lunedì 29 ottobre 2018

100 anni di pace: una mostra transmediale al Centro Studi Sereno Regis

Il Centro Studi Sereno Regis presenta 100 anni di pace: la sua costruzione, dal Novecento a oggi, una mostra transmediale di storie di nonviolenza da scoprire, dedicata a Nanni Salio.

È una storia a tratti silenziosa quella che sarà raccontata, fatta di piccoli, ma enormi passi, tra i più noti e spesso bellici eventi mondiali e che si snoda lungo tre percorsi tematici, raccolti intorno alla grande cupola geodetica costruita dalla scenografa Paola Bizzarri. La mostra transmediale 100 anni di pace è realizzata grazie al sostegno di Fondazione CRT e con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese; gode del patrocinio della Città di Torino e della media partnership di RSI – Radiotelevisione svizzera ed eHabitat.

La mostra transmediale sarà inaugurata venerdì 2 novembre alle ore 17.00 nella sala Gabriella Poli del Centro Studi Sereno Regis, articolandosi tra i no alla guerra, le lotte per i diritti civili tra difese e conquiste, i movimenti per la tutela dell'ambiente. La prima sezione – No alla guerra – vedrà susseguirsi le storie di pace attraverso le forme di resistenza civile, i movimenti e le azioni nonviolente contro il militarismo e per l'obiezione di coscienza. La seconda sezione – Satyagraha, la forza della non violenza per costruire giustizia – ci parlerà delle forme di resistenza nonviolenta contro il colonialismo e dei movimenti per i diritti civili e la giustizia economica e sociale in tutto il mondo. La terza sezione – Gaia, la nostra casa comune – rifetterà sulla preservazione dalle violenze sui socioeco-sistemi: campagne contro il nucleare e gli inquinamenti industriali, manifestazioni contro le grandi dighe e land-grabbing; azioni per i diritti animali, sviluppo dell'ecofemminismo e protezione della stabilità climatica.



“Era importante nel pensare all'allestimento – dichiara la scenografa Paola Bizzarri, collaboratrice tra gli altri di Silvio Soldini, Nanni Moretti e David di Donatello nel 2011 – che la forma visiva fosse coerente rispetto ai contenuti: per questo motivo la struttura è costituita di materiali naturali e ruota intorno a una cupola geodetica di bambù, a simboleggiare una struttura molecolare che può riprodursi all'infnito. La cupola geodetica è una struttura perfetta che nasce in natura, è una costruzione antisismica che più è grande più è solida, come la partecipazione è la forza di ogni movimento non violento”.

Dicendo “cento anni di pace” - spiega Angela Dogliotti, presidente del Centro Studi Sereno Regis – vogliamo mostrare che “in mezzo alla morte persiste la vita, in mezzo alla menzogna persiste la verità, in mezzo alle tenebre persiste la luce” (M.K.Gandhi) . È sbagliato disperare e lasciare che la violenza sia vista come regina della storia. Ci sono percorsi di pace dopo le guerre, semi gettati durante i confitti violenti, e sempre – in ogni tempo – pensieri e azioni che la contemplano come obiettivo. Lotte nonviolente caratterizzate da coraggio, empatia, unità, resistenza, disobbedienza civile, organizzazione politica alternativa e anche compassione e umiltà.

Dopo 500 anni di sfruttamento, nel corso del Novecento il continente africano e quello asiatico tentarono di liberarsi dal colonialismo occidentale, che a tratti aveva assunto caratteri di vera e propria predazione. Un percorso che non è ancora finito: oggi, al giogo militare e politico si è spesso sostituito lo sfruttamento economico. In Asia Gandhi riuscì a guidare il popolo indiano nella liberazione dall'oppressione brittanica. Più a nord, in Pakistan, brillo la luce nonviolenta di Abdul Gafar Khan. In Africa, ispirati dall'azione di Gandhi, Patrice Lumumba, John Luthuli, Kwame Nkrumah, Kenneth Kaunda guidarono l'opposizione al potere bianco. La stessa Europa, con i movimenti giovanili, ma anche con le obiezioni di coscienza, contribuì a porre fne a quel secolare abuso. La lotta contro il colonialismo nelle Americhe e in Australia assunse toni, se possibile, ancora più drammatici. In quei contesti, il colonialismo europeo aveva sterminato quasi totalmente le popolazioni indigene: a inizio Novecento non rimanevano che poche migliaia di nativi a rivendicare una ormai impossibile indipendenza.

In programma anche un po' di cinema.

Oggi, 29 ottobre alle 18.00, presso il Polo del '900, proiezione del flm concerto Non ne parliamo di questa guerra di Fredo Valla (2017, 65') in collaborazione con Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Fondazione Vera Nocentini e Emergency Infopoint Torino. La presentazione è a cura di Donatella Sasso (Ist. Salvemini) e Dario Cambiano (Centro Studi Sereno Regis).

Martedì 6 novembre, presso la sala Gandhi del Regis, alle ore 18.00 è proiezione del documentario Etty Hillesum: cuore pensante della baracca di Werner Wieck e Andrea Andriotto (2004, 50'), prodotto da RSI. La proiezione sarà introdotta dalla storica Marcella Filippa, direttrice della Fondazione Vera Nocentini.