Dopo aver emozionato il pubblico e la critica d’oltralpe e di numerosi festival internazionali, da lunedì 2 novembre arriva anche a Torino al cinema Fratelli Marx LA MAISON DES FEMMES–la casa delle donne, opera prima della regista francese Mélisa Godet. In programma tre proiezioni, dal 2 al 4 novembre, sempre alle 21.
Ispirato alla storia e alle attività della Maison des Femmes di Saint Denis, un centro di ascolto e di accoglienza per donne in difficoltà realmente esistente vicino a Parigi, il film ripercorre in chiave fiction le sfide che operatrici e operatori devono affrontare quotidianamente nell’accogliere e sostenere chi si rivolge loro in cerca di aiuto. In una società multiculturale sempre più in trasformazione come quella attuale dove alle disfunzioni della violenza di genere si uniscono abusi motivati da antichi e tradizionali retaggi patriarcali, il loro lavoro rappresenta una risorsa preziosa per affrontare le problematiche “al femminile”, dimostrando come una sincera dedizione e sensibilità possano davvero fare la differenza.
LA MAISON DES FEMMES–la casa delle donne è un’opera che appassiona, diverte e commuove; insieme alle “eroine femminili” non mancano personaggi maschili, “eroi” a loro volta cui ci si affeziona per il loro impegno nel “cambiare in meglio” le vite degli altri. LA MAISON DES FEMMES–la casa delle donne sarà distribuito da Satine Film patrocinato da Amnesty International Italia e con il Sostegno dell’associazione Differenza Donna e di Kering Foundation, partner nella diffusione distributiva.
Per Riccardo Noury, Portavoce di Amnesty International Italia: “La violenza contro le donne e la discriminazione di genere non dipendono tanto da classe sociale, cultura o tradizione, piuttosto da un sistema patriarcale diffuso e trasversale che le tollera, se non addirittura le incoraggia e le legittima. Amnesty International ltalia patrocina con convinzione La Maison des Femmes – La casa delle donne, che riconosce la migliore risposta che la società possa dare alle sopravvissute alla violenza: sorellanza, ascolto, rispetto, accoglienza, servizi sanitari e anche di tipo legale di elevata qualità. Ne derivano, quando le istituzioni collaborano anziché ostacolare, dignità, crescita personale, sicurezza, accesso ai diritti per le bambine, le ragazze e le adulte, finalmente libere dalla violenza e dalla paura”.
Per Elisa Ercoli, Presidente di Rete Nazionale Differenza Donna: “Un film straordinario e potente che racconta i Centri antiviolenza come laboratori di costruzione di libertà, di rinascita, di riappropriazione delle proprie vite e di messa in crisi di un sistema millenario di sopraffazione e violenze. Narrare oggi questa realtà significa rafforzare il pensiero critico, agire una diffusione di conoscenza e consapevolezza che è indispensabile nella contemporaneità. Come Rete Nazionale Differenza Donna ci riconosciamo nella idea di fondo del film di vivere l’impegno per i diritti delle donne con unicità, passione e determinazione in quanto paradigmatico delle gerarchie e oppressioni delle società globali”.
Per Marie Claire Daveau, Chief Sustainability e Institutional Affairs Officer Kering e Vicepresidente Kering Foundation: “Accompagnare questo film, nato dall’esperienza della Maison des Femmes che Kering Foundation ha avuto il privilegio di sostenere fin dai suoi esordi, significa contribuire a dare voce a storie e percorsi che troppo spesso rimangono invisibili. Da quasi vent’anni, Kering Foundation si impegna al fianco di coloro che lavorano per prevenire la violenza contro le donne e accompagnare le sopravvissute nel loro percorso di ricostruzione. Attraverso questo film, desideriamo contribuire a far conoscere più da vicino la realtà di queste violenze, ma anche l’importanza di un accompagnamento specializzato e multidisciplinare. La sua distribuzione in Italia rappresenta una nuova occasione per sensibilizzare il pubblico e far risuonare questo messaggio oltre confine”.
SINOSSI
La dottoressa Diane Khoury dirige un centro di assistenza sanitaria e supporto unico nel suo genere: con ferrea determinazione e grande generosità, insieme all’ostetrica Manon, alla giovane tirocinante Inés e all’energica infermiera Awa, offre le cure e supporto necessari a donne che si trovano ad affrontare le sfide più difficili della vita. La loro giornata è scandita da visite mediche, sessioni di gruppo e un costante coordinamento con assistenti sociali, psicologi e agenti di polizia. Alternando piccole vittorie e battute d’arresto, sfide e momenti critici per conciliare il lavoro con le esigenze personali, le operatrici sono più che semplici colleghe: sono diventate a loro volta una famiglia, unite dalla missione di aiutare e guarire. Con l’ ausilio di collaboratrici e collaboratori altrettanto motivati, come lo psicologo Alexandre e il contabile Gilles che cerca sempre faticosamente di far quadrare i conti gestendo le poche risorse disponibili, insieme si adoperano per “cambiare in meglio” la vita di tutte le donne che si rivolgono loro in cerca di aiuto. Ma è proprio quando gli ispettori governativi visitano la struttura per verificarne l’ attività e sostenibilità finanziaria che Diane si trova ad affrontare la sua sfida più grande: con le crescenti esigenze economiche di cui ha bisogno e lo spazio limitato a disposizione per gestire l’ attività riuscirà a garantire il futuro de “La Maison des Femmes“ prima che sia troppo tardi?

