mercoledì 14 settembre 2016

Anteprima al Massimo per "La scelta di Leone" di Florence Mauro

"La scelta di Leone"
Martedì 20 settembre alle ore 20,45 al Cinema Massimo di Torino, la regista Florence Mauro insieme a Carlo Ginzburg, Paola e Aldo Agosti, Ernesto Ferrero e Giovanni De Luna, presenta il documentario prodotto da GraffitiDoc e Zadig per ARTE, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, e distribuito da Cinecittà Luce, “La scelta di Leone” dedicato a uno tra i più importanti intellettuali e antifascisti del ‘900, Leone Ginzburg.

Nella Torino degli anni ’20 un gruppo di compagni di liceo  fin dall’adolescenza lotterà ciascuno a suo modo contro l’ideologia fascista. Si chiamano Norberto Bobbio, Vittorio Foa, Giulio Einaudi, Cesare Pavese e diventeranno alcune delle figure fondamentali della cultura italiana. Fra questi Leone Ginzburg, futuro marito della scrittrice Natalia, spicca da subito per la straordinaria precocità intellettuale e passione civile.
Scrittore giovanissimo, traduttore, saggista e  fondatore a soli 24 anni con Pavese e Einaudi dell’omonima casa editrice di cui diventa direttore editoriale, è uno dei protagonisti dell’antifascismo con la sua intensa attività militante per cui pagherà con la  prigionia, il confino, la tortura e la morte a neanche 35 anni.
“Leone” spiega la regista Florence Mauro “era in questo gruppo quello che per me dominava, perché rifiuta qualsiasi compromesso con il regime fascista e il suo radicalismo morale e politico è esemplare”

Il racconto dell’intensa parabola della sua vita, diventa per la regista il contrappunto a domande estremamente attuali. In primis, cosa significa essere giovani di fronte alla Storia?
Attraverso la sua attività di editore e militante, Ginzburg diventa qui esempio di come riappropriarsi del valore politico dell’atto linguistico  e della libertà di pensiero e di come servirsene per creare un'altra Storia e un altro racconto della realtà.

Grazie a una fitta trama di repertori d’epoca, foto, documenti e luoghi, la Mauro sa ricreare l’atmosfera dell’epoca  in cui quel gruppo di diciassettenni, tra una passeggiata sul Po  e un sorriso alle ragazze sotto i portici, ha saputo creare un’alternativa al fascismo, e sa restituirne l’attualità unendo immagini d’epoca a immagini in bianco e nero della Torino di oggi, suoni del passato a conversazioni recenti con studiosi e docenti universitari di livello internazionale. Tra questi lo storico Carlo Ginzburg che per questo film ha concesso una rara intervista sul padre Leone.

Il film, in questo suo legare passato e presente, riporta alla dimensione della memoria e della rielaborazione storica di un ventennio che ha segnato per sempre il futuro del nostro Paese, riflessione che con cui gli italiani faticano ancora oggi a fare i conti.
“Spero di rimettere con questo film ” spiega la regista e scrittrice francese di origine piemontese, già autrice di un volume dedicato a Leone Ginzburg  edito da Donzelli “una parte della storia al centro del dibattito, dibattito che, si sa, in Italia non sempre c’è stato”