venerdì 9 ottobre 2015

Due appuntamenti a Torino con il Centro del Cortometraggio

"Babylon Fast Food"
Il Centro Nazionale del Cortometraggio propone a Torino due appuntamenti per gli amanti del cinema e non solo.
In occasione del Quinto anniversario dell’Alliance Française (www.alliancefrto.it), il Centro del Corto partecipa all’iniziativa del 10 ottobre che prevede un’intera giornata di eventi, con un programma dal titolo Corti di strada. Il tema dei festeggiamenti è la street art. Vengono per questo proposti tre titoli legati alle pitture murali e, più in generale, all’arte di strada:

Living Decay, Davide Fasolo, 2009, 12’
Nell'estate del 2008 Dolk e Pøbel, due street artist norvegesi, decidono di realizzare nella splendida cornice delle Isole Lofoten (Norvegia) gigantesche pitture sui muri di alcune case abbandonate prossime ad essere demolite. Come una sorta di “diario di bordo” diviso in quattro racconti, il cortometraggio mostra genesi e la realizzazione dell’opera.

The Music Lovers, Matteo Bernardini, 2013, 7’
La proiezione di un film muto prende una piega sbagliata quando il pianista che accompagna le immagini inizia una competizione furiosa con un violinista Rom. Il tutto porta a una confusione musicale assoluta: ne faranno le spese tutti gli attori protagonisti sullo schermo.

Muri puliti, Davide Tromba, 2012, 9’
La storia di un muro nell’ultimo secolo in Italia: protagonista di supporto a varie ideologie, è lo specchio della società finché la televisione prende il sopravvento.

Il secondo appuntamento è la tradizionale CineColazione organizzata per Play with Food (www.playwithfood.it), manifestazione che ruota attorno al tema del cibo e alla sua comunicazione, giunta quest’anno alla sua sesta edizione. Realizzata in collaborazione con l’associazione CuochiLab, prevede, per il 18 ottobre, sette corti sul tema dell’alimentazione, dei generi più disparati. Il biglietto di ingresso alla proiezione comprende anche una colazione a cura di Giuliano Caffè. I film in programma sono:

Discovering Maldivian Food, Giulio Pedretti, 2015, 2x5’
Biodiversity of the land e Food of tradition sono due episodi del documentario Discovering Maldivian Food, prodotto dall'Università Milano Bicocca e il Governo delle Maldive per EXPO 2015. Attraverso l’elemento simbolico del cibo si cerca di di far emergere la complessità delle Maldive: dalla tradizione culinaria locale, sconosciuta ai più, alle innovazioni tecnologiche, dalla purezza di un mare incontaminato ai problemi legati all’inquinamento e al global warming.

Ritorno in Oltrepò, Luca Chinaglia, 2015, 19’
Mentre un uomo consuma un pasto tipico dell'Oltrepò Pavese, sua terra di origine, si
mostra la lavorazione degli stessi prodotti, che nascono in un contesto rurale dalla
sinergia tra la terra e le persone che la abitano.

Babylon Fast Food, Alessandro Valori, 2011, 14’
Mamadù, un ragazzo nato in Italia da genitori senegalesi, combatte quotidianamente la sua personalissima battaglia per essere riconosciuto a tutti gli effetti un cittadino italiano. Ma né gli immigrati di prima generazione, tantomeno la sua anziana padrona di casa italiana, gliela vogliono dare vinta.

Sayonara Nippon, EleNfant Film, 2009, 8’
Un reporter giapponese arriva a Bologna per un servizio sulla cucina locale, ma finisce per imbattersi in uno chef "troppo italiano"...

La misura dei salami, Matteo Corazza, 2014, 15’
Il racconto, attraverso la narrazione di una burla messa a segno, com’era d’uso in quei tempi, da un norcino, per evitare che dei bambini assistano alle scene cruente che sono connesse con l’uccisione del maiale, evidenzia, con ironia e arguzia, la sensibilità popolare ed il rispetto che nella civiltà contadina venivano naturalmente espressi, e soprattutto praticati, nei confronti dell’infanzia. Un tuffo nel nostro passato per non dimenticare la morale cui dovrebbe ispirarsi anche in questa nostra epoca, tecnologica e sfacciata.

Lievito Madre, Fulvio Risuleo, 2014, 17’
Lui lei l’altro, il più classico dei triangoli. Cosa succede, però, se l’altro di questa storia non è un essere umano? O meglio, se è fatto di acqua farina e miele?