venerdì 11 novembre 2016

"Via dall'Agis per fondare la Schermi Indipendenti Associati"

Una nuova realtà associativa nasce a Torino e in Piemonte per difendere le sale più piccole e più impegnate a diffondere il cinema d'essai, d'autore, quello che più amiamo.

Si chiama Schermi Indipendenti Associati, a presiederla è stato chiamato Gaetano Renda, che gestisce a Torino il Centrale, i Due Giardini e i Fratelli Marx.

Hanno aderito oltre 40 sale fuoriuscite dall'Agis in segno di protesta (il cinema Massimo e l'Ambrosio sono invece uscite dall'Agis ma non ancora - per motivi diversi - entrate nella SIA).
Ne abbiamo parlato con lo stesso Renda per capire meglio.

Come nasce lo strappo con l'Agis Piemonte che ha portato a questa nuova associazione?

Sono uscite molte sale a causa di una politica che da anni non soddisfaceva, fatta da una dirigenza che ha profondamente deluso per la sua miopia, troppo attenta ai bisogni dei grandi gruppi e delle grandi catene a discapito degli altri.
È uscito tutto il sistema Ventavoli (Romano, Eliseo e Nazionale), il Massimo e l'Ambrosio, con la nuova proprietà, oltre a tantissime sale del Piemonte, oltre 40. Io ero già uscito diversi anni fa. Quasi tutti sono entrati nella SIA, tranne il Massimo, che attende il nuovo direttore del Museo del Cinema per prendere una decisione, e l'Ambrosio, che ha appena cambiato proprietà e quindi deciderà forse in futuro.
Lo stesso atteggiamento che abbiamo verso l'Agis Piemonte lo abbiamo, forse anche moltiplicato, per la guida nazionale, che riteniamo poco attenta ai nostri bisogni anche nella costruzione della nuova legge cinema, oltre che nella questione Cinema2Day. Sembra, in attesa dei decreti applicativi, un'altra mossa che favorirà i grandi a discapito dei piccoli.
Non è stato facile per molti esercenti lasciare l'Agis, alcuni erano associati da generazioni: per arrivare a farlo hanno dovuto subire davvero troppo.

Quali sono gli obiettivi della Schermi Indipendenti Associati?

Farsi sentire laddove necessario, rimanere aperti a collaborazioni, far sapere quali secondo noi sono le priorità per mantenere attive le sale d'essai e di quartiere, quel cinema di prossimità che è fondamentale per le periferie e i piccoli centri.
Questa ora è l'associazione che ci rappresenta, da qui faremo partire tutte le nostre attività.
Le urgenze sono tante, ma siamo pronti ad affrontarle, senza mai urlare ma con determinazione.
Le prime risposte avute da tutta Italia sono positive, abbiamo avuto manifestazioni di consenso e questo ci indica ancor più che la direzione è quella giusta.