lunedì 23 ottobre 2017

Torino Factory, nuovo progetto per i giovani videomaker del territorio

Presentato ieri Torino Factory, un nuovo progetto cinematografico che vuole sviluppare e accogliere la creatività dei giovani filmmaker e metterli in rapporto con il tessuto urbano: la città, i cittadini, le associazioni e le imprese locali diventano soggetti attivi in modo inclusivo e partecipato. Il progetto prende il via con un contest (Fase 1) per lo scouting di giovani talenti del videomaking, che successivamente saranno messi alla prova direttamente sul campo, in una fase produttiva (Fase 2) che prenderà forma parallelamente all’azione di reperimento fondi in atto con enti pubblici e privati.

FASE 1 – CONTEST
Torino Factory rappresenta un'occasione di crescita per i giovani filmmaker, un modo per mettere la propria creatività al servizio del racconto della città e delle sue diverse anime, tendenze e aspirazioni a partire da un video contest aperto a tutti gli under 30. La prima fase si svilupperà presentando un’opera a tema libero della durata massima di 3 minuti, ambientata per almeno l’80% in una o più delle 8 circoscrizioni torinesi. Tutti i lavori iscritti entro il 31 dicembre 2017 (informazioni e iscrizioni www.piemontemovie.com), saranno proiettati in occasione della rassegna di cortometraggi Too Short to Wait (7-11 febbraio 2018), che anticipa la 17^ edizione del gLocal Film Festival (7-11 marzo 2018). Tra i partecipanti, 8 video saranno selezionati dal regista e direttore artistico del progetto Daniele Gaglianone, entrando così a far parte del programma principale del gLocal Film Festival.

FASE 2 – LAB
Il contest non è il punto di arrivo di Torino Factory, da esso prenderà vita la fase più ambiziosa: un laboratorio per la produzione di cortometraggi girati nei quartieri torinesi, realizzati dalle troupe selezionate da Daniele Gaglianone, affiancate da tutor esperti (registi professionisti della scena torinese) che li accompagneranno fino alla proiezione in anteprima in una nuova sezione del Torino Film Festival 2018.



I laboratori produttivi, che da aprile a settembre del 2018 avranno anche un Presidio cinematografico permanente nei quartieri, coinvolgeranno gli abitanti delle circoscrizioni torinesi, realtà pubbliche e private della zona, associazioni e attività commerciali, sia a livello organizzativo che di fruizione: ognuno potrà essere protagonista e mecenate del progetto in una “chiamata alla città” che non sarà solamente economica, ma creativa. “Con Torino Factory” dichiara l’Assessora alla Cultura della Città di Torino, Francesca Leon “l’Assessorato alla Cultura della Città, insieme alla Fondazione per la Cultura Torino, ha scelto di valorizzare talenti, raccontare la città con occhi nuovi e mettersi in dialogo con gli operatori del Cinema, linguaggio dalle solide tradizioni nella nostra città. Torino diventerà un set cinematografico diffuso per cercare e raccontare storie da tutti i quartieri.”

L'obiettivo di Torino Factory è sostenere il fermento che anima Torino e dare ulteriore slancio a quella fucina di professionisti del cinema da cui sono nati registi come Guido Chiesa, Gianluca Tavarelli, Mimmo Calopresti, Gianluca e Massimiliano De Serio, Irene Dionisio, Daniele Gaglianone, Marco Ponti, Enrico Verra, solo per citarne alcuni. Proponendo alle troupe selezionate un grande set cinematografico in ogni circoscrizione, in cui ambientare il proprio cortometraggio, si creerà un continuo dialogo tra addetti ai lavori e spettatori, teso a riportare il cittadino al centro del circuito culturale e, non ultimo, a sostenere la cultura cinematografica di base, tema centrale di ogni iniziativa promossa dall'Associazione Piemonte Movie.

“Penso sia importante ora più che in altri momenti ascoltare voci di nuove generazioni che provengono da una società in profonda trasformazione.” dichiara Daniele Gaglianone, direttore artistico del progetto “Torino Factory é un’occasione per provare a capire cosa sta accadendo e intercettare il modo in cui viene percepito e vissuto ciò che accade. Aiutare nuovi sguardi a crescere, sguardi che ci aiutino a orientarci in un mondo sempre più sfuggente e irruente da poter essere catturato. Anche per questo è fondamentale partire dai progetti che verranno presentati e poi decidere i percorsi di accompagnamento dei vari lavori, selezionando i tutor che seguiranno gli autori pensando alle specificità delle idee selezionate.”

Nell’ottica di avvicinare i giovani talenti alle diverse fasi dell’industria cinematografica, Torino Factory giocherà un importante ruolo di integrazione, raccordo e scambio con le diverse realtà del sistema cinema piemontese. Inoltre completerà la rosa delle attività che dal 2000 l'Associazione Piemonte Movie porta avanti con l’obiettivo di diffondere il cinema realizzato nella nostra regione e promuovere la cultura cinematografica in generale: la consolidata vetrina della produzione annuale Piemonte Movie gLocal Film Festival, la rassegna Movie Tellers diffusa sul territorio regionale e la programmazione dei 42 attuali Presìdi cinematografici locali collocati sull’intero Piemonte.

“Nell’ideare il progetto Torino Factory, mi sono reso conto di una serie di analogie che rimandavano a due esperienze lavorative che avevo conosciuto, ahimè!, solo attraverso letture, racconti e filmati” - racconta Alessandro Gaido, direttore generale del progetto: “quelle di Jean Rouch e Marco Di Castri con Enigma e di Spike Lee in Fa’ la cosa giusta. Dalla prima mi piacerebbe che Torino Factory prendesse le mosse per ricreare un collettivo dove professionisti esperti possano passare il proprio sapere cinematografico alle nuove generazioni e ricevere in cambio nuovi stimoli creativi. Dal secondo vorrei rubare la stessa atmosfera di collaborazione e attivismo sociale che il regista afroamericano costruì con gli abitanti dei quartieri di Brooklyn dove girò il suo film di denuncia”.