Nazra Palestine Short Film Festival a Torino dal 16 al 18 ottobre

Dopo l’inaugurazione a Napoli, il NAZRA PALESTINE SHORT FILM FESTIVAL arriva a Torino, dal 16 al 18 ottobre, con questi eventi:

Venerdì 16 ottobre, al Cinema Centrale Arthouse, via Carlo Alberto 27, alle 20.30.

Serata di apertura della tappa torinese con la proiezione dei corti vincitori di Nazra 2026

Dopo la presentazione della settima edizione del festival, la serata proseguirà con la proiezione dei quattro film vincitori e del cortometraggio Premio della Giuria del Festival Ciné-Palestine.

Ospiti: Dania Omari e Mohammad Alraee, due giovani artistə palestinesi presenti in Italia grazie ad una residenza artistica organizzata dai curatori di Falastin Hurra, in collaborazione con il Centro d’Arte di Betlemme MARSAM 301, Nazra Palestine Short Film Festival, la Scuola Internazionale di Comics di Torino e la struttura LuoghiComuni di San Salvario

Ingresso: 5 euro

Sabato 17 ottobre il festival si svolgerà su due eventi:

alle h. 18.30, sempre al Cinema Centrale Arthouse, ci sarà la proiezione di cortometraggi dalla selezione di Nazra 2026. Lə registə Nada Khalifa e Mahmoud Abughalwa, lə artistə Dania Omari e Mohammad Alraee saranno presenti in sala per dialogare con il pubblico

alle 20.30, al Piccolo Cinema dei fratelli De Serio, in via Cavagnolo 7, a Torino, saranno proiettati i corti vincitori di Nazra 2026 e ci sarà un momento di riflessione collettiva sul cinema e la resistenza palestinesi, in compagnia di Nada Khalifa e Mahmoud Abughalwa e di Dania Omari e Mohammad Alraee

Ingresso: gratuito

Domenica 18 ottobre, al Cinema Esedra, di via Pietro Bagetti 30 a Torino, alle h. 18.30

La serata sarà focalizzata sulle scelte della Giuria Giovani del Nazra di Torino. Serata di chiusura della tappa torinese.

Dedicheremo l’ultima giornata alla Giuria Giovani di Nazra Torino, iniziando con la proiezione del corto vincitore del Premio “Alex Ammendolia” – Nazra Giovani, dedicato alla memoria di Alex Ammendolia, giovane attivista di BDS e sindacalista di CUB Sanità, recentemente e prematuramente scomparso.

Il Premio della Giuria Giovani, che quella sera sarà consegnato alla presenza dei genitori di Alex Ammendolia, viene assegnato ogni anno da un gruppo di studentə delle classi di alcuni istituti di istruzione superiore di Torino, che partecipano a una formazione specifica curata dallo staff del Nazra nei mesi precedenti.

Verranno inoltre proiettati i cortometraggi Fin di Ward Kayyal e Qaher della regista Nada Khalifa e il documentario Donne Rifugiate di Daka Mohamed Osman. Tuttə ə registə saranno presenti in sala insieme a Dania Omari e Mohammad Alraee, ə due giovani artistə della Cisgiordania.

La serata è organizzata in collaborazione con l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza e l’Unione Culturale Antonicelli. Ingresso: 5 euro

Lunedì 19 ottobre, al mattino, presso l’istituto scolastico “A.Steiner” di Lungo Dora Agrigento 21/a, plesso dell’IIS “Beccari Steiner” di Torino, ə registə ospiti incontreranno studentesse e studenti della scuola.

Un festival di cortometraggi che racconta e diffonde la Palestina – Cos’è Nazra

Fondato nel 2017, Nazra Palestine Short Film Festival è un progetto culturale indipendente, informativo e inclusivo, dedicato a raccontare la Palestina attraverso il cinema e in particolare attraverso i cortometraggi. La sua identità è quella di un festival a concorso, itinerante e diffuso, aperto a registi di ogni nazionalità, con storie che parlano della Palestina in senso ampio: dalla vita nei territori occupati ai campi profughi, fino alla diaspora. Nazra non è solo cinema, ma anche storia, memoria, arte, musica e teatro. Al centro i contenuti e il valore culturale delle opere.  Il nome “Nazra”, che in arabo significa “sguardo”, riflette l’essenza del festival: offrire punti di vista autentici e plurali su una realtà complessa – e spesso affidata alla narrazione della propaganda – attraverso il linguaggio diretto e immediato del cortometraggio.  Il suo carattere diffuso e dal basso promuove un circuito virtuoso che permette a opere, spesso escluse dal mercato cinematografico internazionale, di essere valorizzate, diffuse in Italia e riportate in Palestina, creando una rete culturale che si estende ben oltre i confini geografici.

Nazra è il risultato della collaborazione di una rete coesa e dal basso, e del lavoro di un piccolo collettivo eterogeneo di attivistə, artistə e operatricə culturali unitə dalla convinzione che l’arte sia uno strumento potente di resistenza e solidarietà. 

Il poster della 7° edizione

Un caleidoscopio è un corpo in continua metamorfosi. Contiene la frammentazione, la connessione e la contaminazione. È insieme uno strumento di perdita e di trasformazione. Guardare il mondo attraverso un caleidoscopio significa rinunciare a una visione fossile e omogenea della realtà e immaginarla, invece, come un collage composto da frammenti che si toccano, si allontanano, si spezzano, si ricompongono e si trasformano in un flusso continuo. 

È da questa immagine che prende forma la settima edizione di Nazra.

 Nel corpo-caleidoscopio trovano spazio il dolore e la rabbia delle identità frammentate e spezzate, sostituite o negate. C’è la terra che cambia volto e forma, bombardata, esplosa, inquinata, insanguinata, e quella stessa terra che continua a essere ricreata dai corpi, dalle relazioni e dalle pratiche di chi la abita. C’è il senso d’impotenza di un tempo costantemente in corsa, nel quale la possibilità di controbattere e agire sembra non trovare mai abbastanza spazio.

E poi c’è il filo della solidarietà, che attraversa gli specchi del caleidoscopio e corre tra comunità palestinesi, diasporiche, occidentali, latinoamericane e del Sud globale: tra chi non si arrende a una visione mortifera del mondo e cerca di avvicinarsi, oltre le barriere fisiche e geografiche, dalle periferie e oltre i centri, per incontrarsi, combattere e unirsi. 

Nel corpo-caleidoscopio trova spazio anche la resistenza, pratica e ideale, in costante costruzione e decostruzione. Il caleidoscopio della resistenza ci chiede di indagare come stare insieme, come diventare corpo a partire da una rete, come restare interi a partire dai frammenti. 

Nel suo piccolo, Nazra vuole offrire uno spazio in cui provare a costruire insieme un mondo dove la marginalità possa liberarsi dai panni che le sono stati imposti e comunicare sé stessa attraverso parole e immagini proprie. Non per conquistare spazi, ma per abitare il mondo insieme.