martedì 19 marzo 2019

Anteprima a Torino il 4 aprile per "Beautiful things"

Finalmente a Torino una proiezione di "Beautiful things" dei registi locali Giorgio Ferrero e Federico Biasin. Miglior film italiano alla 74a Mostra del Cinema di Venezia Giuria Arca, under 26, il film ha girato i festival di tutto il mondo e ora torna in Italia.
L’evento - in programma giovedì 4 aprile alle 21.00 – sala Cabiria (ingresso euro 7,50/5,00) - è organizzato da Museo Nazionale del Cinema e Wanted.

Giorgio Ferrero, Federico Biasin
Beautiful Things (Italia 2017, 94′)
Beautiful Things è un viaggio, una storia in quattro atti dove immagini, parole e suoni sono insolubili tra loro. Quattro mondi che si intersecano in cui perdersi. I protagonisti del film conducono vite lontanissime dalle nostre ma i loro fantasmi nell’armadio ci fanno sentire parte di un unico disegno. Il  film è stato scritto con un approccio musicale, come una partitura in cui le note, le immagini e le parole hanno lo stesso peso e ognuna cerca la propria geometria tra le righe. Il film è dedicato a noi che non sappiamo vivere senza collezionare oggetti semi inutili.

I registi incontreranno il pubblico prima e dopo la proiezione.

Il programma di mercoledì 20 marzo a Sottodiciotto

La giornata al Festival Sottodiciotto si apre con un nuovo appuntamento con l’animazione. In cartellone, Mirai (ore 18, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati), l’ultimo capolavoro di Mamoru Hosoda che ha conquistato la critica all’ultimo Festival di Cannes, dove è stato proiettato in anteprima mondiale alla Quinzaine des Réalizateurs, ed è stato tra i film d’animazione candidati all’Oscar 2019. Lungometraggio che rende sempre più concreta la tesi di quanti indicano nel regista di La ragazza che saltava nel tempo e di Wolf Children il vero erede di Miyazaki, Mirai è un film a misura di bambino e, allo stesso tempo, una riflessione sull’infanzia e sul trascorrere del tempo e delle generazioni in grado di emozionare anche i più grandi. Il protagonista della storia è il piccolo Kun, quattro anni passati in perfetta felicità, tra coccole e vizi di mamma e papà, finché non arriva la sorellina Mirai. Geloso, incapace di accettare l’invadente intrusa che monopolizza, con i suoi bisogni primari, le attenzioni dei genitori, Kun trova rifugio nel giardino di casa, dove si erge il magico albero genealogico e dove ogni giorno accadono miracoli straordinari. Qui infatti Kun può incontrare tutti i suoi affetti più cari in epoche diverse da quelle reali: la madre bambina, il nonno giovane, il padre ragazzino e, persino, una Mirai adolescente, in arrivo dal futuro, che lo aiuterà a scoprire il lato umano delle persone, a capire le sue origini e a ritrovare la sua identità e il suo ruolo all’interno del piccolo universo familiare.

Sempre nel pomeriggio, il cartellone presenta Lo specchio immobile: sul senso del selfie (ore 18, il Circolo dei lettori), quinto appuntamento di Wikicampus, il ciclo di incontri dedicato all’approfondimento del tema dell’autorappresentazione nella società contemporanea che costituisce il leitmotiv dell’edizione 2019 del Festival. Nel corso dell’incontro, Massimo Leone, professore ordinario al Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione e Culture dei Media dell’Università degli studi di Torino, analizzerà specificamente il fenomeno della diffusione di selfie come una delle manifestazioni della semiosfera digitale contemporanea caratterizzata principalmente da una valorizzazione ideologica del tempo presente, diffusa in particolare tra i millennials e i giovanissimi della generazione Zeta.
In serata il Festival propone Cetáceos (ore 20, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati), coproduzione italo-argentina e opera prima della regista bonaerense Florencia Percia. Protagonista della storia è la giovane Clara, che decide di andare a vivere insieme ad Alejandro in una casa nuova. Pochi giorni dopo il trasloco, però, Alejandro è costretto a mettersi in viaggio per lavoro. La sua assenza, l’aspetto desolato delle stanze cosparse di casse ancora imballate, il rapporto con i nuovi vicini generano in Clara uno stato di insofferenza che la induce a frequentare nuove compagnie e a fare cose mai fatte prima. Tra cene, birre e lezioni di Tai Chi, Clara si ritrova in un ritiro spirituale, immersa in un mondo che ha poco a che fare con la sua vita precedente. Anche se, a distanza, finge con Alejandro una normalità inesistente, Clara si accorge che le sue priorità non sono più le stesse di prima. Sospeso in quel limbo misterioso, fatto di emozioni contrastanti e sentimenti sospesi che conduce al cambiamento, il film è  un invito – come dice la sua autrice – “a non lasciarsi sommergere da una routine che non mettiamo in discussione, a non rassegnarsi a un’esistenza determinata dai ruoli sociali che abbiamo in ufficio, nella coppia, con gli altri”, ma, invece, “a scoprire certe intensità della vita, conoscere, costruire e pensare altri mondi, percorrere spazi inaspettati, sentendo stupore e meraviglia, immaginando se stessi in modi impensati”. Introduce la proiezione il produttore (per l’Italia) del film Alfredo Federico.

In seconda serata il cartellone presenta Tarnation (ore 22.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati) di Jonathan Caouette, sesto titolo della retrospettiva “This Is Not a Selfie”, legata anch’essa al tema dell’autorappresentazione centrale in quest’edizione del Festival. Il film autobiografico del regista e attore statunitense, girato nell'arco di circa 20 anni, risultato dell’assemblaggio di centinaia di ore di registrazioni di filmini in Super 8, spezzoni di video-diario, fotografie, home movies, è, come suggerisce il titolo stesso, la storia di una "maledizione". Fin dall'infanzia e per tutta la giovinezza Caouette ha, infatti, documentato il suo inferno personale, una vita di dolore e dannazione accanto a una madre violenta e psicotica, riuscendo poi a dare forma cinematografica compiuta, nel 2003, ai materiali raccolti grazie alla produzione esecutiva di John Cameron Mitchell e di Gus Van Sant. Film visionario e psichedelico, in grado di innovare profondamente un genere, Tarnation è stato definito “uno sconvolgente, perturbante, eccessivo, estremo modo di fare autobiografia e di rivoluzionare il modello per raccontare e raccontarsi”. La proiezione è presentata in collaborazione con Lovers Film Festival. Introduce la proiezione Irene Dionisio, direttrice di Lovers Film Festival.

Tutti gli appuntamenti e le proiezioni del Festival sono a ingresso gratuito.

Sarà Torino ad ospitare l'edizione 2019 degli Screenings

Un nuovo importante appuntamento dell’industria dell’audiovisivo arriva in città, dal 3 al 5 aprile presso il Museo del Risorgimento, per ospitare tutti gli operatori del mercato televisivo, nazionale e internazionale, i rappresentanti delle istituzioni del cinema insieme a molti volti noti e celebrities del piccolo e del grande schermo.

Dopo Firenze, Venezia e Matera è stata la Città di Torino ad essere individuata da Rai come location ideale per organizzare l’edizione 2019 di uno degli appuntamenti di punta del mercato televisivo, Screenings, capace di combinare e coniugare incontri di business con le TV estere, workshop e convegni in presenza di attori, produttori, registi con svariati eventi di gala.

"Siamo felici di aver contribuito a portare sul nostro territorio un evento di rilievo nazionale come gli Screenings – commenta Antonella Parigi, Assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte - e che questa sia un'altra occasione per poter collaborare nuovamente con Rai. L’impegno della Regione Piemonte, a fianco Film Commission Torino Piemonte e FIP Film Investimenti Piemonte, per la realizzazione della manifestazione è volto a coinvolgere e valorizzare gli attori locali, e a rafforzare il ruolo della città e della regione quali centri di riferimento per un settore capace di rappresentare un significativo motore di sviluppo economico".

“Abbiamo accolto con entusiasmo la possibilità di ospitare una rassegna che dimostra ancora una volta il forte legame di collaborazione e sinergie attivate con Rai negli ultimi anni”. Così Paolo Damilano, Presidente di Film Commission Torino Piemonte, commenta l’operazione che vede la Fondazione di Via Cagliari nel ruolo di coordinatore di un prestigioso evento industry. “E’ un risultato importante per il territorio – aggiunge Paolo Damilano – tanto per la visibilità e la copertura mediatica che Screenings può garantire, sia per l’opportunità di offrire al comparto locale nuove e importanti occasioni di business e networking”.

“Anche in questa occasione, proprio in linea con quanto proficuamente attivato per Cartoons on The Bay  – conclude Paolo Tenna, Amministratore Delegato di FIP Film Investimenti Piemonte – l’operato di FCTP e FIP si metterà a disposizione dei professionisti locali che avranno la possibilità di presentarsi all’area Marketing di Rai Com, incontrare i Buyers internazionali in un networking cocktail e prendere parte ad un convegno alla presenza, tra gli altri, di Mibac, Anica, broadcaster digitali e piattaforme”.

“Siamo contenti di essere a Torino per questa edizione di Screenings – dichiara David Bogi Responsabile distribuzione internazionale e Sviluppo Business Rai Com - precisando che “i segnali che stiamo raccogliendo sono incoraggianti: avremo infatti un 40% in più di adesioni rispetto agli anni passati. Ospiteremo i principali buyers internazionali provenienti da tutti i continenti: dal Giappone agli USA, dall’Argentina alle Filippine, dalla Cina al Canada, includendo chiaramente tutta l’Europa.  Il catalogo che andremo a presentare è ricco e ben articolato nei generi e nei formati e spazia dalle serie tv ai tv movie, dai feature films ai documentari, dai prodotti kids&teen ai format ed alle arti performative. Per quanto riguarda le novità televisive annunceremo inoltre alcune serie che faranno parte del palinsesto autunnale della Rai”.

Le attività promosse da Film Commission Torino Piemonte nell’ambito di Screenings in Turin sono realizzate grazie al sostegno di Compagnia di San Paolo e in collaborazione con il Museo Nazionale del Risorgimento, Palazzo Madama e il Museo Nazionale del Cinema.

Dal 22 marzo la rassegna cinematografica Anime Perdute

Il progetto di Alternanza Scuola/Lavoro “Kinofilia” proposto da Altera per il secondo anno ha avuto molto successo nel liceo classico Massimo d’Azeglio e gli studenti, anche quest’anno, hanno organizzato una rassegna cinematografica all’interno della scuola ma aperta al pubblico.

Da ottobre 2018 la classe 1A del liceo classico Massimo d’Azeglio e una sezione dell’Istituto Albe Steiner sono state impegnate in un progetto cinematografico dedicato alla realizzazione di attività di promozione cinematografica di diverso stampo, dalla realizzazione di interviste alla redazione di recensioni, fino all’organizzazione di una rassegna.

Da questo progetto è quindi nata la rassegna cinematografica “ANIME PERDUTE”, che inizierà il 22 marzo 2019 al liceo d’Azeglio, in via Parini 8.

“Anime perdute” è stato scelto come titolo dai ragazzi perché rappresenta pienamente il fil rouge che collega i tre film da loro selezionati all’interno del catalogo di cinema del reale “L’Italia che non si vede” (UCCA). In particolare, gli studenti sono rimasti colpiti da alcune storie che riguardano situazioni familiari di disagio e luoghi di degrado sociale, specialmente nelle periferie e nei piccoli paesi.

CALENDARIO DELLE PROIEZIONI

VENERDÌ 22 MARZO 2019, ore 14:30
Zen sul ghiaccio sottile di Margherita Ferri
Italia, 2018, 94’
distribuzione: Istituto Luce Cinecittà
interviene: Margherita Ferri
conduce:  Isabel Germanetto
All’anagrafe, la sedicenne Maia Zenasi è una ragazza. Per i suoi compagni di liceo è una “mezza femmina” e una “lesbica di merda”. Ma dentro è Zen, un ragazzo che ama l’hockey e ha un debole per Vanessa, compagna di classe fidanzata con il bullo Luca. Quando Vanessa chiede a Maia le chiavi del suo rifugio di montagna per andare a fare sesso con Luca, Zen gliele consegna. E quando Vanessa deciderà di nascondersi nel rifugio per sottrarsi alle consuetudini di una vita già preordinata sarà Zen il suo modello di anticonformismo.

GIOVEDÌ 28 MARZO 2019 ore 14:30
La terra dell’abbastanza di Damiano e Fabio D’Innocenzo
Italia,2018, 96’
distribuzione: Adler Entertainment
interviene: attivista di Libera, TBA
conducono: Daniele Ponzio, Alessandra Cavallo
Mirko e Manolo sono due giovani amici della periferia romana. Guidando a tarda notte, investono un uomo e decidono di scappare. La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l’uomo che hanno ucciso è il pentito di un clan criminale di zona e facendolo fuori i due ragazzi si sono guadagnati la possibilità di entrare a farne parte. La loro vita è davvero sul punto di cambiare.

VENERDÌ 29 MARZO 2019, ore 14:30
Un giorno all’improvviso di Ciro D’Emilio
Italia, 2018, 89’
distribuzione: NoMad Entertainment
interviene: Ciro D’Emilio
conduce: Veronica Beria
Antonio ha diciassette anni e un sogno: essere un calciatore in una grande squadra. Vive in una piccola cittadina di una provincia campana. Con lui vive Miriam, una madre dolce ma fortemente problematica che ama più di ogni altra persona al mondo. Inoltre Carlo, il padre di Antonio, li ha abbandonati quando lui era molto piccolo e Miriam è ossessionata dall’idea di ricostruire la sua famiglia. All’improvviso la vita sembra regalare ad Antonio e Miriam una vera occasione: un talent scout, Michele Astarita, sta cercando delle giovani promesse da portare nella Primavera del Parma e sta puntando sul ragazzo.

L’ingresso alle proiezioni è libero e gratuito.

Il 9 aprile torna a Torino "Be Kind - Un viaggio gentile all'interno della diversità"

Esce in sala, distribuito da Ravic e Cinemanchio - progetto per l'accessibilità e l'inclusione sociale, il film “Be Kind - Un viaggio gentile all’interno della diversità”, autoprodotto e diretto dall'attrice e regista Sabrina Paravicini e da suo figlio Nino Monteleone, un bambino di dodici anni a cui è stato diagnosticato a due anni e mezzo un autismo infantile severo, ma non grave. 

A Torino il film è in programma il prossimo 9 aprile (orario e sala da confermare).

Recentemente premiato con una menzione speciale per il cinema sociale ai Nastri D’Argento Documentari 2019, “Be Kind” è stato proiettato in concorso in anteprima mondiale alla 64esima edizione del Taormina Film Fest, dove ha ottenuto una menzione speciale della giuria (“Per lo straordinario impegno e talento nel dare una dimensione di dignità e comprensione ovvero amore a chi è diverso”) , è stato proiettato alla Festa di Roma 2018 per scuole e stampa. In concorso allo Human Rights Festival 2018 di Orvieto, dove Nino ha vinto una menzione speciale della Giuria come migliore protagonista. Evento speciale all’Asff 2018, festival cinematografico organizzato da ragazzi nello spettro autistico e premio speciale al Rare Disease International Film festival 2019. 

Un film quasi familiare, nato dal desiderio di Sabrina Paravicini di fare un regalo al proprio figlio, nel corso dei mesi di lavorazione si è trasformato in un vero e proprio film e racconta il viaggio da piccolo regista di una persona diversa all’interno della diversità, intesa non come differenza, ma come ricchezza nella varietà. La mamma accompagna il figlio in un percorso fisico ma soprattutto emotivo, dove ogni tappa rappresenta un incontro con persone che raccontano le esperienze attraverso la condivisione delle loro storie. Nino diventa quindi un Virgilio che insegna come la gentilezza sia il solo modo per entrare davvero in contatto con gli altri. La presenza dello scrittore Roberto Saviano, con cui Nino conversa sul tema della felicità secondo la teoria di Epicuro, dell’attore Fortunato Cerlino che aiuta un giovane attore nello spettro autistico a prepara le scena madre di Robert De Niro in Taxi Driver e dell’astronauta Samantha Cristoforetti che racconta a Nino il valore della diversità, si alternerà a tanti incontri, tante vicende che compongono un grande racconto a lieto fine: un racconto che parla di limiti superati, di speranza, di sperimentazioni, di gentilezza e di felicità possibile per tutti. Perché, alla fine, tutti siamo diversi da tutti. Il 2 aprile esce, edito da Rizzoli, il romanzo “Io ragiono con il cuore”, della stessa Sabrina Paravicini, che racconta la storia della malattia del figlio, che comincia nella disperazione più buia ma ha un finale luminoso ed entusiasmante. Si racconta il periodo precedente la scoperta della malattia, quando Sabrina, attrice di successo, da un giorno all’altro, cancella provini e impegni per dedicare tutte le proprie energie al piccolo Nino. Da qui intraprende con lui un faticoso cammino fatto di visite neuropsichiatriche, interminabili soste in sala d’attesa, battaglie con la burocrazia, terapie sbagliate da abbandonare. È così che, piano piano, si compie il miracolo: Nino sviluppa una sensibilità sorprendente e un suo modo dolce e acuto di comunicare e di osservare la realtà.

Rassegna stampa di martedì 19 marzo 2019

Fabrizio Dividi sul Corriere Torino scrive della visita di venerdì a Torino di Mike Leigh, al cinema Nazionale per presentare il suo ultimo film, "Peterloo".

Su La Repubblica Torino segnalazione per l'evento di stasera in Unione Industriali "Hollywood: la fabbrica dei sogni infranti".

Su La Stampa Torino e CronacaQui Torino breve segnalazione per l'anteprima all'Uci de "La mia seconda volta" con Aurora Ruffino.

Il Consiglio di Oggi, martedì 19 marzo 2019

IL CONSIGLIO DEL GIORNO



LE ALTRE PROIEZIONI
TUTTI I DETTAGLI SULLE PROIEZIONI DI OGGI

Infine, tutti i film in prima visione in sala.

Tutti i film in sala a Torino li trovate cliccando sulla foto qui a sinistra.

lunedì 18 marzo 2019

Ira Sachs e Erika Lust ospiti del 34° Lovers Film Festival

Dal 24 al 28 aprile 2019 a Torino presso il Cinema Massimo – MNC torna Lovers Film Festival, il più antico festival sui temi LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali) d’Europa e terzo nel mondo diretto da Irene Dionisio con la consulenza artistica di Giovanni Minerba, fondatore con Ottavio Mai del Festival.

Fra i molti ospiti internazionali attesi quest’anno al festival anche il celebre regista Ira Sachs. Fra i suoi film più noti: Little Men, vincitore del Grand Prix al Deauville American Film Festival 2016; Love is Strange, con Alfred Molina e John Lithgow; Keep the Lights On, vincitore del Teddy Award alla Berlinale del 2012; Quaranta sfumature di blu, vincitore del Sundance Dramatic Grand Jury Prize 2005, e il suo primo lungometraggio, The Delta. Attualmente sta completando Frankie, girato lo scorso autunno in Portogallo, e interpretato da Isabelle Huppert, Brendan Gleason, Jérémie Renier e Marisa Tomei. Il suo cortometraggio, Last Address, in onore di un gruppo di artisti di New York morti per AIDS, è stato inserito nelle collezioni permanenti del Whitney Museum e del Museum of Modern Art di New York. Sachs ha insegnato alla Columbia University ed è fondatore e direttore esecutivo di Queer | Art, un'organizzazione artistica senza scopo di lucro che fornisce supporto agli artisti LGBTQ.

Ha confermato la sua presenza a Lovers anche Erika Lust, una fra le più note registe di pellicole erotiche a livello mondiale, già conosciuta dal pubblico torinese grazie alle proiezioni organizzate dal festival Fish & Chips.
Nota in Svezia, ha studiato scienze politiche e storia del fennimismo, vive e lavora a Barcellona ed è esperta di genderstudies. La cifra narrativa di Erika Lust riflette le sue opinioni sul sesso: un elemento sano e naturale della vita delle persone che, per questo, è necessario raccontare. Con il progetto XConfessions, ha creato la prima serie di film erotici crowdsourcing della storia del cinema per adulti. Ogni mese, sceglie due fantasie anonime condivise su XConfessions e le trasforma in cortometraggi accattivanti ed espliciti famosi e diffusi in tutto il mondo.
Con oltre 150 cortometraggi al suo attivo, Erika Lust produce e finanzia giovani registe, sostenendo il loro talento in tutto il mondo per “aprire” sempre di più il mondo del cinema internazionale alle donne.

Mike Leigh al cinema Nazionale venerdì 22 per "Peterloo"

Mike Leigh sarà a Torino per presentare il suo nuovo film, "Peterloo", presentato in anteprima all'ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Il regista introdurrà il film venerdì 22 marzo al Cinema Nazionale: appuntamento alle ore 20:30.

Un ritratto epico degli eventi legati ai fatti di Peterloo, quando nel 1819 un pacifico raduno pro-democrazia riunitosi presso St Peter's Fields a Manchester si trasforma in uno degli episodi più sanguinosi e tristemente noti della storia britannica. Una folla di oltre 60.000 persone radunate per richiedere riforme politiche e per protestare contro i crescenti livelli di povertà viene attaccata dalle forze governative. Molti manifestanti furono uccisi e centinaia rimasero feriti, dando vita a proteste in tutta la nazione, ma anche a nuove repressioni da parte del governo. I fatti di Peterloo rappresentano un momento fondamentale nella definizione della democrazia britannica e hanno giocato un ruolo importante anche nella fondazione del quotidiano The Guardian.

Il programma di martedì 19 marzo a Sottodiciotto

La giornata al Sottodiciotto Festival si apre con una proiezione della retrospettiva “This Is Not a Selfie”, dove è la volta di I’m Still Here (Joaquin Phoenix – Io sono qui!, ore 18, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati) di Casey Affleck e Tom Blomquist. Presentato nel 2010 al Festival di Venezia, il lungometraggio racconta un anno, il 2009, nella vita di Joaquin Phoenix, in cui l’affascinante attore, all’apice del successo dopo le candidature all’Oscar per Il gladiatore e Walk the Line, impegnato nella promozione di Two Lovers, annunciò improvvisamente di voler abbandonare il cinema per darsi a un’improbabile carriera di rapper. Il film segue la sua parabola folle e allucinata di musicista senza talento, mentre Phoenix sembra deciso a svelare il suo dark side e a dare il peggio di sé davanti alla macchina da presa: tira di coca, maltratta i collaboratori, ordina ragazze al telefono, insulta e scazzotta il pubblico, non si lava, non si rade, non si cura di quanto ingrassa. Del tutto calato nella parte, fa un’apparizione stralunata e surreale al “David Letterman Show” (inserita nel film), masticando chewing-gum per tutto il tempo dell’intervista e non rispondendo a nessuna, o quasi, domanda del conduttore. Un’apparizione nello Show successiva alla distribuzione di I’m Still Here sarà l’occasione per mostrare il vero Phoenix, tornato se stesso, e svelare la gigantesca burla mediatica su cui, per oltre anno, è stato costruito un film considerato, a oggi, uno dei più riusciti mockumentary della storia del cinema.

Sempre nel pomeriggio, il cartellone presenta Di cosa parliamo quando parliamo di selfie (ore 18, il Circolo dei lettori), quarto appuntamento di Wikicampus, il ciclo di incontri dedicato all’approfondimento del tema dell’autorappresentazione nella società contemporanea, filo conduttore di quest’edizione del Festival. Nel corso dell’incontro, cui parteciperà Adriano D’Aloia (Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”), verrà analizzato il selfie non in quanto semplice autoritratto fotografico, ma come “gesto mediale” che ci estende nello spazio – fisico, virtuale, sociale – e include nell’immagine la traccia di questa estensione. Un viaggio visivo nella pittura e nella fotografia autoritrattistica consentirà di risalire alle tensioni da cui il selfie scaturisce e di riflettere sulla sua natura e il suo destino nell’esperienza mediale contemporanea.
In prima serata il Festival presenta l’inedito Diamantino (ore 20, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati). Firmato a quattro mani dal portoghese Gabriel Abrantes e dallo statunitense Daniel Schmidt, il film è stato presentato alla Settimana della critica dell’ultimo Festival di Cannes, dove il debutto nel lungometraggio dei due giovani registi – annoverati tra i nuovi enfants prodiges della scena internazionale – era particolarmente atteso e ha ottenuto il massimo riconoscimento previsto, il Grand Prix Nespresso, sancendo anche un ulteriore successo del TorinoFilmLab, che ha sostenuto il progetto di sviluppo della fortunata opera prima. Storia di una stella in caduta, il film prende il titolo dal nome del suo protagonista, giocatore di calcio della nazionale portoghese, campione di fama mondiale, inarrestabile asso del pallone venerato dalle folle e modellato sull’immagine pubblica di Cristiano Ronaldo. La fortuna gli arride senza sosta, finché il suo genio calcistico non si dissolve all’improvviso e, durante la finale di Coppa del mondo, sbaglia il rigore decisivo. Vissuto sempre in un mondo fatato, per Diamantino, fuoriclasse che fuori dal campo è solo un bambino cresciuto, ingenuo e sprovveduto fino al limite dell’inettitudine, comincia un rocambolesco bagno di realtà, in cui si troverà a fare i conti, oltre che con la morte improvvisa del padre, con sorelle perfide, migranti in gommone, agenti segreti che tentano di incastrarlo, ministri neofascisti che vogliono clonarlo. Commedia grottesca e surreale che si diverte a mettere alla berlina i fanatismi contemporanei – dal culto delle celebrità all’ascesa dell’antieuropeismo e dei populismi xenofobi – il film sarà introdotto dal giornalista Gianpaolo Ormezzano.

In seconda serata, in un altro appuntamento con la retrospettiva, il Festival propone Un’ora sola ti vorrei (ore 22.30, Cinema Massimo – MNC, Sala Soldati), opera d’esordio con cui nel 2002 la regista Alina Marazzi si è imposta all’attenzione del mondo cinefilo.  Nel mediometraggio, la regista milanese, nipote dell’editore Ulrico Hoepli, ha rivisitato e riassemblato gli home movies girati dal nonno a partire dagli anni Venti e fino ai primi anni Settanta: un atto doloroso, perché quel materiale comprendeva anche le immagini della madre, Liseli, sofferente di depressione, morta suicida nel 1972 – quando Alina aveva solo sette anni – e praticamente rimossa dal ricordo familiare. Ritratto di un’altolocata famiglia borghese apparentemente serena, testimonianza di una forte volontà di autocelebrazione e autorappresentazione, i numerosissimi filmati girati dal nonno nell’arco di decenni, destinati a immortalare ogni momento di felicità familiare, nella selezione di Un’ora sola ti vorrei combattono con le parole della madre. La stessa Alina, infatti, legge brani di un diario semisegreto in cui Liseli svela tutta la sua sofferenza e il suo senso di inadeguatezza alla vita, denunciando implicitamente l’ipocrisia e la falsità di quanto viene mostrato sullo schermo: un modo, per la regista, di rivivere le contraddizioni familiari, di esprimere la nostalgia per una madre in pratica mai conosciuta, di riappropriarsi di un affetto e di un’identità mancati.   

Tutti gli appuntamenti e le proiezioni del Festival sono a ingresso gratuito.