martedì 18 ottobre 2016

Cinetica, la terza stagione al via dal 24 ottobre

Una nuova, la terza, stagione di Cinetica è alle porte: dal 24 ottobre al 22 marzo 2017 i documentari della rassegna verranno proposti nelle sale del Cineteatro Baretti, del Cecchi Point e del Centro Studi Sereno Regis (ingresso 4 Euro – ridotto 3 Euro), che costituiscono la rete delle sale indipendenti della città di Torino, da tre anni unite per una distribuzione diffusa del cinema del reale a Torino.

L'edizione 2016/2017 di Cinetica si compone di due momenti: dal 24 ottobre al 22 marzo, la rassegna intinerante per le sale indipendenti di Torino con i documentari di CINETICA, da aprile a maggio, CINETICA ospita la rassegna MONDOVISIONI, sei documentari selezionati della rivista Internazionale.

L'edizione numero tre di CINETICA inaugura lunedì 24 ottobre, ore 21.00, al CineTeatro Baretti con il film della torinese, dal recente debutto al Festival di Venezia, Irene Dionisio e il suo Sponde. Nel sicuro sole del Nord (2015, 60'), delicata storia dell'amicizia e della profonda relazione che nasce tra lo scultore e postino tunisino Mohsen e il becchino in pensione Vincenzo. La serata vedrà la regista in sala disponibile al confronto con il pubblico.
La settimana di inaugurazione di CINETICA prosegue martedì 25 ottobre, ore 21.00, al Centro Studi Sereno Regis con il film di Stefano Grossi presente in sala Nemico dell'Islam? (2015, 77'), un viaggio nel mondo del più importante regista tunisino, Nouri Bouzid, autore che del mondo arabo e dall'interno del mondo arabo ha saputo illuminare le zone più torbide, la lacerazioni più dolorose, le crisi irrisolte e le contraddizioni.
Si continua mercoledì 26 ottobre, ore 21.00, al Cecchi Point - Hub Multiculturale con il film di Vincenzo Vinz Lerose Mio cugino è il sindaco di New York (2016, 58'), titolo accattivante per un racconto che è un ritorno alla origini in Basilicata - terra del regista e di Bill de Blasio, dell'attuale sindaco della Grande Mela - e occasione per raccogliere e ascoltare i racconti di un popolo che da sempre, e ora più che mai, è costretto ad abbandonare la propria terra alla ricerca di un futuro migliore.

La programmazione del mese di ottobre si concluderà lunedì 31 ottobre, ore 21.00 al Cineteatro Baretti con la proiezione del film Bambole di Maurizio Orlandi, alla presenza dell'autore, soave racconto della vecchiaia di due donne, Rina e Rosa, di ciò che hanno pensato, amato e compiuto nella loro vita: uno specchio del tempo che passa e che resta, per sempre, nei ricordi perché, come dice Norberto Bobbio “noi siamo quello che ricordiamo”. Orlandi per realizzare il suo documentario ha utilizzato molte immagini conservate nell'Archivio Superottimisti, curato dall'Associazione Museo Nazionale del Cinema, per ricostruire l'immaginario visivo giovanile delle protagoniste.

CINETICA, al terzo anno di vita, sta diventando un'arena aperta che va oltre il mondo del cinema - dichiara Dario Cambiano del Centro Studi Sereno Regis - perché ogni proiezione diventa occasione di dibattito e confronto. I temi scelti rappresentano infatti uno specchio della nostra contemporaneità e il pubblico di CINETICA ha imparato a cogliere le proiezioni per aprire uno spazio di confronto cittadino. La costante presenza dei registi di giornalisti ed esperti è un ottimo coadiuvante per approfondire i temi e stimola riflessioni e domande.

A novembre si continua con un evento speciale in collaborazione con la prima edizione del Dong Film Festival - Il primo festival italiano dedicato al cinema cinese indipendente, con il film China Playtime di Lucio Lionello. A seguire la programmazione di CINETICA racconterà la storia di due figure strettamente legate alla cultura di Torino: La scelta di Leone, prodotto da Graffiti Doc, sulla figura di Leone Ginzburg, nato a Odessa, ma cresciuto a Torino dove gettò le basi dell'antifascismo e della casa editrice Einaudi insieme a Cesare Pavese e Madre Acqua sullo scrittore Sergio Atzeni, nato in Sardegna, che si trasferì poi in Piemonte per lavorare come traduttore, ma anche per scrivere i suoi libri più importanti come "Passavamo sulla terra leggeri". Il 17 novembre invece si parlerà di ambiente e di amianto con il film Anno 2018.

Il mese di dicembre sarà dedicato al tema dell spiritualità e del viaggio con Sei vie per Santiago, mentre a gennaio si indagherà la questione dell'immigrazione e dell'identità culturale attraverso lo sguardo dei ragazzi con il film My Name Is Adil. Il mese di febbraio sarà dedicato alle buone pratiche della cooperazione con un trittico formato da Dert sulla ex Jugoslavia, Redemption Song che ci offre un nuovo punto di vista sul fenomeno migratorio e Terre di Musica sull'esperienza di chi lavora sulle terre e con i beni confiscati alla mafia. Infine a marzo si anticiperanno i temi del 25 aprile con la proiezione di La mia bandiera, storie di resistenza al femminile, Partizani la resistenza italiana in Montenegro e Gramsci 44 documentario sui giorni di confino di Gramsci a Ustica tra il 1926 e il 1927 dove fondò una scuola, aperta a tutti.

CINETICA è un progetto curato e condiviso da: Associazione Baretti, Associazione Museo Nazionale del Cinema, Associazione Videocommunity, Centro Studi Sereno Regis con la collaborazione di CineAgenzia e Aiace Torino. Tutte le novità e gli aggiornamenti sulle attività di CINETICA si potranno leggere sull'Agenda del Cinema a Torino (www.agendacinematorino.it), media partner del progetto insieme a CinemaItaliano.info (www.cinemaitaliano.info). Nel corso della stagione verranno organizzate proiezioni speciali, mentre i film in programma sono a disposizione per proiezioni mattutine e pomeridiane per le scuole del territorio nelle sale di CINETICA, per prenotarsi scrivere a cineticatorino@gmail.com.

IL PROGRAMMA

LUNEDÌ 24 OTTOBRE, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
SPONDE di Irene Dionisio (Italia/Francia, 2015, 60'), l'autrice sarà presente in sala.
Sponde è la storia dell'amicizia e della profonda relazione che nasce tra lo scultore e postino tunisino Mohsen e il becchino in pensione Vincenzo. Un giorno Mohsen Lidhabi, a Zarzis – Tunisia, cercando sulla spiaggia materiali per le proprie sculture, trova un corpo. Senza troppe domande decide di dare allo sconosciuto degna sepoltura, scatenando infinite polemiche nella propria comunità di origine e tra i sostenitori di Ben Alì. Su un'altra sponda del Mediterraneo, a Lampedusa, Vincenzo, assiste alla stessa epifania e prende la medesima decisione, sollevando le critiche della comunità religiosa che contesta l'uso delle croci per il seppellimento di uomini non cattolici. Poco dopo Vincenzo riceverà una lettera scritta in francese da un mittente sconosciuto che come lui ha scelto di dare sepoltura ai corpi senza nome arrivati dal mare in seguito alla Primavera Araba. I due uomini, Mohsen e Vincenzo, e il loro timido contatto ci parlano di un'umanità profonda che si confronta con l'osceno della storia attuale; le reazioni delle comunità di appartenenza raccontano, invece, della perenne lotta dell'uomo per la dignità, anche a costo dell'emarginazione.

Vorrei poter trattare, - ha dichiarato la regista Irene Dionisio - attraverso questa semplice e toccante storia di amicizia epistolare – filo rosso del racconto e dagli echi sofoclei - di due sponde appartenenti ad universi spazio temporali differenti e in cambiamento. Ponendomi in ascolto delle due comunità con le differenti usanze, tradizioni, lingue, religioni, ho raccolto nuove idiosincrasie che ne delineino una moderna antropologia. La Sicilia post-berlusconiana quasi fosse un paesaggio lunare attraversato da detriti, cani randagi, turisti invadenti, quasi strombazzanti e bambini ormai privi di innocenza, appare come un mondo di povertà e disincanto che teme la memoria e la sfugge, soffocato dai meccanismi crudeli della comunità; la Tunisia nel fondamentale passaggio post-rivoluzionario rivive invece gli echi della propria storia tra il museo della memoria costruito da Mohsen - per ricordare chi è partito - e una radio indipendente che raccoglie schegge di presente e passato per ridare voce ad una nazione che risorge – o forse no - dopo una dittatura.

MARTEDÌ 25 OTTOBRE, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
NEMICO DELL’ISLAM? Un incontro con Nouri Bouzid di Stefano Grossi (Italia, 2015, 77'), sarà presente l’autore in sala.
Nouri Bouzid è il più importante regista tunisino. Ha raccontato nei suoi film tutto ciò che sembra impossibile raccontare dall’interno di un paese arabo: omofobia, tortura, prigionia politica, repressione, patriarcato, integralismo religioso, antisemitismo, patologie sessuali. Non ha trascurato nulla, senza dimenticare che nel cinema (come nella vita) lo stile è la cosa più importante: e che le storie che stanno a cuore bisogna raccontarle in modo prodigioso, perché chi guarda non desideri guardarne altre.

A questo film ho lavorato molto – commenta Stefano Grossi, regista -, ho attraversato la storia degli ultimi dieci anni insieme ad esso. Sono contento per i quattro premi che il film ha finora ottenuto (Detour on the Road Film Festival, Visioni Italiane, Festival dei Diritti Umani, Festival Sole Luna) proprio perché in qualche modo le scelte delle varie giurie ripagano l'ostinazione che è stata necessaria per portare fino in fondo questo progetto. E anche perché spero che questi premi dimostrino che chi ha guardato questo film sia riuscito a rivivere con me lo stupore che io stesso ho provato nel corso del mio viaggio, lo stupore di fronte ad un autore che del mondo arabo e dall'interno del mondo arabo ha saputo illuminare le zone più torbide, la lacerazioni più dolorose, le crisi irrisolte e le contraddizioni che nell'immaginario collettivo occidentale ed europeo non hanno mai concretamente modo di manifestarsi, anzi spesso vengono dolosamente ignorate o rimosse, nello sforzo di presentare all'opinione pubblica un mondo islamico molto più compatto e monolitico (dal punto di vista religioso, politico, sociale e culturale in senso lato) di quanto non sia in realtà. Ma soprattutto mi piacerebbe che questo mio film suscitasse il desiderio di vedere tutti i film di Nouri Bouzid finalmente distribuiti in Italia, visto che nessuno fino ad ora ha avuto la voglia o la forza di farlo. Sarebbe il degno tributo ad un grande autore contemporaneo.

MERCOLEDÌ 26 OTTOBRE, ORE 21.00 AL CECCHI POINT – HUB MULTICULTURALE
MIO CUGINO E’ IL SINDACO DI NEW YORK di Vincenzo Lerose (Italia, 2016, 52').
All’inizio del 2014 New York ha cambiato sindaco: si tratta di Bill de Blasio, nuovo sindaco della Grande Mela e 4° italo-americano. Pur essendo nato in America, i nonni materni di de Blasio sono originari di Sant’Agata de’ Goti (provincia di Benevento) e di Grassano (provincia di Matera). Di quest’ultimo paese è anche originario l’autore di questo film che ispirato da questa vicenda parte alla volta del sud Italia, accompagnato dal padre, per riscoprire le sue radici, essere testimone della storica visita di de Blasio in paese, e raccogliere e ascoltare i racconti di un popolo che da sempre, e ora più che mai, è costretto ad abbandonare la propria terra alla ricerca di un futuro migliore.

Nel 2013 ho maturato l’idea di girare un documentario che parlasse della mia terra di origine – dichiara Vincenza Larose, regista -, la Basilicata, una delle regioni più povere di Italia. Cercavo uno spunto che mi permettesse di parlare di come, in un’epoca distante da quella in cui mio padre aveva dovuto far le valigie per abbandonare Grassano (Matera) per cercare fortuna al Nord, la gente - e in particolare i giovani - continuassero a non avere altra scelta se non quella di lasciare il luogo che li ha visti crescere per formarsi altrove, senza la reale prospettiva di un ritorno a casa. Sul finire di quello stesso anno, sono stato folgorato da una notizia: Bill de Blasio, nipote di un’abitante di Grassano emigrata negli Stati Uniti a inizio secolo, era il nuovo primo cittadino di New York City. De Blasio, che ora scopro essere originario dello stesso paese di mio padre, è l’ennesimo simbolo di un sogno di realizzazione generazionale, una trasformazione che si compie lontano dai luoghi di origine, dove però le prospettive di un futuro migliore rimangono invariate.

LUNEDÌ 31 OTTORBRE, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
BAMBOLE di Maurizio Orlandi, (Italia, 2016, 45').
Il documentario racconta la vicenda umana di Rina e di Rosa, due donne anziane che vivono la loro ultima fase della loro esistenza che è la vita alla fine della vita. La vecchiaia. Il mondo dei vecchi, come dice Norberto Bobbio, di tutti i vecchi, è, in un modo più o meno intenso, il mondo della memoria. Noi siamo quello che abbiamo pensato, amato, compiuto. Ma, soprattutto, noi siamo quello che ricordiamo. Che ci sia permesso, allora, di vivere sino a che i ricordi non ci abbandonano e che noi possiamo, a nostra volta, abbandonarci a loro.

LUNEDÌ 14 NOVEMBRE, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI, evento organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Russkij Mir di Torino e ANPI – Sezione San Salvario.
MARTEDÌ 15 NOVEMBRE, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
LA SCELTA DI LEONE di Florence Mauro (Italia, 2016, 65').
Torino, 1923. Al liceo d'Azeglio di Torino un gruppo di diciassettenni si forma intorno all'insegnamento di maestri antifascisti come Augusto Monti e Umberto Cosmo. Tra loro spicca per maturità e carisma un giovane ebreo russo nato a Odessa, Leone Ginzburg. Confrontati alla fase trionfante del fascismo, ognuno di loro lotterà negli anni successivi contro la retorica e l'oscurantismo del regime, con i mezzi dell'azione politica e della diffusione culturale. La scelta più radicale sarà quella di Leone. La sua morte a soli 34 anni a Regina Coeli sotto la feroce tortura nazista; gli anni del confino, l'impegno nel Partito d'Azione e in Giustizia e Libertà, il lavoro editoriale all'Einaudi (di cui è il grande ispiratore) fanno di lui una figura centrale della cultura e dell'identità torinese negli anni in cui questa si afferma come punto di riferimento morale e intellettuale per la Nazione intera, punta di diamante di un'Italia che continua a lottare per difendere i suoi valori più alti.

MERCOLEDÌ 16 NOVEMBRE, ORE 21.00 AL CECCHI POINT – HUB MULTICULTURALE
MADRE ACQUA, Frammenti di vita di Sergio Atzeni di Daniele Atzeni (Italia, 2015, 74').
Torino, 1923. Al liceo d'Azeglio di Torino un gruppo di diciassettenni si forma intorno all'insegnamento di maestri antifascisti come Augusto Monti e Umberto Cosmo. Tra loro spicca per maturità e carisma un giovane ebreo russo nato a Odessa, Leone Ginzburg. Confrontati alla fase trionfante del fascismo, ognuno di loro lotterà negli anni successivi contro la retorica e l'oscurantismo del regime, con i mezzi dell'azione politica e della diffusione culturale. La scelta più radicale sarà quella di Leone. La sua morte a soli 34 anni a Regina Coeli sotto la feroce tortura nazista; gli anni del confino, l'impegno nel Partito d'Azione e in Giustizia e Libertà, il lavoro editoriale all'Einaudi (di cui è il grande ispiratore) fanno di lui una figura centrale della cultura e dell'identità torinese negli anni in cui questa si afferma come punto di riferimento morale e intellettuale per la Nazione intera, punta di diamante di un'Italia che continua a lottare per difendere i suoi valori più alti.

GIOVEDÌ 17 NOVEMBRE, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
ANNO 2018: VERRA’ LA MORTE di Giuliano Bugani (Italia, 2015, 40').
L’amianto è un minerale fortemente cancerogeno che è stato utilizzato per oltre quarant’anni nell’isolamento di edifici, tetti, navi, treni, per fabbricare vernici, tegole, pavimenti e tubazioni. Sino ad oggi sono centinaia di migliaia le morti in Europa causate dall’esposizione all’amianto e il numero è destinato a crescere. Prima di scoprire definitivamente i terribili effetti dell’amianto dovremo attendere trent’anni, forse quaranta. Il picco delle morti di amianto è previsto per il 2018. Una proiezione per riflettere insieme sulla ripresa del processo Eternit.

LUNEDÌ 19 DICEMBRE, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI +
GIOVEDÌ 22 DICEMBRE, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
SEI VIE PER SANTIAGO di Lydia Smith (USA/Spagna, 2015, 84').
Il film, autobiografico e itinerante, segue da vicino un gruppo di moderni pellegrini che affrontano il viaggio verso Santiago, ognuno con le proprie ragioni, motivazioni e aspettative. Sei persone a confronto, con vite e storie diverse: Misa è una giovane sportiva danese. Viaggia da sola per poter essere più in sintonia con se stessa, ma l'incontro con un ragazzo di dieci anni più giovane cambia radicalmente la sua prospettiva. Sam è brasiliana, ha trent'anni e soffre di depressione. E' alla disperata ricerca di quella forza interiore necessaria a trasformare la sua vita. Tatiana è una madre single francese di 26 anni che affronta il Cammino per devozione a Dio. La accompagnano Alexis, suo fratello ateo e il figlio di tre anni. Il suo tentativo di trovare un rapporto più alto con Dio è messo a dura prova dai continui litigi con il fratello. Tomas, 30 anni, affascinante ed atletico è abituato ad ottenere ciò che vuole. Deve imparare la perseveranza specialmente quando il dolore aumenta ad ogni singolo passo. Annie da Los Angeles è mossa da ragioni spirituali. Jack e Wayne sono due pensionati canadesi. Wayne, 65 anni, cammina per onorare la memoria della propria moglie e Jack, 73, è il sacerdote che ha eseguito il funerale della moglie di Wayne. Per lui il Cammino è una via verso il futuro. Tutti affrontano il cammino dotati solo di uno zaino, un paio di stivali e, soprattutto, una mente libera e aperta.

LUNEDÌ 16 GENNAIO, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI +
MARTEDÌ 17 GENNAIO, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI +
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO, ORE 21.00 AL CECCHI POINT – HUB MULTICULTURALE
MY NAME IS ADIL di Adil Azzab (Italia/Marocco, 2016, 74').
Storia vera di Adil, un bambino cresciuto nella campagna marocchina che a 13 anni raggiunge il padre emigrato in Italia. Adil si confronta con la durezza dell'esperienza migratoria, ma anche con esperienze che cambieranno per sempre la sua vita. Girato tra la campagna marocchina e Milano, realizzato con attori non professionisti, il film tratta i temi della migrazione e dell'identità culturale a partire da una prospettiva nuova: quella dei bambini e dei ragazzi.

MERCOLEDÌ 15 FEBBRAIO, ORE 21.00 AL CECCHI POINT – HUB MULTICULTURALE
DERT di Mario e Stefano Martone (Italia, 2016, 62').
La storia della cooperativa agricola Insieme e dell'amicizia che l'ha resa possibile, quella tra Rada, Skender e Mario e della grande rete di amicizia solidale che si è costituita, attraverso i confini, attorno ai valori comuni che questa esperienza rappresenta.
A vent'anni dai tragici avvenimenti che hanno sconvolto la Bosnia, DERT si muove nei luoghi della memoria di un paese segnato dalla guerra ma non è un film sulle vittime e sul dolore. E' la testimonianza di una straordinaria esperienza collettiva fondata sulla dignità e sul lavoro.
Un esempio di convivenza a dispetto di tutti i nazionalismi.
"Dert è quando sorridi, ma se guardi bene in fondo agli occhi vedi il dolore."

VENERDÌ 17 FEBBRAIO, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
REDEMPTION SONG di Cristina Mantis (Italia, 2015, 71').
Cissoko è un profugo di guerra che arriva in Italia provando in prima persona l’estrema precarietà di coloro che fuggono verso l’Europa con il miraggio di una vita migliore. La voglia di contribuire al risveglio della sua gente lo spinge a filmare con una piccola telecamera i risvolti poco allettanti di un mondo occidentale in crisi dove spesso le condizioni dei suoi fratelli sono drammaticamente vicine alla schiavitù. Il suo ritorno in Africa, in Guinea, per proiettare le immagini nelle scuole e nei villaggi, sarà un costante invito alla cessazione dei conflitti interni e all’affrancamento di se stessi e della propria terra. Virtualmente accompagnato nel suo viaggio da artisti che rafforzano il sound emotivo e dal ricordo di Thomas Sankara, dal Senegal di Ilee de Gorée, l’isola della tratta, Cissoko parte per il Brasile, per i quilombi, a rendere omaggio ai discendenti degli schiavi che continuano a lottare per i propri diritti e a mantenere vive le loro origini africane, grazie alla loro unione.

LUNEDÌ 20 FEBBRAIO, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
TERRE DI MUSICA, Viaggio tra i beni confiscati alla mafia di Salvatore De Siena e Massimo Falsetta (Italia, 2015, 60').
TERRE di MUSICA è un progetto musicale e culturale, ideato da Salvatore De Siena, leader del Parto delle Nuvole Pesanti, e realizzato dalla band in giro per l’Italia nell’arco di due anni, con la collaborazione di Arci e Libera.
Un viaggio a tappe per documentare l’esperienza dei beni confiscati, raccontare le storie delle tante persone, spesso giovani, che ci lavorano tra mille difficoltà, intimidazioni e vandalismi, e far comprendere che i beni confiscati non rappresentano solo un valore simbolico, ma anche una risorsa, un modello di sviluppo economico e sociale alternativo.

VENERDÌ 17 MARZO, ORE 21.00 AL CENTRO STUDI SERENO REGIS – SALA GABRIELLA POLI
LA MIA BANDIERA, La resistenza al femminile di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese (Italia, 2012, 52').
La Resistenza per quanto grande potesse essere il coraggio e la determinazione degli uomini, non sarebbe stata possibile senza le donne. Per molte l'adesione al movimento di liberazione ha rappresentato la presa di coscienza della propria condizione, l'assunzione di responsabilità e di ruoli che andavano oltre la sfera domestica a cui solitamente erano relegate. Dalle testimonianze delle Partigiane, uniche protagoniste del documentario, si ha uno spaccato inedito delle esperienze di lotta e di vita quotidiana come rivoluzionarie ma anche come madri, figlie e sorelle. Erano partigiane. Erano Donne.

LUNEDÌ 20 MARZO, ORE 21.00 AL CINETEATRO BARETTI
PARTIZANI, La resistenza italiana in Montenegro di Eric Gobetti (Italia, 2016, 65').
Nikšić, Montenegro, 9 settembre 1943. Poco dopo l’alba l’artigliere Sante Pelosin, detto Tarcisio, fa partire il primo colpo di cannone contro una colonna tedesca che avanza verso le posizioni italiane. Nelle settimane successive circa ventimila soldati italiani decidono di non arrendersi e di aderire alla Resistenza jugoslava.
I partigiani della divisione Garibaldi raccontati in questo documentario sono eroi semplici, che hanno combattuto il freddo, la fame e una devastante epidemia di tifo, pagando con tremende sofferenze una scelta di campo consapevole e coraggiosa.

MERCOLEDÌ 22 MARZO, ORE 21.00 AL CECCHI POINT – HUB MULTICULTURALE
GRAMSCI 44 di Emiliano Barbucci (Italia, 2015, 66').
Tra il 1926 e il 1927 Gramsci, intellettuale comunista deputato al Parlamento Italiano, sconta 44 giorni di confino a Ustica, isola a nord di Palermo. Lì fonda insieme ad altri confinati una scuola clandestina, aperta a tutti, e argina l’analfabetismo coinvolgendo cittadini di ogni età e stato sociale. Ancora oggi Ustica ricorda quella scuola rivoluzionaria. Ancora oggi l’emarginata Ustica si sporge paziente al porto, sperando che il vaporetto arrivi dal continente.

Tariffe:
Intero 4€ - Ridotto 3€ (under 25, over 65)
Per maggiori informazioni: cineticatorino@gmail.com – 347 56 46 645