Una giovane buyer che prova a difendere i piccoli produttori e una filiera biologica e locale dentro uno dei colossi della grande distribuzione. È una storia di lavoro, potere e scelte quella di La guerre des prix di Anthony Déchaux, il film che martedì 6 ottobre alle 20.30 al Cinema Massimo apre ufficialmente la settima edizione di Job Film Days, il festival cinematografico internazionale dedicato al lavoro e ai diritti, diretto da Annalisa Lantermo. Il film sarà presentato in anteprima italiana.
All’evento di apertura, al quale interverranno autorità e istituzioni che sostengono il festival, l’attrice torinese Manuela Massarenti leggerà un brano da La chiave a stella di Primo Levi.
La pellicola di Déchaux segue Audrey, la protagonista, che proviene da una famiglia di allevatori lattieri e vive nella fattoria familiare insieme al fratello, produttore di latte biologico. Capo reparto in un supermercato di provincia, riesce a promuovere con successo prodotti caseari biologici provenienti da imprese locali. I risultati la portano alla sede centrale dell’azienda, uno dei giganti della grande distribuzione, dove viene nominata responsabile degli acquisti a livello nazionale.
È qui, però, che le regole cambiano. Audrey scopre quanto sia difficile continuare a sostenere i piccoli produttori dentro un sistema dominato dalla competitività e dalla ricerca del profitto. Costruito come un thriller, La guerre des prix porta così lo spettatore nei meccanismi delle trattative commerciali e nelle tensioni che attraversano la filiera alimentare. Nel cast c’è Olivier Gourmet, seducente e magnetico nei panni di un negoziatore senza scrupoli, ma allo stesso tempo più umano di molti dei colleghi che lo circondano.
Il festival: 57 film da 30 Paesi
Con la serata inaugurale prende il via un programma che, dal 6 all’11 ottobre, attraverserà il Cinema Massimo e numerosi altri spazi di Torino. Sono 57 i film in programma, provenienti da 30 Paesi, con 2 anteprime mondiali e 20 anteprime italiane. Gli eventi, incluso il programma off, sono distribuiti in 15 sedi e realizzati grazie a una rete di 73 partner. Per sei giorni Job Film Days mette al centro le trasformazioni del lavoro contemporaneo: diritti, salute e sicurezza, precarietà, nuove tecnologie, professioni, lavoro femminile, inclusione e rapporto con i territori.
Cuore del festival restano i due concorsi internazionali. Il Premio “Lavoro 2026” JFD, realizzato con INAIL Piemonte, presenta sette documentari e lungometraggi di finzione, mentre il Premio “Job for the Future 2026” JFD, realizzato con la Camera di commercio di Torino, raccoglie dodici cortometraggi europei firmati da registe e registi under 40. Una selezione delle opere sarà disponibile anche sulla piattaforma MYmovies ONE, per cinque giorni, dopo la proiezione in sala.
Fabrizio Gifuni, il Focus Corea del Sud e il nuovo film di Radu Jude
Tra gli appuntamenti centrali della settima edizione c’è un evento con Fabrizio Gifuni, protagonista sabato 10 ottobre alle 17 al Cinema Massimo della masterclass Il lavoro dell’attore, condotta da Grazia Paganelli e realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e con TPE – Teatro Piemonte Europa. Alle 19 seguirà la proiezione di Prima che la notte di Daniele Vicari, film per la televisione presentato per la prima volta in sala dallo stesso Gifuni.
Il programma guarda inoltre alla Corea del Sud, con un focus dedicato a una cinematografia che negli ultimi anni ha saputo raccontare disuguaglianze, competizione sociale e trasformazioni del capitalismo contemporaneo. Il percorso comprende Because I Hate Korea di Jang Kun-jae, Halo di Roh Young-wan e Citizen of a Kind di Park Young-ju, preceduti il 29 settembre – nell’ambito di Job Film Days OFF – dalla proiezione di No Other Choice di Park Chan-wook.
Tra i titoli più attesi c’è inoltre, in anteprima italiana, Le journal d’une femme de chambre di Radu Jude, presentato alla Quinzaine des cinéastes di Cannes 2026: il film adatta liberamente il celebre romanzo di Octave Mirbeau e lo trasporta nell’Europa contemporanea, costruendo una satira sociale potente e corrosiva attorno a una giovane lavoratrice domestica rumena impiegata presso una famiglia borghese a Bordeaux. Attraverso la sua storia, il regista affronta temi quali il lavoro domestico, l’immigrazione, i rapporti di classe e le disuguaglianze.
Tra presente e memoria del lavoro
Job Film Days continua, inoltre, a intrecciare cinema contemporaneo e memoria. Mercoledì 7 ottobre alle 21, al Cinema Fratelli Marx – Sala Groucho, sarà proiettato Hospital di Frederick Wiseman, nella recente versione restaurata, con introduzione di Luca Mosso.
Il percorso La lunga marcia riporta invece in sala due restauri della Cineteca Nazionale: Sissignore di Ugo Tognazzi, sabato 10 ottobre, e Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, domenica 11, entrambi al Cinema Centrale Arthouse e introdotti da Steve Della Casa.
Il programma degli eventi speciali attraversa inoltre l’intelligenza artificiale e il futuro dell’occupazione, la formazione professionale, la salute e la sicurezza, oltre a guerra, giustizia e memoria dei territori. A questi appuntamenti si affiancano attività con le scuole, incontri, laboratori e la mostra Uno scatto per raccontare il lavoro, realizzata al Ramo d’Oro in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.
La settima edizione si concluderà domenica 11 ottobre con Ulysse di Laetitia Masson, presentato a Cannes 2026 nella sezione Un Certain Regard. Nel corso della serata saranno inoltre annunciati i vincitori dei concorsi di Job Film Days.

