giovedì 14 aprile 2016

Leonardo Mosso: "Ho amato il cinema come arte, e mi sono messo al suo servizio"

L'omaggio a Leonardo Mosso al Massimo
Omaggio sentito e commosso a uno dei pionieri del Museo del Cinema, di cui fu co-fondatore insieme a Maria Adriana Prolo: l'architetto Leonardo Mosso ha compiuto 90 anni lo scorso 8 aprile, e l'Associazione Museo Nazionale del Cinema ha organizzato un momento a lui dedicato al cinema Massimo.

"È un pomeriggio straordinario dedicato a un uomo con una storia fantastica, intensa, creativa", ha detto Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema. "Leonardo ha sempre avuto una visione, ha segnato la storia di Torino della seconda metà del '900, e ancora oggi: gli siamo tutti estremamente grati".

"Non potevamo non fare questa cosa, e non potevamo che farla qui", ha raccontato Vittorio Sclaverani, presidente dell'Associazione Museo Nazionale del Cinema. "Ringrazio l'architetto Cavaglià che ci ha dato lo stimolo a festeggiare i 90 anni di Leonardo, che insieme a Maria Adriana Prolo e ad altri importanti personaggi della cultura cittadina il 7 luglio del 1953 diede vita al Museo del Cinema".

"Grazie a tutti", ha esordito Leonardo Mosso. "Non mi posso definire un cinefilo in senso stretto, non saprei dire quale sia il mio film preferito. A pensarci però individuo due titoli: "Germania Anno Zero" di Roberto Rossellini, per la sua capacità magistrale di raccontare l'Europa distrutta dalla guerra, in cui tanto ho viaggiato; e "Nuovo Cinema Paradiso" di Giuseppe Tornatore, per aver saputo rendere la magia del cinema, quella che abbiamo voluto omaggiare con la nascita del museo".

"Ho amato soprattutto il cinema come arte - ha proseguito - per la sua capacità di incitare e spingere le altre arti a impegnarsi per rappresentare la realtà in movimento. Ho messo al suo servizio le mie capacità di architetto, ma ne sono anche stato influenzato molto. Grazie ancora".