mercoledì 31 maggio 2017

Il programma di Cinemambiente di giovedì 1 giugno

Seconda giornata molto densa di eventi e proiezioni al Festival Cinemambiente. Dedicata ad Ecokids, le proiezioni per le scuole, la mattinata riserva un ulteriore spazio ai più giovani con The Climate Puppets, Cut the Ropes (ore 10, Auditorium Quazza, Palazzo Nuovo), documentario realizzato da un gruppo di studenti provenienti da diverse scuole europee nell’ambito del progetto transmediale YIDOMC-Youngsters I.Doc Makers, legato al programma Erasmus, in collaborazione con il Festival Internazionale cinematografico Tarragona REC. Il film comprende quattro storie su temi di particolare rilievo per il futuro dei giovani europei: i cambiamenti climatici, le migrazioni nel Vecchio Continente e le connessioni rintracciabili nei due fenomeni. A seguire, il climatologo Marco Baliani dialogherà con gli studenti europei che presentano il progetto.

Il pomeriggio al Festival si apre con le prime proiezioni dell’amplissima sezione Panorama cortometraggi, suddivisa in plurime sottosezioni. Il cartellone della giornata ne propone due. La prima, “Animalia” (ore 16, Cinema Massimo 3), contempla i film brevi che esplorano i rapporti e differenti modi di coesistenza – non sempre pacifici o proficui per entrambi –  tra gli uomini e gli altri inquilini della Terra, quali elefanti, cervi, salmoni, api... La seconda, “Naturalia” (ore 17.15, Cinema Massimo 1) è un viaggio esplorativo e sensoriale attraverso luoghi, paesaggi, fenomeni che segnano l’aspetto e la vita del nostro Pianeta.

Sempre nel pomeriggio, in cartellone il primo film del Concorso internazionale One Hour, Varză, cartofi și alți demoni (Cabbage, Potatoes and Other Demons - ore 17.30, Cinema Massimo 3), documentario con cui il regista Şerban Georgescu racconta con ironia le contraddizioni e i problemi delle piccole realtà agricole in Europa a partire dal suo Paese. Girato nel villaggio rumeno di Lunguletu, dove i contadini, alla fine delle loro infruttuose giornate al mercato locale, o svendono il raccolto a prezzi irrisori o lo distruggono, il film si interroga sulle cause che hanno inceppato il sistema produttivo, registrando la difficoltà di trovare soluzioni positive.

Sul tema specifico introdotto dal mediometraggio, il Festival si sofferma con l’ecotalk Terra nostra. Paradossi, business e prospettive dell’agricoltura, che seguirà la proiezione. In particolare, l’incontro sarà dedicato all’agricoltura contadina, che rivendica dignità e considerazione del suo ruolo strategico: produce il 70 per cento del cibo che mangiamo e, in Europa, impiega 25 milioni di persone mantenendo vive le aree rurali. La FAO l’ha riconosciuta non solo come unico modello agro-alimentare sostenibile, ma anche come fondamentale elemento di stabilità sociale e ambientale. In Italia l’agricoltura contadina rappresenta una realtà importante per la produzione di cibo di qualità. A partire dalla realtà nazionale, l’incontro analizzerà, con l’aiuto di diversi esperti di settore, le nuove prospettive della Politica Agricola comunitaria (PAC), la legge per il riconoscimento dell’agricoltura contadina in esame alla Camera, integrando il dibattito con testimonianze della situazione oggi in America Latina e in Africa.

Nel secondo pomeriggio, s’inaugura anche la sezione Panorama. Il primo titolo proposto è Jardines de plomo (Giardini di piombo, ore 18, Centro Studi Sereno Regis), di Alessandro Pugno, film girato in Perù e dedicato all’ormai onnipresente fenomeno dell’inquinamento del suolo. A 4000 metri, dove un tempo pascolavano i lama, una maestra e i suoi alunni scoprono che la montagna sputa veleno. Campioni d’acqua analizzati nel laboratorio della scuola rivelano la presenza di piombo. Di fronte agli interessi della società mineraria e degli stessi abitanti della piccola comunità di Huayhuay, la cui economia si regge sull’industria estrattiva, la battaglia per la tutela della salute pubblica è la lotta di Davide contro Golia, anche se l’esperienza degli alunni è indelebile e c’è chi, tra loro, immagina già un cambiamento per il futuro. La proiezione sarà seguita da un incontro con il regista, con Riccardo Moro, condirettore del Fondo Ítalo Peruano, e con Bruno Pesce dell'Associazione famigliari vittime dell'amianto di Casale Monferrato.

Nel tardo pomeriggio, si apre anche la sezione degli eventi speciali. Il primo appuntamento, Giusto te. Dialoghi con Gervasutti (ore 19, Cinema Massimo 1), è dedicato alla montagna e ispirato dal libro con cui lo scrittore Enrico Camanni ha reso omaggio alla figura affascinante di quello che è stato definito “il padre dell’alpinismo moderno”. Da poco pubblicato da Laterza, Il desiderio di infinito. Vita di Giusto Gervasutti diventa ora narrazione dal vivo in uno spettacolo teatrale ideato appositamente per il Festival dallo stesso Enrico Camanni e da Beppe Rosso. In un immaginario colloquio a più voci, lo scrittore e l’attore ricostruiranno la figura e le imprese, troppo a lungo dimenticate, de “Il Fortissimo” – come Gervasutti era soprannominato – trasferitosi a Torino dal Friuli negli anni Trenta, conquistatore di pareti considerate impossibili e diventato in poco tempo il campione indiscusso dell’alpinismo italiano. Attraverso parole (tratte anche dal libro dello stesso Gervasutti Scalate nelle Alpi), musiche, immagini fotografiche, lo spettacolo restituirà il ritratto non solo dell’artefice di imprese estreme, ma anche di una personalità poliedrica, di un uomo colto ed elegante, che frequenta i teatri e i salotti torinesi, legge London, Conrad e Melville: “un cavaliere all’antica che anticipa il futuro”, morto a soli 37 anni sul Monte Bianco, cui spetta ritrovare un ruolo da protagonista nella storia della montagna.

L’inizio delle proiezioni serali (alle 20) sarà vivacizzato dalla presenza, davanti al Cinema Massimo, degli “EcoMori”, nome di "battaglia" dei richiedenti asilo volontari che da alcuni mesi sperimentano a Porta Palazzo una forma particolare di lotta allo spreco di cibo raccogliendo frutta e verdure ancora buone, che verrebbero buttate via, e distribuendole gratis a chi ne ha bisogno: un’iniziativa ideata dal giornalista e ambientalista Paolo Hutter come complemento del progetto sulla raccolta differenziata della frazione organica nei mercati. In occasione del Festival, gli “EcoMori”, in collaborazione con il portale “Eco dalle città”, presenteranno al pubblico il loro lavoro di recupero offrendo agli spettatori un carico di ortofrutta, fresca di salvataggio.
A precedere le proiezioni della serata verrà presentato anche il breve video Progetto Raccolta Organico (ore 20, Cinema Massimo 3). Realizzato dalla Città di Torino in collaborazione con Novamont, Amiat e “Eco dalle città”, il cortometraggio illustra la recente iniziativa comunale volta ad implementare la raccolta dell’umido nei mercati cittadini e a ridurre gli sprechi alimentari.  A seguire, l’assessora all’Ambiente del Comune di Torino Stefania Giannuzzi commenterà la proiezione illustrando la campagna, che rientra nell’obiettivo ultimo di raggiungere entro il 2020 il 65% della raccolta differenziata in città.

A seguire ancora,  il cartellone serale propone il primo lungometraggio italiano in concorso, La finestra sul porcile. Diario hitckochiano di un ecologista (ore 20.00, Cinema Massimo 3). Diretto da Salvo Manzone, il film nasce dalla disavventura personale del regista che, un bel giorno, di ritorno a Palermo, si ritrova sotto casa una discarica abusiva. Se per i vicini l’evenienza sembra essere normale, per il protagonista, come per Jeff nel film di Hitchcock, il crimine ambientale diventa un'ossessione che lo spinge a intraprendere un’indagine capillare sull’emergenza rifiuti e sui meccanismi della raccolta differenziata nel territorio. Una profonda riflessione sulla produzione abnorme di spazzatura nella nostra società e la ricerca di modelli alternativi lo condurrà in seguito alla scoperta delle realtà internazionali e nazionali che perseguono con successo l’obiettivo dei “rifiuti zero”. Al termine della proiezione, incontro con il regista e Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe.

In parallelo, il Festival presenta il secondo lungometraggio del Concorso internazionale documentari, lo spagnolo Frágil Equilibrio (ore 20.15, Cinema Massimo 1), film diretto da Guillermo García López e vincitore del Premio Goya 2017 come miglior documentario. Ispirato e scandito direttamente dalle parole dell’ex presidente uruguayano José “Pepe” Mujica – l’apologeta della sobrietà, il nemico del consumismo diventato famoso in tutto il mondo perché durante il suo mandato rinunciò al 90% dello stipendio vivendo come i suoi connazionali meno abbienti – il documentario è un viaggio attraverso culture e società diverse che racconta l’attualità della condizione umana: da quella degli impiegati giapponesi che a Tokyo lavorano per grandi multinazionali, a quella dei sub-sahriani che in Marocco, sul monte Gurugú, sfidano ogni giorno la morte nel tentativo di raggiungere l’Occidente attraverso l’enclave di Melilla, fino a quella delle famiglie spagnole devastate dalla recessione e dallo scoppio della bolla immobiliare. La proiezione sarà seguita da un incontro con il regista.
Sempre in prima serata, il cartellone riserva ulteriore spazio al Panorama cortometraggi proponendo la sottosezione “Ecoanimazione” (ore 20.30, Blah Blah), antologia di piccoli film animati che raccontano, tra ironia e serietà, il desiderio, più o meno esaudito, di un mondo migliore.
In seconda serata, il Festival presenta il secondo titolo del Concorso nazionale documentari, che segnala un crescente interesse del cinema ambientale italiano a raccontare le nuove realtà green emergenti nel Paese. Diretto da Valerio Gnesini, Transumanza Tour (ore 22, Cinema Massimo 3) racconta un viaggio in Italia lungo un percorso musical-contadino in sei tappe che, soffermandosi sull’attività di altrettante aziende agricole innovative, aperte e ospitali, esplora l’emergente fenomeno del Wwoofing (la vacanza-lavoro a contatto con la natura nelle fattorie biologiche) e delle nuove ruralità 2.0 come risposta concreta al tema della decrescita. Al termine della proiezione, incontro con il regista.

Le proiezioni della serata si concludono con un altro titolo del Concorso internazionale One Hour, Rise - Red Power: Standing Rock Part 2 (ore 22.30, Cinema Massimo 1). Diretto dalla regista e attrice canadese Michelle Latimer, il mediometraggio è parte di una serie documentaria dedicata alla resistenza delle tribù indiane d’America contro l’espropriazione e la violazione dei loro territori e dei loro luoghi sacri per mano delle grandi multinazionali del petrolio e delle industrie estrattive. In particolare, nell’episodio proposto, la regista documenta le proteste dei Sioux che vivono nella riserva di Standing Rock, in North Dakota e si oppongono alla costruzione, nella loro area di residenza, di una sezione del gigantesco oleodotto di quasi 2000 chilometri destinato a tagliare gli Stati Uniti da Nord a Sud, il Dakota Access Pipeline (D.A.P), opera già sospesa dall’amministrazione Obama e ora ricalendarizzata da Trump.