Il Museo del cinema omaggia Imamura Shoei

A cent’anni dalla nascita, il Museo Nazionale del Cinema celebra il cinema del maestro giapponese Imamura Shohei con una rassegna al cinema Massimo che ne ripercorre la carriera.

Tra il 1958 (anno del suo esordio alla macchina da presa) e la Palma d’Oro ottenuta a Cannes nel 1997 con L’anguilla (che replica il successo del 1983 con La ballata di Narayama), i film di Imamura hanno dato un grande impulso alla rinascita del cinema del Sol Levante, dapprima all’interno delle major, poi in modo indipendente, con la creazione di una propria casa di produzione e la capacità di inserirsi nel circuito alternativo della distribuzione avanguardistica. Il suo sguardo si è sempre concentrato su aspetti della Storia del suo paese poco o per nulla documentati: personaggi violenti, controversi, tematiche scomode, spesso rimosse della società giapponese che, però, a distanza di anni, ci sorprendono ancora. Se Ozu ha posto la macchina da presa ad altezza tatami, Imamura sistema il suo obiettivo a contatto con la terra da cui i suoi racconti emergono con tutta l’energia di un paese attraversato da potenti e continue scosse telluriche.

La rassegna è organizzata grazie all’indispensabile supporto di Japan Foundation.

IL PROGRAMMA

Il diario di Sueko/Il secondo fratello (Nianchan) (Giappone 1959, 100’, 16mm, b/n, v.o. sott. it.)
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quattro fratelli di età tra i dieci e i vent’anni rimasti orfani, vivono di stenti in una cittadina mineraria nel Giappone meridionale. Dopo numerose difficoltà, i quattro fratelli sono costretti a separarsi. Amarezza e ottimismo convivono in questa odissea famigliare. Dom 1, h. 16.00/Gio 5, h. 18.30

Porci, geishe e marinai (Buta to gunkan) (Giappone 1961, 108’, HD, b/n, v.o. sott. it.)
La città di Yokosuka è sede di un’importante base navale americana ma pullula di piccoli e medi delinquenti giapponesi impegnati in ogni sorta di illecito. La banda di Himori, ad esempio, conduce un traffico illegale di maiali che coinvolge direttamente la flotta statunitense. Al soldo di Himori c’è Kinta, un giovane teppista fidanzato con una ragazza che vorrebbe però tenerlo lontano dai guai. Dom 1, h. 18.00/Mer 11, h. 20.30

Desiderio d’omicidio (Akai satsui) (Giappone 1964, 128’, DCP, b/n, v.o. sott. it.)
La giovane Sadako, di umili origini, conduce un’esistenza marginale in casa del marito. Maltrattata da questi e dalla madre di lui, sembra vivere solo per il suo figlioletto Masaru. Un giorno, mentre è sola in casa, Sadako viene violentata da un ladro. Dopo un tentativo di suicidio fallito, la ragazza prova a dimenticare l’accaduto ma un secondo incontro con il ladro, ora gravemente ammalato e innamorato di lei, complica irrimediabilmente le cose. Dom 1, h. 20.30/Ven 13, h. 15.30

La vendetta è mia (Fukushû suru wa ware ni ari) (Giappone 1979, 140’, 16mm, col., v.o. sott. it.)
La storia vera di Iwao Enokizu, sposato e di famiglia cattolica, ma anche truffatore, seduttore e assassino. Arrestato dopo una latitanza di 78 giorni, viene condannato a morte e qualche anno dopo giustiziato. Scagliate in mare, le sue ossa rimarranno inspiegabilmente sospese nel cielo. Imamura adatta l’omonimo romanzo di Ryuzo Saki basato sulle gesta di un serial killer. Lun 2, h. 16.00/Sab 7, h. 16.00

Eijanaika (Giappone 1981, 151’, DCP, col., v.o sott. it.)
La storia è ambientata tra il 1867 e il 1868, durante la tumultuosa fine dell’era Edo e l’avvento della Restaurazione Meiji. Dopo anni passati all’estero, Genji torna in Giappone e scopre che la sua vita precedente è distrutta e che sua moglie è stata venduta come prostituta. Mentre cerca la donna, l’uomo viene travolto dal caotico movimento popolare noto come Eijanaika (“Perché no?”), un fenomeno fatto di rivolte estatiche, canti, balli e disordini sociali che precedono il collasso dello Shogunato Tokugawa. Lun 2, h. 20.00/Sab 7, h. 20.00

La ballata di Narayama (Narayama bushiko) (Giappone 1983, 130’, DCP, col., v.o. sott. it.)
XIX secolo. In un piccolo villaggio rurale fra le montagne del Tohoku, la rigidità del clima è fra le cause principali della scarsezza dei raccolti. Una legge impone a chiunque raggiunga i settant’anni di recarsi in cima al monte Narayama e attendere la morte per lasciare posto alle nuove generazioni. La vecchia Orin, che ha ormai raggiunto i sessantanove anni di età, è pronta per partire: come ultimo desiderio vorrebbe che il figlio  vedovo (Ken Ogata) si risposasse. Palma d’oro al Festival di Cannes 1983. Mar 3, h. 15.30/Dom 8, h. 15.30

Il mezzano (Zegen) (Giappone 1987, 124’, DCP, col., v.o. sott. it.)
Una storia, ispirata a fatti reali. Iheiji Muraoka (Ken Ogata), un povero giapponese che a cavallo tra il XIX e il XX secolo emigra a Hong Kong in cerca di lavoro, con l’obiettivo di riconquistare a poco a poco l’antico splendore della sua famiglia. Dopo aver guadagnato da vivere inizialmente come barbiere, Muraoka viene disastrosamente reclutato come spia contro i russi. Quindi, quasi per caso decide di aprire bordelli a beneficio dell’Imperatore, espandendo i propri affari in tutto il Sud-Est asiatico. Aspra critica dell’imperialismo coloniale. Mar 3, h. 18.00/Dom 8, h. 18.00

Pioggia nera (Kuroi ame) (Giappone 1989, 118’, DCP, col., v.o. sott. it.)
6 agosto 1945. Poche ore dopo lo scoppio della bomba atomica su Hiroshima, la giovane Yasuko attraversa la città devastata insieme allo zio Shigematsu e alla zia Shigeko. Cinque anni dopo, i tre vivono insieme in un villaggio di campagna dove condividono con altri sopravvissuti uno stato di semi-emarginazione. Lo zio Shigematsu vorrebbe che Shigeko si sposasse, ma il drammatico effetto delle radiazioni comincia a farsi  aentire sui loro corpi. Mer 4, h. 16.00/Dom 8, h. 20.30

L’anguilla (Unagi) (Giappone 1997, 134’, DCP, col., v.o. sott. it.)
Dopo aver trascorso otto anni in carcere per l’omicidio della moglie, Yamashita giunge in un piccolo e sperduto villaggio dove decide di aprire un negozio di barbiere: schivo e riservato, la sua unica compagnia è rappresentata da un’anguilla personalmente allevata in prigione. Un giorno Yamashita salva da un tentato suicidio una giovane donna che assomiglia in maniera impressionante alla sua ex moglie. Palma d’oro al Festival di Cannes. Gio 5, h. 16.00/Ven 13, h. 18.00

Il profondo desiderio degli dèi (Kamigami no fukaki yokubo) (Giappone 1968, 172’, DCP, col., v.o. sott. it.)
Sull’immaginaria isola di Kurage, dove resistono culti ancestrali e animisti, i membri della famiglia Futori sono ritenuti responsabili dei problemi che affliggono la comunità. I fratelli Nekichi e Uma, infatti, intrattengono una relazione incestuosa che si pensa sia causa dello scontento degli dèi. Nel frattempo, il capovillaggio ha convinto gli abitanti a sostituire la coltivazione di riso con quella di canna da zucchero per conto di una multinazionale. Ven 6, h. 15.15