Il 7 settembre riparte la stagione cinetecaria del cinema Massimo: ecco il programma presentato dal direttore Carlo Chatrian e dalla curatrice della programmazione Grazia Paganelli.
Ogni stagione cinematografica è un invito a ripensare la storia del cinema attraverso nuovi accostamenti e nuove prospettive. Il programma di settembre del Cinema Massimo mette in dialogo tre autori lontani per epoca, cultura e poetica, ma accomunati dalla capacità di reinventare il linguaggio delle immagini e di interrogare, ciascuno a modo proprio, il rapporto tra individuo, società e Storia. Tre i percorsi che attraversano oltre ottant’anni di cinema, dal classicismo hollywoodiano alla modernità italiana fino alla vitalità del cinema coreano contemporaneo. Il 23 settembre parte la retrospettiva dedicata a Bong Joon-ho, autore che ha tracciato nuovi confini del cinema contemporaneo. Capace di attraversare thriller, commedia, horror, fantascienza e melodramma senza mai rinunciare a una rigorosa visione politica, Bong costruisce opere in cui il piacere del racconto convive con un’acuta riflessione sulle disuguaglianze, sul capitalismo e sulle tensioni della società globale. I suoi film dimostrano ancora una volta come il cinema sia strumento privilegiato per comprendere il presente. L’omaggio a John Ford restituisce tutta la complessità di un autore troppo spesso ridotto al solo western. Se la Monument Valley è diventata un luogo dell’immaginario universale, è perché Ford ha saputo trasformare il paesaggio in una forma della memoria e il mito americano in una riflessione sulle sue fratture. Film come Alba di gloria, Furore, Ombre rosse e L’uomo che uccise Liberty Valance raccontano un’America attraversata da conflitti morali, sociali e politici, dove la costruzione della leggenda convive sempre con la consapevolezza della sua fragilità. Infine, la retrospettiva dedicata a Gillo Pontecorvo ripercorre l’opera di uno dei grandi autori civili del Novecento ed è suggerita dalla mostra a lui dedicata Gillo Pontecorvo, una battaglia dopo l’altra (24 settembre 2026 – 5 aprile 2027) in programma alla Mole Antonelliana. Con pochi film, tutti segnati da un’estrema esigenza etica e formale, Pontecorvo ha saputo ridefinire il cinema politico, fondendo la tensione del racconto con la forza del documento. Da La battaglia di Algeri (di cui si celebrano i sessant’anni) a Kapò, fino a Queimada, i suoi lavori mettono in scena il potere, il colonialismo, la violenza e la resistenza. La rassegna comprende anche i film che lo videro attore e alcuni dei film più significativi che hanno vinto il Leone d’Oro a Venezia negli anni in cui Pontecorvo era direttore. Tre autori, tre continenti, tre modi diversi di pensare il cinema come forma artistica e come gesto politico.

