venerdì 2 giugno 2017

Il programma di Cinemambiente di sabato 3 giugno

Come di consueto nell’edizione di quest’anno, il pomeriggio del Festival Cinemambiente si apre con le proiezioni della ricca sezione Panorama cortometraggi, di cui viene presentata la sottosezione “Ecoanimazione” (ore 15.30, Cinema Massimo 1), antologia di film animati che raccontano, tra ironia e serietà, il desiderio, più o meno esaudito, di un mondo migliore. Tra i titoli in cartellone spicca Deux Escargots s’en vont realizzato da Jean-Pierre Jeunet, in collaborazione con Romain Segaud. Ispirato all’omonimo canto di Prévert, il piccolo film segna, dopo più di trent’anni, il ritorno del regista de Il favoloso mondo di Amélie all’animazione, suo primo amore. A metà pomeriggio, in cartellone un’altra serie di proiezioni riunisce sotto il titolo “Al lavoro” (ore 16, Cinema Massimo 3) cortometraggi dedicati a mestieri e professioni non comuni o in via di progressiva scomparsa.

Sempre nel pomeriggio, viene presentato il documentario italiano in concorso Dusk Chorus (ore 16.45, Cinema Massimo 1), di Nika Šaravanja e Alessandro d'Emilia. Basato sull’acclamato progetto eco-acustico Fragments of Extinction del ricercatore, compositore e sound artist David Monacchi, il lungometraggio è un viaggio sonoro unico, nel cuore della foresta Amazzonica, in Ecuador, in cui viene registrato in 3D, per la prima volta, il patrimonio sonoro di ecosistemi millenari, alla scoperta di straordinari "frammenti” in via di scomparsa. La proiezione sarà seguita da un incontro con gli autori e con David Monacchi.

Leitmotiv di quest’edizione del Festival, gli animali sono protagonisti di ben quattro film della giornata.
Diretto dall’attore e regista australiano Tim Phillips, co-fondatore di Animal Defenders International, Lion Ark (ore 17.45, Cinema Massimo 3), presentato dal Festival in anteprima italiana, è girato in Bolivia, dove vige la legge che vieta l’uso degli animali nei circhi e dove il lungometraggio segue le avventure di un team animalista a “caccia” dei trasgressori. Avvincente come un film d’azione, il documentario racconta l’individuazione del circo fuorilegge e, tra appostamenti, scontri, minacce, il salvataggio di 25 leoni rinchiusi in gabbia che, trasportati in aereo, saranno rimessi in libertà in Colorado. La proiezione sarà seguita dall’ecotalk dedicato a #unbelpassoavanti, la campagna con cui LAV-Lega antivivisezione sostiene il Disegno di legge del Governo n. 2287-bis sul Codice dello Spettacolo, attualmente in discussione presso la Commissione Cultura del Senato, per la dismissione di tutti gli animali dai circhi in Italia. L’incontro, cui interverranno il regista del film, esponenti di LAV, Animal Defenders International e del Festival di Circo contemporaneo Mirabilia, sarà occasione per approfondire i motivi scientifici, etici, etologici, le ragioni di sicurezza e di sostenibilità economica che impongono l’approvazione, anche nel nostro Paese, di una normativa già vigente in 18 Stati membri dell’Unione Europea e in altri 34 nel mondo. Il dibattito metterà anche in evidenza come la riconversione delle attività circensi sia possibile e attuabile con l’ausilio di modelli e buone pratiche già sperimentati e diffusi.

In parallelo, viene presentato, per la sezione Panorama, il documentario Il tempo delle api (ore 18, Centro Studi Sereno Regis) di Rossella Anitori e Darel Di Gregorio. Girato nell’arco di tre anni in un casale dei Castelli Romani, occasione per riflettere sul delicato rapporto tra l'uomo e la natura, il film è la storia di due amici che tentano di allevare le loro api con metodi alternativi e naturali. L’esperimento si rivelerà irto di difficoltà, tanto da mettere alla prova la stessa amicizia dei due protagonisti. Al termine della proiezione, incontro con i registi.

Ancora nel secondo pomeriggio, viene presentato in concorso il film statunitense Naledi: A Baby Elephant’s Tale (ore 18.30, Cinema Massimo 1), di Ben Bowie e Geoff Luck, storia di un’elefantina nata all’Abu Camp, un centro di protezione e soccorso per proboscidati in Botswana. Rimasta orfana all’età di un mese, Naledi è stata svezzata da responsabili e addetti del centro, che si sono grandemente prodigati per accudirla nei primi mesi, cruciali per la sua sopravvivenza. Ben più che semplice documentario naturalistico, il lungometraggio è un viaggio alla scoperta della straordinaria vita anche interiore di un animale complesso, oggi in grave pericolo. Il film, infatti, sarà occasione per parlare delle due più gravi minacce alla sopravvivenza degli elefanti – il bracconaggio finalizzato al commercio di avorio e la deforestazione – e delle campagne a favore della tutela delle specie di proboscidati più a rischio, di crescente risonanza anche in Europa. Dopo la proiezione interverrà, in collegamento via skype, Kuki Gallmann, alle sue prime dichiarazioni pubbliche dopo essersi ripresa dalle gravi ferite riportate nell’imboscata ad opera di una milizia armata di cui è stata vittima nell’aprile scorso in Kenya.  Con l’ambientalista e scrittrice trevigiana, che da più di quarant’anni dedica la sua esistenza a proteggere gli animali africani e la cui grande riserva di Ol Ari Nyiro, in Kenya, è diventata il simbolo della resistenza contro il bracconaggio e della lotta contro i potenti cartelli del commercio illegale di specie protette e di avorio, dialogheranno Aldo Giovannella, fondatore di Pengo Life Project, e Isabella Pratesi, direttrice del Programma di conservazione di WWF Italia, presenti in sala. Modererà l’incontro la giornalista de “La Stampa” Antonella Mariotti.

In serata, l’ultimo film dedicato agli animali, in concorso nella sezione One Hour, The Last Pig (ore 22.30, Cinema Massimo 1), della statunitense Allison Argo, segue un allevatore di maiali durante il suo ultimo anno di attività di macellazione. La cura verso gli animali, l’atmosfera bucolica e i ritmi tranquilli della fattoria vengono rotti dai viaggi settimanali verso il mattatoio mentre, attraverso sparse riflessioni intime, il protagonista rivela il crescente conflitto di una vita trascorsa “smerciando morte”, accompagnata da fantasmi che lo perseguiteranno per sempre, e la profonda lotta interiore per poter reinventare il proprio destino. Via via che la narrazione procede, prende forma una meditazione sulla vita, sulla morte e su cosa significhi essere una creatura senziente con il potere di uccidere. Al termine della proiezione, incontro con la regista e l'Associazione Essere Animali.
In prima serata, invece, Gli anni verdi (ore 20, Cinema Massimo 3), lungometraggio italiano in concorso diretto da Chiara Bellini, segue tre indomabili anziani, che, invece di godersi la pensione, percorrono in lungo e in largo le campagne del Frusinate devastate da discariche abusive, rifiuti tossici e capannoni industriali abbandonati, per cercare di fermare l’irreparabile. Se i tempi in cui andavano in campagna a respirare aria buona sembrano ormai scomparsi, preoccupazione e senso di responsabilità per le future generazioni sono per loro valide motivazioni per non arrendersi e usare tutti i mezzi consentiti per bonificare il bonificabile. Al termine della proiezione, incontro con la regista.

Con Plastic China (ore 20.30, Cinema Massimo 1), lungometraggio diretto da Jiu-liang Wang e presentato nella sezione competitiva internazionale, emerge un altro tema ricorrente di quest’edizione del Festival, quello del materiale non smaltibile per eccellenza. Vincitore di molti premi internazionali, presentato al Sundance Film Festival 2017, il film documenta le condizioni di vita e di lavoro all’interno di un laboratorio di riciclaggio in Cina – il Paese oggi diventato il maggior importatore mondiale di rifiuti plastici – seguendo la quotidianità di Yi-Jie, operaia-bambina undicenne che sogna di frequentare la scuola, e di Kun, ambizioso capo della struttura, che aspira a un futuro migliore. Spunto di riflessione sul tema dei rifiuti nell’epoca della globalizzazione, sull’impatto sociale e ambientale che i consumi dei Paesi avanzati hanno dall’altra parte del mondo e sulle comunità di lavoratori invisibili, che, a mani nude, con gravi rischi per la salute, ritrasformano la plastica in materia prima (da re-esportare poi verso le nazioni di provenienza in forma di nuovi prodotti finiti), il film sarà seguito da un incontro con il regista condotto dalla giornalista Giorgia Marino.

In seconda serata, il cartellone presenta un altro lungometraggio italiano in concorso, Con i piedi per terra - Un viaggio tra Terra e Cielo (ore 22, Cinema Massimo 3), di Andrea Pierdicca, che si collega anch’esso a un tema rilevante in quest’edizione del Festival. Testimonianza di esperienze riconducibili nell’alveo di una green society emergente sul territorio nazionale, il film racconta infatti, attraverso decine di storie personali, la “favola”, diventata appunto realtà, di coloro che nelle campagne italiane, sbarazzatisi dei metodi agroindustriali, hanno scelto di radicarsi sul territorio per coltivarlo in maniera autonoma, efficiente e rispettosa dell’ambiente, riuscendo a fare reddito in maniera sostenibile. Parte di un lavoro più ampio dedicato alla nuova agricoltura, che dal web, passando dal cinema, è arrivato anche a teatro, il documentario sarà seguito da un incontro con il regista condotto da Chiara Lanzi, direttrice del Rural Film Festival.