giovedì 26 maggio 2016

Da venerdì 27 al cinema i cortometraggi elettorali di de Filippo e May

Da venerdì 27 maggio a lunedì 6 giugno, l’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa, Cinecittà Luce, Slow Cinema, l’Istituto Gramsci e il Polo del 900 presentano due cortometraggi “elettorali”:  Come si vota? del 1946 di Renato May e Sogno e realtà realizzato nel 1952 da Eduardo de Filippo.
I titoli verranno presentati come “fuori programma” negli intervalli di proiezione nei cinema di Torino Centrale, Fratelli Marx e Due Giardini , nella settimana che va da venerdì 27 maggio a domenica 5 giugno.

1946. L’Italia è chiamata a scegliere tra monarchia e repubblica. Per la prima volta votano non soltanto gli uomini ma anche le donne. Il suffragio diventa davvero “universale”. Ma, come si fa a votare? La prima domanda che si pone la gente infatti, non è “per chi si vota”: le passioni politiche erano forti e le scelte nette e precise; né “se andare a votare”: la democrazia era una conquista della Resistenza. Ma per molti c’è il problema di “come si fa”, perché dall’ultima volta che il popolo era stato chiamato alle urne, per il Plebiscito voluto da Mussolini nel 1929, erano passati quasi vent’anni, e un’intera generazione non aveva mai espresso con il voto la propria volontà politica.
Nel 1946, in occasione del Referendum per scegliere tra la monarchia e la repubblica, viene dunque prodotto un documentario di 10 minuti da passare in tutte le sale cinematografiche, che erano all’epoca, con la radio, l’unica finestra sul mondo: Come si vota? prodotto dal governo e diretto dal famoso montatore Renato May, si svolge attraverso una serie di scenette comiche di cui sono protagonisti moglie e marito che dovranno recarsi a votare. Si conclude con Tino Scotti comico milanese all’epoca celeberrimo soprattutto nel varietà e nell’avanspettacolo, che guarda direttamente in camera e dice: "votate per chi volete ma votate".


1952 Sogno e realtà. Evidentemente comincia a nascere il timore dell’astensione, in vista delle elezioni dell’anno successivo, dove la Democrazia Cristiana mira a ottenere la maggioranza assoluta.  Viene così coinvolto Eduardo De Filippo a interpretare un “elettore scapestrato”, che un po’ su di giri, festeggia un’imprecisata vittoria elettorale, salvo svegliarsi nel bel mezzo di un sogno e ricordarsi di non aver ancora votato, mentre  una voce fuori campo invita i cittadini a recarsi alle urne ricordando come “un solo voto può decidere tra il bel tempo e la pioggia”. Il corto, ritrovato nell’archivio di Guido Gonella, segretario della DC negli anni 1950-1953, e restaurato da Archivio cinema d’impresa e Cineteca Nazionale in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo, pur realizzato dall’Ufficio propaganda della Democrazia Cristiana, non dà indicazioni di voto, in coerenza con la volontà di Eduardo: “Non ammetto comizi a teatro. Ammetto sì che si possa mettere il dito sulle piaghe, ma non certo che si faccia dal palcoscenico della propaganda politica. Il teatro è vita, è poesia, è un’arte che deve essere spoliticizzata, non contaminata”.

COME SI VOTA? di Renato May ( 1946)
Interpreti: Tino Scotti, Zita Lana; Fotografia: Angelo Jannarelli; Organizzazione: Giovanni Rovini; Produzione: Istituto Nazionale Luce Nuova. Durata: 8’, bianco e nero.
Prodotto in occasione delle elezioni per l'assemblea costituente e del referendum sulla forma costituzionale dello stato del 2 giugno 1946. Si svolge attraverso una serie di scenette comiche di cui sono protagonisti marito e moglie che dovranno recarsi a votare. Si conclude con Tino Scotti, all’epoca celebre comico del varietà e dell’avanspettacolo, che guardando direttamente in camera esorta gli spettatori: "votate per chi volete ma votate".

SOGNO E REALTA’ di Eduardo De Filippo (1952)
Interpreti: E. De Filippo. Produzioni D. Forges Davanzati
Durata: 5’,29”; bianco e nero
 Eduardo, ubriaco, sta festeggiando la vittoria elettorale insieme ad altre persone di cui però vediamo solo le ombre proiettate sul muro. Eduardo, finito sotto il tavolo, vuole mostrare agli altri la sua scheda elettorale ma si accorge di non averla. A quel punto Eduardo si risveglia nel suo letto: stava sognando. Ricordandosi, però, che deve ancora andare a votare, si alza e di corsa comincia a vestirsi e a cercare la scheda.