lunedì 20 agosto 2018

La settimana di Cinema a Palazzo Reale dal 21 al 26 agosto

"I Vitelloni"
Nel Cortile di Palazzo Reale prosegue per tutto agosto “Cinema a Palazzo Reale”, organizzata da Distretto Cinema con i Musei Reali, il Museo Nazionale del Cinema, la Regione Piemonte e il Comune di Torino. Proiezioni sempre alle 22.

Martedì 21, "Operazione sottoveste",  film commedia del 1959 diretto da Blake Edwards, interpretato da Cary Grant e Tony Curtis. Il cast include diversi attori che sono diventati attori televisivi negli anni '60 e '70: Gavin MacLeod di "Love Boat" e "Un equipaggio tutto matto", Marion Ross di "Happy Days" e Dick Sargent di "Vita da strega".  E' inserito nel ciclo "Amore e altre amenità" che propone, all'interno di "Cinema a Palazzo Reale", cinque prospettive possibili per declinare il sentimento e la passione.

Mercoledì 22, "I vitelloni", film del 1953 diretto da Federico Fellini, selezionato tra i 100 film italiani da salvare. Il film è incentrato sulle vicende di un gruppo di cinque giovani: l'intellettuale Leopoldo, il donnaiolo Fausto, il maturo Moraldo, l'infantile Alberto e l'inguaribile giocatore Riccardo. Fu il primo titolo di Fellini distribuito all'estero. Campione di incassi in Argentina, andò bene in Francia e Gran Bretagna e uscì negli Stati Uniti nel novembre 1956. La sceneggiatura - scritta da Fellini, Flaiano e Tullio Pinelli - è stata candidata agli Oscar del 1958. Il lungometraggio fu presentato nella selezione ufficiale della 14ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
La trama, scritta inizialmente da Ennio Flaiano, era stata concepita per essere ambientata a Pescara. Fellini decise invece per Rimini, sua città natale e anch'essa una città costiera sul Mare Adriatico. Tuttavia le riprese si svolsero tra Firenze, Viterbo, Ostia e Roma.
Curiosità. Il personaggio di Riccardo è interpretato da Riccardo Fellini, fratello del regista. La voce di Fausto, interpretato da Franco Fabrizi, è doppiata da Nino Manfredi. Nell'ultima scena del film la battuta di Moraldo che saluta Guido dal treno è doppiata da Federico Fellini stesso per rimarcare l'elemento autobiografico della sua partenza dalla città natale.
Viene presentato per "Proibitissimo", la ricerca di Irene Dionisio, con la curatela di Viola Invernizzi e la collaborazione di ANMC, Vittorio Sclaverani, con il supporto di Centre d'Art Contemporain Gèneve, Wild Strawberries e Hangar Creatività, Regione Piemonte, sulla censura nel cinema italiano dal Dopoguerra al '98.


Giovedì 23, "Come eravamo" di S. Pollack. Ottiene l'Oscar per la miglior colonna sonora e la miglior canzone ("The Way We Were" di Marvin Hamlisch), nonché la nomination alla Streisand come miglior attrice. Al botteghino è un grande successo e contribuisce (con “La stangata”, sempre del 1973) all'affermazione definitiva di Robert Redford come divo del firmamento hollywoodiano. Curiosità: durante il discorso di Kate agli studenti contro l'intervento degli Stati Uniti nel conflitto mondiale, il doppiaggio modificò la parola originale " Hitler " con quella di Mussolini.

Venerdì 24, "Vertigine" di O. Preminger, premio Oscar nel 1945 miglior fotografia in bianco e nero.
Viene presentato per il ciclo dedicato al noir.

Sabato 25, "In the mood for love" di W. Kar-wai. Conosciuto anche con il titolo originale cantonese “Faa yeung nin wa” è un film di Hong Kong del 2000 diretto da Wong Kar-wai. Il titolo cinese significa «L'età della fioritura». Il lungometraggio è ispirato al romanzo breve “Un incontro” di Liu Yichang. L'autorevole rivista del British Film Institute Sight & Sound l'ha inserito tra i 30 film chiave del primo decennio del XXI secolo. Nel 2016, il canale audio-televisivo britannico BBC ha compiuto un sondaggio tra 177 critici cinematografici da 36 paesi. Lo scopo è stato quello di individuare il più grande film del 21° secolo (tra quelli distribuiti in sala tra il 2000 e il 2015): "In the Mood for Love" si è guadagnato il secondo posto in classifica, dopo “Mulholland Drive” (al primo posto) e prima de “Il petroliere” (al terzo posto). 

Domenica 26, "I quattrocento colpi", film del 1959 diretto da François Truffaut, al suo primo lungometraggio. Il titolo italiano, traduzione letterale dal francese, fa perdere il senso che ha nella lingua originale, in cui si riferisce all'espressione "faire les quatre cents coups" corrispondente più o meno al modo di dire italiano "fare il diavolo a quattro", o meglio ancora, in questo caso, "combinarne di tutti i colori", "esser turbolento, ribelle". Venne proiettato in pubblico la prima volta il 4 maggio 1959 al 12º Festival di Cannes, dove vinse il Premio per la migliore regia e il premio dell'OCIC (Office Catholique International du Cinéma).

UTILITIES
Inizio spettacoli ore 22. Il costo del biglietto intero (laddove non diversamente indicato) è di 6 euro. Ingresso ridotto a 5 euro per universitari, Abbonamento Torino Musei, dipendenti MiBACT e Soci CRAL BBCC “Rino Rossi”. Gli over 65 anni pagano 4 euro. Conveniente la formula dell’abbonamento alla rassegna: la tessera per dieci film costa 40 euro. Ci sono alcune serate speciali con biglietto unico.Chi acquista il biglietto di ingresso ai Musei Reali ha diritto al biglietto ridotto allo spettacolo. Viceversa, il biglietto del film dà diritto all’ingresso ridotto ai Musei Reali (€ 10). Presentando alla Gam il biglietto intero degli spettacoli di Cinema a Palazzo Reale sarà possibile entrare con ingresso ridotto alla mostra, e con i biglietti di ingresso di Palazzo Madama, Mao e Gam si potrà usufruire dell’ingresso ridotto alla rassegna e viceversa.