venerdì 8 gennaio 2016

“We are journalists” apre il ciclo di Mondovisioni per CinEtica

"We are journalists"
Dopo i primi appuntamenti di fine 2015 dedicati agli autori del territorio, la seconda stagione di CINETICA - la rete delle sale indipendenti della città nel 2016 inaugura la collaborazione con Mondovisioni – i documentari proposti dalla rivista «Internazionale» attraverso la proiezione di cinque documentari in anteprima regionale che raccontano questioni e urgenze della nostra contemporaneità.

Nell'appuntamento di Gennaio, realizzato in collaborazione con l'Associazione Stampa Subalpina, si approfondiranno le difficili condizioni della stampa e del fare informazione libera in un paese come l'Iran grazie a We are journalists di Ahmad Jalali Farahani. La prima proiezione è in programma, lunedì 11 Gennaio alle ore 21,00 presso la sala del CineTeatro Baretti, il film sarà introdotto da Giorgio Levi, presidente del Centro studi sul giornalismo "Pestelli" e tesoriere dell'Ordine dei giornalisti del Piemonte.

We are journalists verrà replicato, sempre alle ore 21,00, mercoledì 13 Gennaio al Cecchi Point – Hub Multiculturale con l'intervento di Stefano Tallia, giornalista Rai e Segretario dell'Associazione Stampa Subalpina, e venerdì 15 Gennaio al Centro Studi Sereno Regis con l'intervento di Alessandra Comazzi, critica televisiva de «La Stampa» e presidente dell'Associazione Stampa Subalpina. L'ingresso intero è di 3,50 Euro, ridotto 2,50 Euro (under 25, over 65 e Aiace).

We are journalists racconta il sofferto percorso attraverso un decennio di lotta dei giornalisti iraniani per sopravvivere e lavorare sotto il governo di Ahmedinejad, oltre la speranza delusa della rivoluzione verde del 2009. Il regista è lui stesso un giornalista, in esilio dopo essere stato perseguitato e torturato dal regime. Il film rivela non solo le sue sofferenze personali in una instancabile lotta per la libertà di espressione, ma anche la situazione di tanti suoi colleghi: quelli che hanno perso lavoro e sostentamento in seguito alla chiusura dei loro giornali, e quelli che da un esilio forzato continuano a battersi per la libertà e democrazia nel loro paese.

Il documentario ha partecipato al festival internazionale CPH:DOX e al Thessaloniki Documentary Festival.