giovedì 6 ottobre 2016

Gus Van Sant: "Torino mi ricorda Portland, la Mole i film di Tim Burton"

Coprodotta dal Museo Nazionale del Cinema con la Cinémathèque française di Parigi e la Cinémathèque de Lausanne, a seguito della “prima parigina”, approda Torino dal 6 ottobre 2016 al 9 gennaio 2017 la mostra ICONE - a cura di Matthieu Orléan - che ricostruisce interamente la carriera artistica del regista americano Gus Van Sant, dalle polaroid degli inizi, agli acquerelli, passando per i dipinti e i cut-up fotografici. Al centro, naturalmente, il suo cinema, con le numerose influenze letterarie, artistiche e musicali che lo contraddistinguono.

"È incredibile essere qui, la Mole Antonelliana mi ricorda le scenografie di Tim Burton, sembra di essere nella casa di Willy Wonka...", ha detto Van Sant in sede di presentazione. "Sono venuto qui la prima volta nel 1988 per partecipare al festival di cinema gay, era stata un'esperienza straordinaria. Torino è molto cambiata da allora, è cambiata soprattutto la sua fama. Ai tempi quando chiesi all'aeroporto un biglietto per "Torino" l'addetta capì male, pensava avessi detto "To Rhino", negli Usa! Mi ha sempre ricordato la mia Portland questa città, stesse dimensioni, stesse montagne spesso innevate intorno...".

Van Sant ha parlato dei suoi prossimi lavori: "Sta per uscire il mio primo lavoro per la tv, una serie su tre attivisti di San Francisco, When we rise. Non conoscevo per nulla il mondo delle serie tv, ho iniziato a documentarmi e ho scoperto grandi cose, come "Transparent". Poi ho un film in lavorazione per il cinema, la storia di John Callahan, fumettista disabile di Portland, mio coetaneo, scomparso 5 anni fa. Doveva essere fatto da Robin Williams, anch'egli nostro concittadino, che aveva letto la biografia di John e ne era affascinato. Con la scomparsa di Robin il progetto è passato a me".

Il regista è stato anche prodigo di ricordi sui suoi lavori trascorsi, le domande sono state soprattutto sui suoi titoli più noti ("Will Hunting" e "Belli e dannati"), e sui suoi attori (River Phoenix in particolare). Una tre giorni in città iniziata al Piccolo Cinema e che si concluderà oggi, alle 18.30, con l'inaugurazione ufficiale della mostra in Mole.

La mostra è divisa in sezioni che restituiscono la complessità dell’opera di Gus van Sant, che nel suo percorso artistico, dalle origini fino ai giorni nostri, tocca molteplici discipline: fotografia, cinema, pittura e musica.
I materiali esposti, eterogenei e preziosi, sono oltre 180 e comprendono stampe fotografiche originali, disegni preparatori per i lungometraggi (in parte non realizzati), cortometraggi inediti, video musicali, making-of e montaggi con le sequenze più celebri e rappresentative tratte dai suoi film. Il coordinamento della mostra italiana è a cura di Grazia Paganelli e Stefano Boni.

La mostra è accompagnata da una retrospettiva completa al Cinema Massimo (5-31 ottobre 2016) e che propone di tutti i film di Gus Van Sant in lingua originale sottotitolati in italiano.