venerdì 24 aprile 2015

La Resistenza del Valsusa Filmfest

"Like a bullet around Europe"
Il 25 aprile del Valsusa Filmfest è come sempre una giornata ricca di proposte. Si comincia alle 16:30 al Museo Diffuso della Resistenza di Torino con la proiezione dell’opera vincitrice della Sezione di Concorso Memoria Storica grazie a una collaborazione attiva da quattro anni.

La sezione Memoria Storica è come sempre curata dall'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) Valle di Susa per dare visibilità ad opere che riservano una particolare attenzione alla memoria ed alla storia nonché alle opere incentrate sui temi ed i valori della Lotta di Liberazione. Sono inclusi nella sezione tutti i documentari ed i filmati che vogliano consegnare a futura memoria la documentazione di un avvenimento della nostra storia passata e recente.

L’opera vincitrice di questa edizione è: LIKE A BULLET AROUND EUROPE. Motivazioni del Premio: Un film che lascia trasparire riflessi di storie ancora non raccontate e spesso purtroppo taciute. Le vicende del popolo sloveno in Italia, che tanto ha sofferto negli anni a cavallo delle due guerre, trova rappresentazione in Anton Ukmar, uomo del suo tempo con idee alte e valorose che lo portarono a compiere scelte difficili e gesta tremende, sempre per lottare dalla parte che lui considerava giusta. Una figura che sfugge ad un inquadramento preciso, ma che sicuramente lascia intendere la durezza e asprezza di vite dilaniate dalla guerra. Un film che ci trasporta come pallottole in giro per i campi e i comizi d'Europa per poi lasciarci sfiancati con mille domande. Un film che merita di esser visto per iniziare a interrogarsi anche su quelle pagine di storia che a volte si saltano.

Menzioni speciale per: “Un bel dì andando in Francia” di Cristina Donno. Motivazione: perché il messaggio che sanno trasmettere i canti e le testimonianze delle mondine fanno venire la pelle d'oca propria come dice una delle protagoniste.
Là suta - La nostra eredità nucleare in un triangolo d’acqua” di Daniele Gaglianone, Cristina Monti e Paolo Rapalino. Motivazione: per l'impegno civile del regista nella denuncia di un problema di cui dovremo rendere conto a tutte le generazioni future ma che gli italiani pensano di aver risolto con un referendum.