«Non potevamo che venire qui a girare una delle scene finali del film e della nostra esalogia: nella sala 3 del cinema Massimo, a gennaio del 2019, si è svolta la prima del primo titolo del progetto, “La paura trema contro”. Così chiudiamo il cerchio»: a parlare è Pupi Oggiano, regista e autore (insieme – nei vari titoli – ad Antonio Tentori e Gabriele Farina) di un progetto unico al mondo, una serie di film legati tra loro ma anche indipendenti, che hanno affrontato i generi per arrivare a quest’ultimo pezzo, la cui prima proiezione è prevista dopo l’estate, ovviamente al Massimo (ma nella grande e capiente sala 1, nel frattempo il pubblico è cresciuto molto).
Sono passati cinque anni, si diceva, e ora anche la lunga frase costituita dai sei titoli dei film è completa: “La paura trema contro: Ancora pochi passi Nel ventre dell’enigma E tutto il buio che c’è intorno Svanirà per sempre Contro un iceberg di polistirolo”.
«Avevo tanti soggetti diversi, scritti nel corso del tempo, quando anni fa curiosavo sui set di Dario Argento e di altri film horror. Un giorno mi è venuta l’idea di legarli tra loro, costruire una trama orizzontale che li lasciasse indipendenti ma che sapesse anche portare avanti il progetto: ho cercato in giro, ma non ho trovato altri esperimenti di questo tipo, mi piace aver creato una cosa unica, una esalogia in cui le trame e anche gli stessi titoli aiutano a costruire il racconto generale». Un progetto che ha visto l’uscita di tutti i film in home video, la pubblicazione di tutte le colonne sonore (sempre realizzate dallo stesso Oggiano) e la novelization delle sceneggiature, curate a turno dai vari autori e sempre pubblicate dalla casa editrice torinese Buendia Books.
La trama di questo sesto film vede Laura, una giovane donna tormentata da una serie di incubi notturni che non la lasciano dormire. Per questo motivo si rivolge ad un noto psichiatra di Torino che la invita a prendere parte ad alcune sedute di gruppo di psicoterapia. Ognuno dei partecipanti alle sedute ha un problema che lo agita e che vorrebbe risolvere. Uno dei pazienti del professor Des però scompare dopo il primo incontro… e non sarà il solo. Ad indagare ancora una volta sarà il commissario Augusto Terzi: «Nei suoi incubi la protagonista, interpretata da Matilde Amato, vede in azione i vari assassini dei film precedenti: li sta solo sognando o c’è qualcosa di più?», aggiunge Farina.
“Contro un iceberg di polistirolo” è quindi in lavorazione: impegnato per la prima volta nell’esalogia come attore anche Antonio Tentori, che deve recitare – proprio nella sala di via Verdi, che per l’occasione sarà la sede di una conferenza sulla paura – un lungo monologo che spiegherà al pubblico definitivamente il senso di tutto il progetto. «Che fatica questa parte – commenta divertito dopo l’ultimo ciak – è un po’ il contrappasso che devo subire per tutti i monologhi che ho scritto nella mia carriera!».
Nel cast (anche) di questo film Diego Casale, volto noto e amatissimo della scena horror (e non solo) italiana, già attore per Argento e presenza costante nei progetti di Oggiano: per la sua interpretazione in “E tutto il buio che c’è intorno” ad aprile scorso è stato nominato come migliore attore non protagonista ai Vespertilio Awards. «Questo viaggio è stato bellissimo: mancava a Torino un gruppo di lavoro così unito e coinvolto, nel corso degli anni sono nate idee e ci siamo aiutati spesso anche su altri progetti…», spiega lo stesso Casale, il cui ruolo in questo ultimo capitolo è avvolto nel mistero.
Chiuso questo film, il gruppo che da anni lo sta realizzando cosa farà? Visto il ritmo e l’entusiasmo con cui hanno lavorato, non rimarranno fermi. La conferma arriva da Gabriele Farina: «C’è già un nuovo progetto, che non gireremo in Piemonte però e che – almeno per ora – consiste in un singolo film. Siamo felici di continuare, questi anni sono stati una faticaccia ma abbiamo anche imparato tanto, insieme».
Articolo di Carlo Griseri


