martedì 15 gennaio 2019

Francesco Barilli al Massimo ospite di Parole&Cinema

Nell’ambito del ciclo Parole&Cinema, rassegna dedicata alla presentazione di libri che affrontano sotto molteplici aspetti la settima arte, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) presenta il volume Poltrone rosse e altri racconti di Francesco Barilli edito da Il Foglio Letterario.
Parteciperanno insieme all'autore Francesco Barilli, il critico Fabio Zanello ed Edoardo Peretti curatore di Parole&Cinema; a seguire verrà proiettato il film Prima della rivoluzione di Bernardo Bertolucci, dove Barilli interpreta il ruolo del giovane e arrabbiato protagonista. L'appuntamento è in programma lunedì 21 gennaio alle ore 20,45 presso la sala 3 del Cinema Massimo (Via Verdi 18, Torino), l'ingresso è unico di 4,00 Euro.

È davvero poliedrica la figura di Francesco Barilli: pittore, scenografo, regista (Il profumo della signora in nero e Pensione paura), attore (Prima della rivoluzione, La parmigiana) e sceneggiatore (Chi l’ha vista morire?). “Quello della mia adolescenza è stato un periodo particolare e straordinario. A Parma c'era un cinema minuscolo, che esiste ancora ma è chiuso da anni: il Piccolo Teatro gestito da un prete fantastico, Don Saccani, che era letteralmente pazzo per il cinema. In quel luogo ci potevi trovare Bernardo e Giuseppe Bertolucci, che aveva ancora i pantaloni corti. Noi eravamo gli assidui, i sempre presenti. Don Saccani proponeva delle proiezioni settimanali a tema.
Era fantastico. In sostanza, grazie a lui è come se avessi studiato cinema all'università e ho visto di tutto e di più. Totò, Macario, Stanlio e Ollio e il cinema d'essai. Il ricordo della proiezione di Metropolis è indelebile nella mia memoria così come la scoperta del noir americano che ancora amo.”

Prima della rivoluzione (Italia 1964, 111') è il secondo film di Bernardo Bertolucci e rappresenta anche la sua consacrazione da regista che aveva esordito con Pasolini. Ispirato a La Certosa di Parma di Sthendal, il cui scheletro narrativo è stato trasportato e adattato agli anni in cui ribolliva la disillusione, lo smarrimento e la rabbia giovanile e di cui sono stati mantenuti i nomi dei personaggi, racconta di Fabrizio (Francesco Barilli), giovane di buona famiglia che soffre del suo essere contemporaneamente borghese e comunista. Traumatizzato dalla morte di un amico, si innamora della sofisticata Zia Gina (Adriana Asti), si lega al professore marxista Cesare (il celebre critico Morando Morandini) e trascorre le sue giornate tra aspirazioni rivoluzionarie, disorientamenti intimi e politici, cinefilia e disillusioni.

La proiezione del lungometraggio, in versione restaurata, sarà anche un modo per ricordare e rendere omaggio a un grande autore del cinema che ci ha recentemente lasciato. “Un regista – dichiara Barilli – ha l'obbligo morale di raccontare - facendole vedere - cose che normalmente il pubblico non vede. Noi registi abbiamo l'obbligo morale di non imbrogliare chi paga il biglietto. Vorrei scrivere sui muri W l'arte del cinema!”.