mercoledì 14 dicembre 2016

Nuovo appuntamento alla Scuola Holden in memoria di Luca Rastello

Il ciclo di appuntamenti COSA C’È DIETRO LA CURVA si propone di indagare alcune delle contraddizioni irrisolte del nostro presente, partendo dai libri di Luca Rastello, scrittore e giornalista scomparso a Torino il 6 luglio 2015. La rassegna, che si sta svolgendo a Torino da novembre ai primi mesi del 2016, propone la visione di film e materiali audiovisivi inediti, accompagnata da incontri di approfondimento con registi, scrittori e giornalisti.

Il quinto appuntamento a ingresso libero della rassegna COSA C’È DIETRO LA CURVA è in programma giovedì 15 dicembre alle ore 11.00 alla Scuola Holden e prende le mosse da due libri di Luca Rastello Io sono il mercato. Teoria, metodi e stile di vita del perfetto narcotrafficante (Chiarelettere 2009), e il romanzo I buoni (Chiarelettere 2014), feroce ritratto del “terzo settore” e della retorica del bene. Discuteranno Monica Bardi, redattrice e insegnante, moglie di Luca Rastello, Alessandro Baricco, scrittore e preside della Scuola Holden, Mario Boccia, fotografo e giornalista, Lorenzo Fazio, direttore editoriale Chiarelettere.

All'inizio dell'incontro verrà proposto in anteprima il breve documentario Luca e il vecchio, realizzato dal regista Danilo Monte, con un'intervista audio inedita a Luca Rastello.

“Ovviamente nessuno è tenuto a conoscerlo, ma credo che tutto il mio passato possa parlare per me: quando ho voluto fare inchiesta (che fosse su guerra, mafia, narcotraffico, alta velocità, servizi segreti o serial killer) l’ho fatta, guardando tutti negli occhi e facendo i nomi delle persone coinvolte, a chiarissime lettere. E quando ho voluto scrivere un pamphlet (per esempio sugli scrittori che dissertano di democrazia sui giornali) l’ho fatto con nomi e cognomi in chiaro. Molti sassi ho lanciato, mai nascosto la mano, mai fatto velo con eufemismi, travestimenti o retoriche. La scelta di scrivere un romanzo è tutt’altra cosa: è la scelta di affrontare temi generali, se non universali, che riguardano prima di tutto i lati oscuri di chi scrive. Ho voluto raccontare un male che è ovunque e che io per primo porto dentro (se c’è un personaggio a chiave ne I buoni è forse il solo Andrea, costruito su di me e sulle mie potenzialità più negative). Credo che una condizione decisiva per scrivere qualcosa di interessante, oltre che di moralmente sorvegliato, sia partire sempre dall’analisi impietosa di sé stesso. Così, ascoltando la lezione di giganti a cui non intendo paragonarmi, posso dire ad alta voce e a fronte alta: Don Silvano sono io.” Luca Rastello, aprile 2014

A tutti gli appuntamenti è presente una libreria indipendente della città con i libri di Luca Rastello.