lunedì 22 ottobre 2018

eVISIONI 2018, una rassegna fuori e dentro il carcere

Torna eVISIONI, rassegna cinematografica e teatrale, a cura del Dipartimento di Giurisprudenza, del progetto Cittadinanze del Campus Luigi Einaudi e del Museo della memoria carceraria di Saluzzo, cambia la sua conformazione perché prevede proiezioni in contemporanea oltre che nella tradizionale sede del Campus Luigi Einaudi anche alla Casa Circondariale Lorusso Cutugno di Torino.

La sesta edizione è partita con "Je 'so pazzo", alla presenza del regista e proseguirà con "Fuori fuoco" di Erminio Colanero, Rosario Danise, Thomas Fischer, Rachid Benbrik, Alessandro Riccardi e Slimane Tali. Appuntamento giovedì 25 ottobre 2018 alle ore 17 al Campus Luigi Einaudi (Aula Magna, Lungo Dora Siena 100/A). Ne discutono, con il produttore Oreste Crisostomi, Vittorio Sclaverani (Associazione Museo Nazionale del Cinema) e Bruno Mellano (Garante dei diritti delle persone private della libertà della Regione Piemonte).

Giovedì 8 novembre alle 17 al Campus Luigi Einaudi è in programma "Il Clan dei Ricciai" di Pietro Mereu, che ne discuterà con Valentina Noya (Associazione Museo Nazionale del Cinema) e Monica Cristina Gallo (Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Torino).
In chiusura il 15 novembre il teatro con "Benedetta" di Mimmo Sorrentino,

"Alla platea degli studenti e dei docenti universitari - spiega il curatore Claudio Sarzotti - si affiancherà anche un pubblico di persone recluse che vedranno con uno sguardo inconsueto i docu-film in rassegna che ricostruiscono la realtà difficile delle istituzioni totali. Altra novità di quest’anno, la possibilità sia per il pubblico del Campus, sia per quello della Casa circondariale di esprimere un giudizio sui docu-film presentati. Attraverso il blog Dentro e Fuori e il sito del Museo della Memoria carceraria di Saluzzo sarà possibile non solo esprimere tale giudizio, ma anche inviare recensioni delle opere visionate, le migliori delle quali verranno anche pubblicate sui siti appena citati. Di qui il titolo della rassegna che fa riferimento alla visione dei docu-film da parte di un pubblico che, per un verso, è inatteso in quanto si è abituati a vederlo come oggetto di osservazione piuttosto che nella veste di colui che vede ed esprime un giudizio e, al tempo stesso, è in attesa che quel periodo penoso trascorso nell’istituzione totale abbia termine per tornare alla libertà".