Giunge al termine la 13^ edizione del Torino Underground Cinefest e anche quest’anno le giurie si sono espresse sulle loro preferenze riguardo i film selezionati nelle categorie competitive Lungometraggi, Documentari e Cortometraggi, alle quali si è aggiunta quella dedicata a opere realizzate con l’Intelligenza Artificiale. Molti gli ospiti che hanno partecipato alla manifestazione e numeroso il pubblico accorso nella sala – ormai casa del festival – del cineteatro Baretti nel quartiere San Salvario a Torino. Altra novità di quest’anno la sezione non competitiva Doc Italia, focalizzata su una selezione di brevi lavori nazionali impegnati a ragionare sulle possibilità del Cinema del Reale, che ha riscontrato un interesse notevole da parte di un pubblico giovane e curioso verso il futuro di questo ambito.
A tale proposito, la seconda edizione del Premio Cinema Futuro a una figura professionale meritevole e promettente del panorama italiano, che alla sua prima edizione ha visto riconosciuta la sceneggiatrice Zelia Zbogar, quest’anno ha insignito della targa la regista e ricercatrice Giulia Cosentino, alla quale il festival ha dedicato un focus con proiezione dei sui quattro cortometraggi e dibattito con l’autrice in collaborazione con il Centro Nazionale del Cortometraggio. Un momento importante che si è rivelato anche emotivamente intenso.
Collaboratrice fin da giovanissima di autori e autrici come Alina Marazzi e Miguel Gomez, Cosentino ha presentato il suo “Se mai le cose” alla SIC&SIC durante l’83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, «Per l’istinto creativo e l’intelligenza emotiva con cui attraversa memoria e immaginario – motiva il direttore artistico Alessandro Amato, che ha voluto consegnare il premio – restituendoci uno sguardo poetico e politico sul presente, capace di rivelare nel passato prospettive di un mondo da costruire insieme con consapevolezza e speranza». La regista riceve il premio con entusiasmo e commenta «Se riguardo indietro al mio percorso, mi rendo conto di avere una lunga storia con Torino, perciò ringrazio il festival per avermi dato questa bella opportunità di tornare».
La giuria composta da il sound designer Paolo Armao, il professionista delle tecnologie digitali immersive Davide Borra e il post-production supervisor Fabrizio Nastasi, ha premiato come Miglior Corto in IA “Sinuca de Bico (Cornered)” dei brasiliani Odair Faléco e Davi Moori.
La giuria Cortometraggi, composta dalle registe Viren Beltramo e Meri Dishnica e la sceneggiatrice Zelia Zbogar ha premiato come Miglior Corto “Earthworm” di Ori Nelinger, in grado di utilizzare il registro grottesco per una denuncia satirica contro ogni sistema che pretende il sacrificio dell’identità personale, e ha voluto dare una Menzione Speciale a “Norheimsund” di Ana Alpizar.
La giuria composta dal produttore Alessandro Carroli, il regista e ricercatore Francesco Dragone e la vicedirettrice del Glocal Film Festival Federica Zancato ha premiato come Miglior Documentario “As the Crow Flies” di Clara Lacombe, breve film che rielabora materiale audiovisivo animato e registrazioni sonore reali per raccontare una storia vera di migrazione, e ha scelto di dare una Menzione Speciale a “Miss Jobson” di Amanda Sans Pantling, intimo e divertente ritratto di Diane Jobson, un tempo amica stretta e avvocata di Bob Marley e oggi attivista in difesa dei diritti civili in Giamaica.
Quest’ultimo ha ricevuto anche il Premio Sooner per la distruzione streaming sull’omonima piattaforma tedesca e su Amazon Prime Video in Nord Europa, insieme al lungometraggio greco “Ridicolous Loves” di Dimitris Katsimiris. La piattaforma torinese Streeen! ha invece scelto per il suo catalogo i documentari “Alice Under the Fig Tree” di Manuela Thayer Requena e “Cyclone” di Michael Tang. Il Premio Piano B Distribuzione per la diffusione nelle sale cinematografiche nel 2027 va all’australiano “Alphabet Lane” di James Litchfield, orrorifico ritratto della solitudine rurale.
Infine la giuria Lungometraggi, composta dal produttore Angelo D’Agostino, il regista Mattia Temponi e l’attrice Viola Sartoretto premia con una Menzione speciale “The Chat Chat Show” di Xavier Tesson e assegna il riconoscimento come Miglior Film a “The Key” di Paul Sportiello. Premio CineLAB per la Miglior Interpretazione, curato da Viola Sartoretto, a Agnieszka Judycka in “Budapest Diaries” del polacco Rafael Kapelinski.
Dichiara il fondatore e direttore generale Mauro Russo Rouge: «Si chiude la tredicesima edizione del Torino Underground Cinefest, un’edizione che ha confermato la crescita del festival anche dal punto di vista della partecipazione del pubblico. In soli sei giorni abbiamo registrato un’affluenza superiore a quella ottenuta in dieci giorni nella scorsa edizione. È un risultato importante, soprattutto considerando la scelta di concentrare il festival in un periodo più breve e con una programmazione più selezionata. Come direttore generale, voglio ringraziare il pubblico, gli autori, i registi, gli ospiti, le giurie, i volontari, i partner e tutte le persone che hanno lavorato alla realizzazione di questa tredicesima edizione. Grazie a tutti e appuntamento alla prossima edizione».

