Cinema e tv per l’evento “RAI, FRAMMENTI PER UN DISCORSO AMOROSO”

La TV per la storia del cinema italiano, presentato dallo storico del cinema, già conservatore della Cineteca Nazionale Sergio Toffetti, il 20 febbraio alle ore 18 al Palazzo della Radio di Torino di via Verdi 31, è il terzo appuntamento del ciclo “RAI, FRAMMENTI PER UN DISCORSO AMOROSO”, serie di incontri dedicati ai 100 anni della Radio e ai 70 della televisione, curati dalla Mediateca Rai di Torino.

Una serata che si dipana in un “blob” di contributi di archivio rari, “quasi” mai più visti che rimanda a sequenze dove si alternano le voci di Alberto Sordi e Luigi Comencini che parlano della caratterista Tina Pica; Marisa Merlini che racconta la vita degli attori negli anni della Seconda Guerra Mondiale; Ugo Gregoretti, regista del documentario, realizzato prima del Gattopardo viscontiano, “La Sicilia del Gattopardo”, vincitore del Prix Italia nel 1960; l’intervista corale a tutte le attrici di “Otto e mezzo” inclusa un’inedita Edda Gale, la Saraghina; Marco Bellocchio in polemica con Luchino Visconti; Nanni Moretti che nel 1984 spiega cosa rappresenta per lui il termine palombella rossa, che sceglierà poi come titolo del suo film del 1989 e infine una struggente Anna Magnani che si racconta al termine di una replica teatrale de La Lupa, diretta da Franco Zeffirelli nel 1965.

“Una storia del cinema italiano non è assolutamente pensabile senza la televisione – dice Sergio Toffetti – non soltanto perché produzioni e coproduzioni RAI hanno consentito la nascita di capolavori del nostro cinema – impossibile citarne anche una minima parte, riassumiamoli tutti nell’ “Albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi. Ma soprattutto perché un fitto palinsesto di settant’anni fatto di rubriche, servizi, backstage, interviste, costituisce una vera e propria “enciclopedia vivente” del cinema italiano: voci, volti, retroscena, polemiche, analisi, dove sfilano protagonisti, comprimari, autori, tecnici, attrici e attori. E dove gli stessi critici cinematografici – in genere nascosti dietro una firma di carta stampata – “ci mettono la faccia” ritrovandosi, in fondo, sullo stesso piano dei personaggi di cui parlano quotidianamente, come nel caso di Beniamino Placido, originale, ironico e disincantato affabulatore.-

Sono previste riprese televisive per la pubblicazione sul sito di Rai Teche e sulla piattaforma Rai Play, la prenotazione è obbligatoria scrivendo a mediateca.torino@rai.it