martedì 19 marzo 2019

Il programma di mercoledì 20 marzo a Sottodiciotto

La giornata al Festival Sottodiciotto si apre con un nuovo appuntamento con l’animazione. In cartellone, Mirai (ore 18, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati), l’ultimo capolavoro di Mamoru Hosoda che ha conquistato la critica all’ultimo Festival di Cannes, dove è stato proiettato in anteprima mondiale alla Quinzaine des Réalizateurs, ed è stato tra i film d’animazione candidati all’Oscar 2019. Lungometraggio che rende sempre più concreta la tesi di quanti indicano nel regista di La ragazza che saltava nel tempo e di Wolf Children il vero erede di Miyazaki, Mirai è un film a misura di bambino e, allo stesso tempo, una riflessione sull’infanzia e sul trascorrere del tempo e delle generazioni in grado di emozionare anche i più grandi. Il protagonista della storia è il piccolo Kun, quattro anni passati in perfetta felicità, tra coccole e vizi di mamma e papà, finché non arriva la sorellina Mirai. Geloso, incapace di accettare l’invadente intrusa che monopolizza, con i suoi bisogni primari, le attenzioni dei genitori, Kun trova rifugio nel giardino di casa, dove si erge il magico albero genealogico e dove ogni giorno accadono miracoli straordinari. Qui infatti Kun può incontrare tutti i suoi affetti più cari in epoche diverse da quelle reali: la madre bambina, il nonno giovane, il padre ragazzino e, persino, una Mirai adolescente, in arrivo dal futuro, che lo aiuterà a scoprire il lato umano delle persone, a capire le sue origini e a ritrovare la sua identità e il suo ruolo all’interno del piccolo universo familiare.

Sempre nel pomeriggio, il cartellone presenta Lo specchio immobile: sul senso del selfie (ore 18, il Circolo dei lettori), quinto appuntamento di Wikicampus, il ciclo di incontri dedicato all’approfondimento del tema dell’autorappresentazione nella società contemporanea che costituisce il leitmotiv dell’edizione 2019 del Festival. Nel corso dell’incontro, Massimo Leone, professore ordinario al Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione e Culture dei Media dell’Università degli studi di Torino, analizzerà specificamente il fenomeno della diffusione di selfie come una delle manifestazioni della semiosfera digitale contemporanea caratterizzata principalmente da una valorizzazione ideologica del tempo presente, diffusa in particolare tra i millennials e i giovanissimi della generazione Zeta.
In serata il Festival propone Cetáceos (ore 20, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati), coproduzione italo-argentina e opera prima della regista bonaerense Florencia Percia. Protagonista della storia è la giovane Clara, che decide di andare a vivere insieme ad Alejandro in una casa nuova. Pochi giorni dopo il trasloco, però, Alejandro è costretto a mettersi in viaggio per lavoro. La sua assenza, l’aspetto desolato delle stanze cosparse di casse ancora imballate, il rapporto con i nuovi vicini generano in Clara uno stato di insofferenza che la induce a frequentare nuove compagnie e a fare cose mai fatte prima. Tra cene, birre e lezioni di Tai Chi, Clara si ritrova in un ritiro spirituale, immersa in un mondo che ha poco a che fare con la sua vita precedente. Anche se, a distanza, finge con Alejandro una normalità inesistente, Clara si accorge che le sue priorità non sono più le stesse di prima. Sospeso in quel limbo misterioso, fatto di emozioni contrastanti e sentimenti sospesi che conduce al cambiamento, il film è  un invito – come dice la sua autrice – “a non lasciarsi sommergere da una routine che non mettiamo in discussione, a non rassegnarsi a un’esistenza determinata dai ruoli sociali che abbiamo in ufficio, nella coppia, con gli altri”, ma, invece, “a scoprire certe intensità della vita, conoscere, costruire e pensare altri mondi, percorrere spazi inaspettati, sentendo stupore e meraviglia, immaginando se stessi in modi impensati”. Introduce la proiezione il produttore (per l’Italia) del film Alfredo Federico.

In seconda serata il cartellone presenta Tarnation (ore 22.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati) di Jonathan Caouette, sesto titolo della retrospettiva “This Is Not a Selfie”, legata anch’essa al tema dell’autorappresentazione centrale in quest’edizione del Festival. Il film autobiografico del regista e attore statunitense, girato nell'arco di circa 20 anni, risultato dell’assemblaggio di centinaia di ore di registrazioni di filmini in Super 8, spezzoni di video-diario, fotografie, home movies, è, come suggerisce il titolo stesso, la storia di una "maledizione". Fin dall'infanzia e per tutta la giovinezza Caouette ha, infatti, documentato il suo inferno personale, una vita di dolore e dannazione accanto a una madre violenta e psicotica, riuscendo poi a dare forma cinematografica compiuta, nel 2003, ai materiali raccolti grazie alla produzione esecutiva di John Cameron Mitchell e di Gus Van Sant. Film visionario e psichedelico, in grado di innovare profondamente un genere, Tarnation è stato definito “uno sconvolgente, perturbante, eccessivo, estremo modo di fare autobiografia e di rivoluzionare il modello per raccontare e raccontarsi”. La proiezione è presentata in collaborazione con Lovers Film Festival. Introduce la proiezione Irene Dionisio, direttrice di Lovers Film Festival.

Tutti gli appuntamenti e le proiezioni del Festival sono a ingresso gratuito.