mercoledì 30 maggio 2018

Cinemambiente 21: i film di Panorama

"Deserto Verde"
La sezione di Cinemambiente dedicata ai film fuori concorso presenta 10 titoli – cui si aggiunge una mini-antologia monotematica di 5 titoli scelti appositamente per il Festival dal PAV - Parco Arte Vivente – di origini, argomenti e formati eterogenei.

La proiezione di Viaje a los pueblos fumigados (sabato 2 giugno, ore 22.30, Cinema Massimo 1) rende omaggio a Fernando “Pino” Solanas, cui il Festival assegna il premio speciale “Movies Save the Planet” 2018, il riconoscimento conferito ogni anno a un regista che ha radicato nella propria opera il tema dell’ambiente e della natura. Il film proposto è l’ultimo, ottavo capitolo di una serie con cui il regista argentino, da ormai più di 15 anni dedito alla produzione di documentari, ha raccontato le contraddizioni e le vicissitudini storiche, economiche e ambientali del suo Paese. Il nuovo lungometraggio è frutto di un viaggio tra le comunità stanziate nella provincia di Salta, nel Nord dell'Argentina, dove le foreste secolari vengono eliminate per far posto a enormi piantagioni di soia. Cacciati dai loro villaggi, gli agricoltori indigeni allo sbando devono affrontare fumigazione, deforestazione, piogge senza preavviso di erbicidi spruzzati dagli aerei che contaminano terreni e falde acquifere: una devastazione ambientale con conseguenze incalcolabili, che sta minando non solo la salute, ma anche la cultura e le tradizioni delle popolazioni locali.

Diretto dal serbo Boris Mitić, In Praise of Nothing, poetica riflessione sul Nulla e sul nostro Pianeta narrata da Iggy Pop, sarà il film di chiusura del Festival, in proiezione dopo la cerimonia di premiazione (martedì 5 giugno, ore 20.30, Cinema Massimo 1). Tra luoghi comuni, intuizioni profonde, osservazioni poetiche e piccoli misteri, il testo scritto dallo stesso regista accompagna il viaggio del Nulla, personaggio intraprendente, che stanco di essere frainteso, fugge di casa e attraversa otto catene montuose e otto mari, osservando la vita e la morte, la politica, il rapporto tra uomini e donne e commentando tutto ciò che vede. Il ritmo della narrazione accompagna una serie di immagini di un’idea del nulla, filmate in tutto il mondo da sessantadue direttori della fotografia.
Con una proiezione speciale, il Festival festeggia i 50 anni di una storica pellicola italiana “pre-ambientalista”, Serafino (martedì 5 giugno, ore 17, Cinema Massimo 3), rendendo omaggio anche all’antesignano impegno green e al sempre dichiarato amore per la natura del suo celebre interprete, Adriano Celentano. A commentare il film di Pietro Germi che nel 1968, in pieno boom economico, celebra il mondo contadino attraverso il personaggio del giovane pastore dal cuore di bambino, interverranno il compositore e pianista Vince Tempera, i critici cinematografici Enzo Lavagnini e Sergio Toffetti e l’ambientalista Roberto Della Seta.

Il Festival rende omaggio anche ad Antonietta De Lillo presente nella giuria del Concorso internazionale documentari, con la proiezione del suo film più recente, Il Signor Rotpeter (lunedì 4 giugno, ore 21, Cinema Massimo 3). Ispirato al racconto di Franz Kafka Una relazione per un’Accademia, in cui una scimmia, diventata uomo, espone all’università le fasi della sua metamorfosi – specchio di una condizione contemporanea snaturante e costrittiva – il mediometraggio vede protagonista Marina Confalone, premio speciale ai Nastri d’argento 2018 per la sua straordinaria interpretazione. La proiezione sarà seguita dall’incontro con la regista.
Di temi e ambientazioni molteplici gli altri film italiani presenti nella sezione. Deserto verde (sabato 2 giugno, ore 18, Centro Studi Sereno Regis), di Davide Mazzocco, prende il via dalle testimonianze dei sopravvissuti al devastante incendio di Pedrógão Grande in Portogallo, nel giugno 2017, per soffermarsi su una delle principali cause del disastro: la siccità prodotta dalla monocoltura dell’eucalipto. Con l’aiuto dell’ingegnere zootenico e ambientale João Camargo, il film analizza le conseguenze che derivano dalle coltivazioni intensive e dall’eliminazione della biodiversità non solo sotto il profilo ambientale, ma anche sociale ed economico. La proiezione sarà seguita da un incontro con il regista e con la fisica ambientalista, drammaturga e performer Guendalina Tondo.

Sarimihetsika (venerdì 1 giugno, ore 18, Centro Studi Sereno Regis), di Enrico Iannaccone, prende il titolo dalla parola malgascia con cui si indica il cinema, ovvero l’“immagine in movimento”. Il film rende omaggio alla meravigliosa terra del Madagascar con un susseguirsi di immagini della sua natura placida e maestosa, spettatrice impassibili di vite umane difficili. La proiezione sarà seguita dall’incontro con il regista e lo zoologo Franco Andreone e dal concerto di Olga del Madagascar, accompagnata dai musicisti Tatè Nsongan e Badara Dieng. Originale docu-musical, The Harvest (domenica 3 giugno, ore 18, Centro Studi Sereno Regis), di Andrea Paco Mariani, esplora il fenomeno del nuovo caporalato di cui sono oggi vittime migliaia di lavoratori stranieri in Italia. Girato all’interno delle comunità Sikh stanziate stabilmente nella zona dell’Agro Pontino, il film denuncia, attraverso la storia del raccoglitore Gurwinder, le condizioni estreme di sfruttamento su cui si sostiene oggi l’industria agro-alimentare nazionale. La proiezione sarà seguita da un incontro con il sociologo e giornalista Marco Omizzolo. Ispirato a una storia vera, Resina (domenica 3 giugno, ore 22.30, Cinema Massimo 1), di Renzo Carbonera, racconta invece la parabola di Maria, giovane violoncellista che, delusa dallo spietato mondo dello spettacolo, fa ritorno al paesino di montagna delle sue origini: una piccola comunità alle prese con difficoltà economiche e i primi effetti del cambiamento climatico, un microcosmo che sembra ormai destinato all’oblio, ma che, invece, attraverso la musica — e la nascita di uno strampalato coro polifonico maschile diretto da una donna – si rianima e riacquista speranza. La proiezione sarà seguita da un incontro con il regista e il protagonista Thierry Toscan.

Da CAAB a FICO. Una storia di eccellenza italiana (domenica 3 giugno, ore 18, Cinema Massimo 3), di Francesco Conversano e Nene Grignaffini, racconta la storia del Parco agroalimentare più grande del mondo – sorto alla periferia nord-est di Bologna – dal suo concepimento, nel 2012, all’inaugurazione, avvenuta lo scorso novembre 2017: un progetto che ha scommesso, in primo luogo, sull’energia pulita, dando vita al più grande impianto fotovoltaico d’Europa. La proiezione sarà seguita da un incontro con Andrea Segré, docente di Politica agraria internazionale e comparata all'Università di Bologna, con Duccio Caccioni, direttore Marketing e Qualità del Centro AgroAlimentare di Bologna, e con il giornalista Simone Arminio. Carta bianca al PAV – Parco Arte Vivente: La macchina estrattiva (domenica 3 giugno, ore 16, Cinema Massimo 1) propone cinque titoli tra corto e mediometraggi, prodotti in diversi Paesi europei ed extraeuropei. Scelti tra quelli esposti al Parco Arte Vivente negli ultimi due anni, i film presentati indagano il rapporto antagonista tra attivismo ambientale e politiche neoliberiste su scala globale che, a dispetto dell'imminente esaurimento dei combustibili fossili, continuano a devastare con l’attività estrattiva immense aree del Pianeta. La proiezione sarà seguita da un incontro con Enrico Bonanate, direttore del PAV-Parco Arte Vivente, Centro Sperimentale di Arte Contemporanea di Torino.

Completa la sezione il cortometraggio Feu (lunedì 4 giugno, ore 22.30, Cinema Massimo 1), realizzato da R-Eact, un gruppo di studenti del Corso di Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente, della Cultura e del Territorio presso l'Università degli Studi di Torino, che hanno voluto offrire uno spunto di riflessione in chiave artistica sul tema degli incendi nel nostro territorio, in particolare sui roghi che lo scorso anno hanno distrutto 7mila ettari di bosco in Piemonte. Nel film la protagonista è la Val di Susa, pronta al sonno invernale e improvvisamente trasformata in un inferno di devastazione, mentre immagini e suoni dicotomici si dipanano su una linea temporale scandita dalle fiamme. La proiezione sarà seguita da un incontro con gli autori.