mercoledì 23 marzo 2016

Al Baretti ad aprile "Amore, furti e altri guai"

"Amore, furti e altri guai"
Ci voleva il Baretti e la sua lungimiranza per far arrivare anche a Torino uno dei film più interessanti usciti in Italia in questo inizio d'anno, finora escluso dalle sale cittadine: sabato 2 aprile 2016, ore 21, e domenica 3 aprile 2016, ore 18 e 21, è infatti in programma AMORE, FURTI E ALTRI GUAI di Muayad Alayan (in lingua originale con sottotitoli).

Mousa è un giovane palestinese che vive in un campo profughi e preferisce rubare piuttosto che dedicarsi al lavoro di muratore. Vorrebbe anche rifarsi un'esistenza all'estero senza dimenticare la madre di sua figlia, sposata a un ricco uomo d'affari. Ma un giorno ruba un'auto a dir poco scottante e le cose prendono una piega completamente diversa.

Molto interessante quest'opera prima del regista palestinese Muayad Alayan, che ha studiato cinema negli Stati Uniti e realizzato sino ad oggi corti e documentari, e anche importante perché la produzione di film palestinesi è quasi inesistente. Alayan è riuscito a confezionare una pellicola che si mantiene in equilibrio tra commedia e dramma, tra una storia personale e la Storia con la S maiuscola, che in questo casa riguarda il problema degli scambi di prigionieri tra stato israeliano e palestinese.
Il protagonista, un Sami Metwasi ben calibrato nel passare dallo stupore alla disperazione, dalla speranza alla rassegnazione, è infatti un piccolo uomo schiacciato nell'ingranaggio del conflitto israelo-palestinese. Qualsiasi decisione possa prendere, dopo aver scoperto l'oggetto di questo scambio nel bagagliaio della Passat rubata, rischia comunque di avere sempre qualcuno contro. Ma nonostante il pericolo incombente, la situazione che precipita sino a coinvolgere la sua amante e il passato di perdente, Mousa troverà modo di riscattarsi affrontando l'esperienza da uomo.
Alayan ha scelto di girare in un bellissimo bianco e nero che mette in maggior risalto i contrasti della vicenda e le contraddizioni di Mousa. Il suo è un film sincero, realista e ben condotto, il tono leggero della narrazione sfuma il peso dei momenti più intensi. Un esordio da registrare positivamente.

Questo film ha partecipato, nella sezione Panorama, al Festival di Berlino 2015. Ha vinto inoltre il premio per il miglior lungometraggio all'AFF (Arab Film Festival) di San Francisco 2015.