mercoledì 27 maggio 2015

Free! Jazz, una rassegna di cinema e sperimentazione al Massimo per il TJF

"A Charlie Parker"
Il Museo Nazionale del Cinema e il Torino Jazz Festival organizzano – dal 29 maggio al 2 giugno 2015 al Cinema Massimo – FREE! Jazz, cinema e sperimentazione, una retrospettiva che riassume in sei film l’anima più anarchica e provocatoria della musica e del cinema.

A Shirley Clarke sarà dedicato un breve omaggio con tre film: il suo esordio nel lungometraggio The Connection (1960), il manifesto del New American Cinema, The Cool World (1963), l’incursione in profondità nel ghetto nero di Harlem e Ornette, made in America (1985), documentario attorno al grande concerto del jazzista Ornette Coleman a Fort Worth in Texas.

La rassegna proseguirà nel segno della sperimentazione e della libertà espressiva, con Chappaqua (1966), psichedelico viaggio nelle allucinazioni, diretto e interpretato da Conrad Rooks (in cui compaiono anche William S. Burroughs, Ravi Shankar, Allen Ginsberg, Paula Prichett, e Ornette Coleman) e A Charlie Parker (1970) diretto da Leo de Berardinis e Perla Peragallo, capolavoro di destrutturazione del senso, con immagini “dal vero” che si intersecano nello svelamento di un cinema il cui senso nasce quasi esclusivamente dal montaggio. Quest’ultimo film si inserisce nel quadro del progetto Torino incontra Berlino.
Ingresso 6.00/4.00/3.00 euro.

Shirley Clark
The Connection
(Usa 1962, 110’, DCP, b/n, v.o. sott. it.)
L’adattamento per il grande schermo del testo di Gelber, diventa un formidabile esempio di meta-cinema. La partenza sembra quasi un documentario. In effetti si stanno seguendo i percorsi di un operatore e del suo progetto di fare un documentario, che poi ha abbandonato.
Ven 29, h. 16.00
Sab 30, h. 20.30
Lun 1, h. 18.15

Shirley Clark
The Cool World
(Usa 1963, 105’, 16mm, b/n, v.o. sott. it.)
Duke, un adolescente nero della gang dei Royal Pythons, vive ad Harlem con sua madre e sua nonna. Dopo la partenza del padre di Littleman, un loro amico, i Pythons si appropriano del suo appartamento, e vi installano Luanne come prostituta. Si susseguono scontri tra bande violenze efferate.
Ven 29, h. 18.15
Sab 30, h. 22.30
Lun 1, h. 20.30

Conrad Rooks
Chappaqua
(Usa 1985, 82’, DigiBeta, b/n, v.o. sott. it.)
Il tossicomane americano Russel Harwick si trasferisce a Parigi in una clinica per seguire una terapia di disintossicazione . Nel pieno delle cure riesce a scappare e a procurarsi della droga ma viene trovato e riportato in clinica per continuare la terapia. Cameo di William S. Burroughs, il guru Swami Satchidananda, Allen Ginsberg, Ravi Shankar e Ornette Coleman.
Ven 29, h. 20.30
Dom 31, h. 16.30
Mar 2, h. 18.00

Shirley Clark
Ornette: Made in America
(Usa 1985, 85’, DCP, b/n, v.o. sott. it.)
Il film non racconta la vita di Ornette Coleman seguento un percorso cronologico, ma, ispirandosi allo stile aperto della sua musica, mescola performance, interviste, video sperimentali e ricostruzioni dell’infanzia del musicista.. nel film è incluso materiale originale di William S. Burroughs, Robert Palmer, John Rockwell, Don Cherry e Denardo Coleman.
Ven 29, h. 22.15
Dom 31, h. 18.15
Lun 1, h. 16.30

Bernard Josse
Soldier of the Road – A Portrait of Peter Brötzmann
(Francia/Germania 2011, 93’, Hd, v.o. sott.it.)
Un film che sfugge alla struttura lineare del documentario biografico. Si alternano interviste, concerti, documenti di repertorio.  Il film affronta molti aspetti della vita di Brotzmann: l’infanzia, l’attività di pittore, il difficile rapporto con il padre Brötzmann si interroga anche sull’origine della sua ispirazione: “Forse è il blues che ognuno ha dentro”, è la sua risposta.
Sab 30, h. 16.30
Dom 31, h. 20.30
Mar 2, h. 20.30

Leo De Berardinis, Perla Peragallo
A Charlie Parker
(Italia 1971, 65’, 16mm, b/n)
Quando, sul finire degli anni ‘60, ci accorgemmo che anche le “cantine romane” erano diventate di moda, generando un falso rapporto con il pubblico, decidemmo di non andare più in scena, ma di proiettarvi le nostre immagini. Nacque A Charlie Parker, di cui fummo attori operatori montatori produttori. Il suo titolo era un omaggio al grande sassofonista e non si riferiva alle sue vicende umane o artistiche se non in modo molto indiretto: l’isolamento dell’artista quando il sistema politico-sociale lo emargina.
Sab 30, h. 18.15
Mar 2, h. 16.30