lunedì 28 marzo 2016

Alla GAM "Piero Gilardi. May Days in Turin 1981-2013"


Fino al 2 giugno 2016 saranno esposte alla GAM di Torino le opere della mostra "Piero Gilardi. May Days in Turin 1981-2013".

Nato a Torino nel 1942 Piero Gilardi, dopo le prime ricerche vicine alla Post-Pop Art, partecipa alla nascita del Movimento Arte Povera. Si dedica negli anni ’70 al fenomeno della creatività collettiva operando in vari ambiti sociali.
Negli anni ’80 sperimenta i nuovi linguaggi tecnologici e inizia a realizzare una serie di opere in “realtà virtuale”. Dal 2002 lavora al progetto Parco d’Arte Vivente di Torino, dove attualmente sono in esposizione alcune sue opere storiche nel contesto della mostra Earthrise.

L’esposizione in VideotecaGAM è dedicata all’impegno dell’artista nel teatro politico di strada e presenta al pubblico una delle recenti acquisizioni della Fondazione CRT per l’Arte Moderna e Contemporanea in deposito al museo: il video May days in Turin 1981-2013 di Piero Gilardi, un montaggio delle registrazioni di diverse performance teatrali realizzate in occasione di alcuni cortei sindacali per la Festa del Lavoro del 1° maggio a partire dall’inizio degli anni Ottanta.

Accanto al video saranno presentati materiali grafici di critica e propaganda politica realizzati dall’artista negli anni Settanta e alcuni vestiti-sculture usati nelle performance di strada, a partire dal famoso Agnelli-Morte disegnato per il corteo del 1° maggio 1979.

L’attenzione che la VideotecaGAM ha recentemente dedicato alla produzione italiana di opere video degli anni Sessanta e Settanta trova un suo prolungamento in questa mostra, la cui poetica affonda le proprie radici in quegli anni che videro Gilardi tradurre in impegno politico diretto e militante il proprio agire artistico, ripudiando ogni coinvolgimento con le dinamiche commerciali del mondo dell’arte.

May days in Turin 1981-2013 va ad arricchire il patrimonio di filmati della VideotecaGAM che documentano le ricerche artistiche contemporanee. Nel percorso di Gilardi il linguaggio video non ha rilevanza in sé, se non come strumento di registrazione del vero cuore pulsante dell’opera, espresso nell’azione condivisa e la creatività allargata, ma il suo lavoro rappresenta un caso esemplare di uscita da alcune dinamiche tradizionali, tipiche dei linguaggi maturati all’interno degli studi d’artista e delle gallerie d’arte.

La sua rinuncia agli spazi protetti di elaborazione artistica ebbe in Italia pochi paralleli, ma in campo internazionale scelte affini si nutrirono spesso di un utilizzo comunitario del video. Alcuni movimenti di guerrilla television mostrarono un’attitudine non lontana da quella che Gilardi metterà in atto a partire dalla fine degli anni Ottanta con tecnologie più avanzate e complesse, in grado rilanciare la dimensione relazionale e collaborativa dell’arte attraverso forme di interattività.