   € 3.693 643
16 LA DONNA DELLO SCRITTORE   € 3.068 590
17 SENZA LASCIARE TRACCIA   € 3.067 532
13 HALLOWEEN   € 3.713 518
18 GLI INCREDIBILI 2   € 2.948 465
19 UN AFFARE DI FAMIGLIA   € 2.727 440
20 BLACKKKLANSMAN   € 2.473 402

(Dati Cinetel)