martedì 5 maggio 2015

TGLFF30 - I vincitori del festival di Torino 2015

"Gardenia"
Le Giurie della trentesima edizione del TGLFF hanno assegnato il Premio “Ottavio Mai” per il Miglior lungometraggio, il Premio Queer e il Premio per il Miglior cortometraggio che sono stati consegnati ieri presso la Sala 1 del Cinema Massimo, durante la cerimonia di chiusura del festival.

Concorso lungometraggi
La giuria del Concorso lungometraggi, composta da, Lorenzo Balducci, Yair Hockner e Beatrice Merz, assegna il premio “Ottavio Mai” per il miglior lungometraggio a

Gardenia – Bevor der letzte Vorhang fallt (Before The Last Curtain Falls) di Thomas Wallner (Germania/Belgio, 2014)
Con la seguente motivazione: «Per la straordinaria abilità di sapere raccontare il coraggio di un gruppo di artisti gay e transessuali in età avanzata che portano in scena dolorose esperienze di vita, nutrite da un incondizionato amore per il teatro. La loro arte è un puro e potente messaggio di speranza per il pubblico che li osserva. I protagonisti di questa toccante vicenda non si accontentano di sopravvivere, ognuno di loro combatte la propria battaglia contro l'odio, l'indifferenza, il pregiudizio, conquistando la propria dignità sul palcoscenico e nella vita. Magistralmente realizzato, in una continua alternanza tra il documentario e la messa in scena, ogni movimento della macchina da presa si trasforma in una danza».

La Giuria assegna inoltre una menzione speciale a
How to Win at Checkers (Every Time) di Josh Kim (Thailandia/Usa/Indonesia, 2015)
Con la seguente motivazione: «Per la ricchezza tematica e la riflessione intorno alla tragica realtà di quanto accade in Thailandia ai giovani alle porte del servizio militare costretti a sottoporsi a una sorta di lotteria. Un dramma raccontato attraverso gli occhi di un bambino che nello stesso tempo osserva la storia d'amore omosessuale tra teenagers con naturale freschezza. Inoltre si menziona il carattere particolarmente positivo di Kitty, il giovane transgender».

Il Premio del pubblico TGLFF30 per il Miglior lungometraggio va a
Vestido de novia di Marilyn Solaya (Cuba/Spagna, 2014)

Premio Queer
La Giuria, guidata da Sebastiano Riso e composta dagli studenti del DAMS di Torino (Andrea Bruno, Elisa Maria Carbone, Andrea Guarino, Piotr Adam Jagiello e Edoardo Monteduro), assegna il Premio Queer a

A escondidas (Hidden Away) di Mikel Rueda (Spagna, 2014)
Con la seguente motivazione: «Dopo un'intensa riunione, la nostra attenzione si è focalizzata su due film in particolare. "Je suis à toi" è un film ricco e innovativo nei contenuti, scandaloso a tratti, nel complesso leggero nella sua profondità. Di "A escondidas" ci ha colpiti il tema dell'immigrazione, che ha molte facce, esattamente come l'amore. Ed è proprio questo sentimento a farci superare ogni diversità. Il film vincitore, grazie alla struttura narrativa a puzzle e il montaggio a incastro, riesce a risolversi in un cerchio perfetto. Una delle motivazioni principali che ci ha portato alla scelta del film vincitore è stata la presenza di attori non professionisti ben diretti, che introducono freschezza, bellezza e giovinezza in un film che racconta d'amicizia e amore, indistinti, puri e profondi. Speriamo che il film vincitore del Premio Queer trovi una distribuzione italiana e che la dimensione universale di una storia carica di speranza possa così approdare anche nelle scuole».

Pertanto la Giuria assegna inoltre una menzione speciale a
Je suis à toi (All Yours) di David Lambert (Belgio/Canada, 2014)

Concorso cortometraggi
La Giuria, guidata da Antony Hickling e composta dagli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti (Carlotta Beck Peccoz, Bobo Bogliani, Daniela Cetani, Jean-Claude Chincherè e Nina Giardini), assegna il premio per il miglior cortometraggio a

Tom in America di Flavio Alves (Usa/Brasile, 2014)
Con la seguente motivazione: «"Tom in America" è una tragicommedia su una coppia che, dopo 50 anni di matrimonio, si trova ad affrontare il problema della reale sessualità del marito. Mostra come la natura di un uomo, nonostante il lavoro interiore di una vita per nasconderla, riporti prima o poi a chiudere un cerchio e alla resa dei conti con essa. Con una storia originale e la forza espressiva dei personaggi, rivela la necessità, nel trovare se stessi, di rompere le etichette e riconoscere le vicinanze affettive di una vita».

La Giuria assegna inoltre una menzione speciale a
Aban + Khorshid di Darwin Sernik (Usa, 2014)
Con la seguente motivazione: «Abbiamo deciso di sostenere il progetto, dedicato alle persone che lottano e muoiono per amore, per la forza e l'importanza del messaggio espresso nel contesto sociopolitico attuale».

Il Premio del pubblico per il Miglior cortometraggio va a
Aban + Khorshid di Darwin Sernik (Usa, 2014)