giovedì 16 novembre 2017

Torna dal 24 novembre anche lo spazio del TFF OFF

Il TFF OFF nasce nel 2011, in occasione della 29esima edizione del Torino Film Festival, con l’obiettivo di offrire uno spazio alternativo di discussione e confronto sul TFF, per dare a tutti gli appassionati della settima arte la possibilità di esprimersi e confrontarsi su uno dei principali eventi culturali della città, per offrire a chi vuole far parte della redazione di volontari uno spazio libero di dibattito e analisi.

Durante le giornate del Torino Film Festival (24 novembre – 2 dicembre) il TFF OFF sarà aperto, presso la Sala Principi d’Acaja del Rettorato dell’Università degli Studi di Torino in Via Verdi 25, tutti i giorni dalle 14 alle 18.

Lo spazio OFF è stato concepito come luogo di confronto orizzontale, lontano dai riflettori, dove gli appassionati di cinema possono incontrare i protagonisti del Festival e costruire una riflessione critica sulla rassegna, in un flusso orizzontale di saperi e opinioni.
Il TFF OFF è uno spazio complementare al Torino Film Festival e allo stesso tempo inedito, dove si incontreranno ospiti del Festival (registi, sceneggiatori, e così via) al di fuori delle sale cinematografiche e si proporranno presentazioni, documentari, mostre e incontri tematici, con un programma di eventi collaterali al Torino Film Festival che fornirà quindi un supporto logistico alla kermesse cinematografica torinese.

Tutti i giorni, dalle 14 alle 16 vengono realizzate le video - interviste a registi e protagonisti del TFF, mentre dalle 16 alle 18 lo spazio è aperto al pubblico per assistere a incontri, presentazioni e proiezioni.



TFF OFF nasce da un’idea di Altera e Centro di Cooperazione Culturale ed è realizzato in collaborazione con UCCA (Unione Circoli Cinematografici Arci), Museo Nazionale del Cinema e Torino Film Festival.

PROGRAMMA
Il programma degli eventi verrà comunicato quotidianamente poiché si "compone" quasi in diretta. Qui gli appuntamenti già fissati:

Lunedì 27 novembre h 15.00
Presentazione del libro "Richard Linklater. La deriva del sogno americano" di Francesca Monti e Emanuele Sacchi. Editore Bietti
La più completa monografia italiana sullo straordinario cineasta texano, arricchita dagli interventi di suoi intimi amici, traccia un percorso autoriale che unisce le apparenti contraddizioni della sua filmografia e sottolinea l’enorme importanza del suo lavoro per il cinema contemporaneo.
Se non appartenete alla schiera dei suoi fan forse il nome non vi è noto. Eppure, è molto probabile che abbiate visto almeno uno dei suoi film: perché al cinema di Richard Linklater prima o poi si incappa. Magari attraverso le vicende di due suoi amanti da feuilleton romantico, Ethan Hawke e Julie Delpy, che si incontrano su un treno Prima dell'alba e cambiano per sempre le loro vite. O passando per un finto insegnate un po' matto che insegna AC/DC e Led Zeppelin alla School of Rock. O ancora seguendo dodici anni di una famiglia in tempo reale in Boyhood, uno dei più arditi esperimenti del cinema recente. Tutto questo e molto altro ancora e Richard Linklater: sperimentale, indipendente, filosofico, e anche amante dello sport, ribelle, americanissimo.

Venerdì 1 dicembre h 17.00
Presentazione del libro “Storia del cinema” di Mark Cousins
Creatività e innovazione, come è cambiata l'ottava arte nel mondo.Tradotto in italiano da Utet il libro del regista e critico irlandese. Nelle librerie dal 14 novembre. Prefazione di Alberto Barbera.
Cousins racconta attraverso 900 opere il “secolo lungo” del cinema. Dall'Etiopia, all'India, al Sud America e all'Australia, l'autore ricostruisce con uno sguardo «curioso e originale» (così lo definisce Alberto Barbera nella Prefazione al volume) una mappa del cinema nel mondo. Le parole chiave del libro sono “creatività” e “innovazione”. Ne La storia del cinema di Cousins non sono analizzati i film più belli ma quelli che hanno contribuito a innovare il linguaggio del grande schermo nelle 3 grandi epoche: quella del Muto (1895-1928), del Sonoro (1928-1990) e del Digitale (dal 1990 in poi). Dove è passata la rivoluzione? Dalla locomotiva dei fratelli Lumiere alla realtà virtuale, tutte le opere che hanno cambiato la storia del cinema.
«Ho voluto scrivere un libro più puro – rivela Mark Cousins nell'Introduzione a La storia del cinema –, che si concentrasse maggiormente sul medium piuttosto che sull’industria. Nella lettura, quindi, incontrerete film che non avete mai visto e che forse non vedrete mai. Non sento di dovermi scusare per questo, perché non volevo raccontare una storia del cinema distorta dalle bizze del mercato. Questo libro si occupa anche di film mainstream, ma per lo più mi sono concentrato su quelli che ritengo essere i lavori più innovativi di ogni nazione o periodo».
La scrittura scorrevole e brillante fa de La storia del cinema di Mark Cousins un libro per un pubblico molto più ampio che non quello degli addetti ai lavori. Nello stile della migliore saggistica anglosassone è un libro colto e divulgativo allo stesso tempo.Prefazione di Alberto Barbera, critico cinematografico e direttore della Mostra del Cinema di Venezia
Mark Cousins è autore, critico, produttore e regista. È stato direttore del Festival Internazionale del Cinema di Edimburgo e il pioniere del gruppo di discussione Scene by Scene, adattato poi come serie tv dalla BBC e come libro. Cousins collabora abitualmente con Sight and Sound, Prospect e The Times. È stato giurato nella sezione Orizzonti all'ultima Mostra del cinema di Venezia.