mercoledì 11 maggio 2016

"Nodo alla Gola" a Torino, tra cinema e teatro

"Nodo alla Gola"
Il Cineteatro Baretti, il DAMS dell’Università di Torino e il Museo Nazionale del Cinema organizzano due seminari multimediali dedicati a Nodo alla gola, in occasione dello spettacolo teatrale in programma dal 18 maggio nella sala di via Baretti 4.

Venerdì 13 Maggio - Auditorium “Guido Quazza”, Palazzo Nuovo, via S. Ottavio 20 (cortile interno) Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
ore 10:00-11:00 lezione di Matteo Pollone (Università di Torino) sul film Nodo alla gola di Alfred Hitchcock con contributi video di Giulia Muggeo (Università di Torino)
ore 11:00-12:00 incontro con Lorenzo Fontana e Giancarlo Judica Cordiglia (registi dello spettacolo teatrale Nodo alla gola)

Lunedì 16 Maggio, ore 20.30 – Cinema Massimo 3, via Verdi 18
Proiezione del film Nodo alla gola (Rope,1948) di Alfred Hitchcock
Introducono Matteo Pollone (Università di Torino), Cristina Voghera (Cinema Baretti), Lorenzo Fontana e Giancarlo Judica Cordiglia(registi dello spettacolo teatrale Nodo alla gola)
(ingresso per gli studenti DAMS: 5 euro)

18, 19, 20 maggio 2016, ore 21 - Cineteatro Baretti
NODO ALLA GOLA 
Liberamente tratto da Rope di Patrick Hamilton
adattamento di Lorenzo Fontana e Giancarlo Judica Cordiglia
con Cristian Giammarini, Giorgio Lupano, Olivia Manescalchi, Maria Grazia Solano e altri interpreti in via di definizione
regia Lorenzo Fontana e Giancarlo Judica Cordiglia
luci e direzione tecnica Alberto Giolitti
Associazione Baretti

Prima nazionale
«Nodo alla gola […] può essere accostato al “teatro filmato” dei primi anni del sonoro», questo si legge nella parte finale di un bel saggio di Boschi sul film di Hitchcock. L’accostamento non è dovuto al fatto che il film sia la riduzione del testo teatrale Rope di Patrick Hamilton, ma alla tecnica di ripresa, il piano sequenza, e alla struttura che Hitchcock scelse per il film.
Questa messinscena è un gioco di continui rimandi tra il lavoro che fece il grande regista di gialli e il testo teatrale, tra il suo modo di leggere quel testo e le sue tematiche, più o meno nascoste. Quella omosessuale è la più evidente ed è quella che portò produttori, sceneggiatori, attori, traduttori e perfino gli adattatori del film in lingua italiana, a mille escamotage per aggirare l’ostacolo della censura, allora più agguerrita che mai.
In quegli anni negli Stati Uniti vigeva il Codice Hays, pubblicato nel 1930, che rappresentava uno degli attacchi maggiori che la censura avesse mai esercitato nei confronti del cinema americano. Quindi ci chiediamo: quello che ascoltiamo nel film di Hitchcock è davvero quello che è stato scritto? Ciò che vediamo è tutto o manca qualcosa?