mercoledì 20 aprile 2016

Stefano Grossi: "Racconto Nouri Bouzid, il suo cinema e il suo coraggio"

Stefano Grossi
Proiezione eccezionalmente singola per CINETICA questa settimana, che ospiterà venerdì 22 aprile alle ore 21,00 presso il Centro Studi Sereno Regis, alla presenza dell'autore, l'anteprima regionale di "Nemico dell'Islam? Un incontro con Nouri Bouzid" di Stefano Grossi (2015, 72').

Il documentario è un viaggio, un vero road movie tra le immagini, prodotte da una cultura e dentro quella cultura, per capire le radici di una crisi che il cinema di Nouri Bouzid racconta da vent’anni. L'ingresso intero è di 3,50 Euro, ridotto 2,50 Euro (under 25, over 65, Aiace).

Per conoscere meglio il documentario e presentarlo al pubblico torinese abbiamo intervistato Stefano Grossi.

Come hai conosciuto l'opera di Nouri Bouzid?

L'ho conosciuto diversi anni al festival del cinema africano di Milano, che in quel periodo era molto focalizzato sul nord Africa. Ho visto alcuni suoi film e  sono rimasto sconcertato dalla qualità. Fui veramente stupito, e ho voluto che fosse ben chiaro nel film, di trovarmi di fronte ad un autore così spregiudicato, laico e radicale su temi così scottanti per quel mondo (o almeno per l'idea che ne avevo io). Tutto ciò è successo più di 10 anni fa, la gestazione del progetto è stata lunghissima.
Volevo conoscerlo, e nel 2003 ho ottenuto un primo finanziamento europeo per lo sviluppo, ma il progetto si è arenato. Nel 2010 è ripreso, con una mia piccola società che ora non c'è più, e infine nel 2014 OwnAir si è interessato alla cosa, su mia sollecitazione, e mi ha permesso di concluderlo ed editarlo. La loro idea ora è quella di organizzare una rassegna dei lavori di Nouri per l'anno prossimo, mi piacerebbe curarla.

Come è stato l'incontro con lui?

E' una delle persone più umili che abbia mai conosciuto, estremamente amichevole e generoso. L'approccio è stato relativamente semplice, gli ho chiesto di tutto e ha sempre accettato, non si è mai risparmiato. Sono stato due volte a Tunisi, poi ancora per mostrargli un rough cut del film da fargli vedere, non volevo esporlo ulteriormente a potenziali pericoli. E poi c'è stata una serie infinita di contatti via mail e telefono. Inoltre ha concesso ampi spezzoni dei suoi film per il montaggio, in modo gratuito: io ci tenevo perché vorrei che gli spettatori si ingolosissero e volessero vedere altro del suo cinema...
Martedì 26 aprile a Roma alla Casa del Cinema ci sarà poi la presentazione del film con lui, in arrivo da Tunisi.

Nouri Bouzid ha sempre lavorato su temi importanti, scomodi.

Fin dall'inizio della sua carriera (il primo film parlava di pedofilia nel mondo arabo!) ci ha sempre abituato ad affrontare temi difficili, ha sempre voluto dibattere le problematiche del suo paese e di quell'area.
I suoi copioni hanno sempre avuto molte vicissitudini, Nouri è personaggio molto scomodo per le autorità e le opposizioni varie perché è un libero pensatore, ma ha sempre fatto quello che voleva, ha fatto conoscere la Tunisia e il suo cinema nel mondo.
Ha le sue difficoltà ma riesce sempre a superarle, vive tranquillamente in mezzo alla gente, ha deciso di non farsi condizionare troppo dal non amore per lui.
E' un autore che ha un'idea politica, sociale e di servizio (nel senso migliore) del suo cinema: linguisticamente è straordinario, ma non dimentica mai che si tratta anche e soprattutto di un mezzo per sensibilizzare il pubblico su argomenti più grandi del cinema.

(Intervista realizzata in collaborazione con Cinemaitaliano.info)